29 settembre 2015

Come migliorare le prestazioni del motore diesel turbocompresso.

E' possibile variare la curva di potenza di un motore  a gasolio turbo compresso, in modo da farlo salire di giri molto velocemente (ripresa), ma anche aumentandone l'accelerazione e diminuendo la temperatura di esercizio a regime; si può fare senza alcun intervento di modifica su "qualunque" sua parte meccanica o elettrica, basterà aggiungere una ventolina intubata. Il tutto lasciando invariato il consumo e la velocità massima e senza che il contagiri vada mai sul rosso.
Tutte la case automobilistiche, per migliorare le prestazioni delle loro vetture, avrebbero potuto operare su due soli fronti: il carburante oppure l'aria. Riguardo al carburante, hanno agito sulla quantità, nebulizzazione, pressione, iniezione nei cilindri ecc. . Hanno scelto di intervenire "soltanto" sul carburante, trascurando completamente l'aria che entra a far parte della miscela carburante-aria. L'unico intervento sull'aria, eseguito da alcuni costruttori, è stato posizionare l'entrata del collettore di aspirazione nella parte frontale del mezzo, in modo da creare proporzionalità tra velocità e quantità d'aria in entrata, ma i risultati ottenuti sono modesti. Quindi l'aria, nel condotto di aspirazione, entra unicamente grazie alla pressione atmosferica.
Mi sono chiesto: cosa accadrebbe in un motore Diesel turbo compresso (il mio), se variassi forzatamente la quantità d'aria in entrata in modo da ingannare il "debimetro" ?
Il debimetro è un apparecchietto posto lungo il condotto di aspirazione dell'aria a valle del filtro aria; è composto da un "resistore" che invia dati alla centralina elettronica sulla "qualità" dell'aria e, in ultima analisi, la centralina determina quanto carburante entrerà a far parte della miscela combustibile.
Ecco cosa ho fatto: ho rimosso il bocchettone, dal quale entra aria nel condotto di aspirazione, l'ho sostituito con una ventolina elettrica a 12 Volt "intubata", acquistata a poco prezzo presso un negozio di forniture navali (casualmente ha lo stesso diametro del condotto di aspirazione). L'ho alimentata mediante uno dei relais della "scatola dei relais", uno che si attiva con l'avviamento del motore. Risultato: esattamente tutto ciò che ho affermato all'inizio. Unica nota negativa: un leggerissimo incremento della rumorosità del propulsore. Si tenga conto che la diminuzione della temperatura di esercizio del propulsore (immediatamente verificabile dalla percepibile diminuzione di temperatura dell'aria del "riscaldamento" all'interno della vettura) allunga la "vita" del motore, ne diminuisce infatti l'usura. La minore temperatura nel motore, all'unga anche la vita dell'olio, le cui molecole degradano a causa dell'alta temperatura che raggiungono i motori diesel durante il loro funzionamento.
Sulla mia vettura, che ha velocità massima di 170 Km.  premere sull'acceleratore mentre si marcia a 150 Km/h. e sentire il motore salire velocemente di giri, è un vero piacere. E' altrettanto piacevole poter effettuare i sorpassi molto velocemente, senza scalare di marcia. Sulla mia auto, la modifica descritta è operativa da oltre 3 anni, i Km. percorsi sono, fino ad oggi, 180.000 !!
Non ho effettuato prove su motori aspirati, ma è molto probabile che si possano ottenere gli stessi risultati.




Non tutti sanno che nei motori diesel, si può sostituire il gasolio con "qualunque" olio vegetale, fino al 50%, senza che le prestazioni cambino. Non conviene farlo nelle zone climatiche dove fa particolarmente freddo (temperatura sotto lo zero), si potrebbe avere qualche difficoltà all'avviamento del motore.







14 settembre 2015

LA SENTINELLA INVISIBILE.

Potrebbero essere gli stessi elettroni ad alta energia ad alimentare il campo di forza. Di sicuro tale scudo protegge la Terra ed ha consentito lo sviluppo ed il diffondersi della vita biologica. E' quanto meno strano che gli scienziati non si siano chiesti che fine avesse fatto gran parte di quelle particelle ad alta energia provenienti dallo spazio o che non le abbiano cercate prima, visto che solo una parte di esse raggiunge la Terra. Le interazioni con i nuclei degli atomi dei materiali attraversati, compreso quelli del corpo umano, fanno supporre che le particelle in questione possano interferire nel processo di replicazione cellulare ed anomalie connesse, probabile causa primaria della comparsa di tumori (sappiamo bene che le cellule del corpo umano si rinnovano frequentemente; replicazione, o duplicazione, è il meccanismo molecolare attraverso cui viene prodotta una copia del DNA cellulare). Si tratterà adesso di osservare e studiare molto bene questo scudo, senza escludere la possibilità di riuscire in qualche maniera a rafforzarlo. La particelle ad alta energia presenti nei raggi cosmici che raggiungono il suolo, sono altamente dannose alla salute dell'uomo, oltre che disgregano la materia in tempi lunghissimi, ma questa è un'altra storia.

http://lastella.altervista.org/scienziati-scoprono-uno-scudo-invisibile-attorno-alla-terra/






9 settembre 2015

Le sorprese di Marte, possibili ma non tanto prossime.



Rimango sempre nella convinzione che Marte possa riservarci delle belle sorprese, ma non mi aspetto nulla in tempi vicini. Sembra provato che l’origine dei raggi cosmici di altissima energia sia legata ai collassi gravitazionali in prossimità dei buchi neri supermassicci (con masse superiori anche a un miliardo di masse solari). Tali eventi riescono ad accelerare le partricelle subnucleari fino a velocità prossima a quella della luce ( i raggi cosmici sono costituiti da protoni (per circa il 90%), da nuclei di elio (quasi il 10%); tuttavia, anche elettroni ed altri nuclei leggeri, fotoni, neutrini ed in minima parte antimateria, positroni ed antiprotoni), la loro azione disgregante della materia è lentissima ma nel tempo, inesorabile. La maggior parte dei raggi cosmici che arrivano sulla Terra vengono schermati dai campi magnetici solare e terrestre e dall'atmosfera. E' noto che Marte non ha campo magnetico ne atmosfera, quindi l'azione dei raggi cosmici su Marte ha effetti ben più rapidi ed incisivi che sulla Terra. Tuttavia, è possibile che eventuali manufatti che dovessero trovarsi nel sottosuolo di Marte, possano essere sopravvissuti, anche parzialmente, all'azione distruttiva dei raggi cosmici, beneficiando dello strato sovrastante di rocce o terreno che li ricoprono. L'audio del filmato ci dice che gli scienziati oggi, sanno meglio dove cercare eventuali tracce di vita biologica su Marte. Ma per cercare eventuali manufatti nel sottosuolo marziano, passeranno molte decine di anni e la ricerca dovrà essere eseguita direttamente da persone e non da sonde automatiche o apparecchiature da esse trasportate; sarebbe come cercare sulla Terra reperti archeologici sepolti in profondità impiegando macchine telecomandate, il risultato sarebbe oltremodo improbabile.

Partita dalla base di Cape Canaveral esattamente 40 anni fa, la sonda Viking 2 della NASA seguiva a poche settimane di distanza la gemella Viking 1,...
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GIUSTO PER INTENDERCI.


L'oggetto cosmico più distante mai osservato dall'uomo è HE 1523-0901, dista dalla Terra 13,2 miliardi di anni luce; la luce viaggia a 300.000 Km. al secondo, in 13,2 miliardi di anni ci sono tanti secondi che è impossibile scrivere il numero ed ancora peggio scrivere i Km. da essa percorsi - 13,2 miliardi è poca cosa rispetto ai 200 miliardi di anni luce, ovvero, la dimensione stimata dell'orizzonte cosmico. 
Se HE 1523-0901, che dista 13,2 miliardi di anni luce, smettesse di emettere luce oggi, continueremmo a vederne la luce per 13,2 miliardi di anni e dopo non la vedremmo più.
Gran parte delle stelle ha un'età compresa tra 1 e 10 miliardi di anni, ciò vuol dire che molte delle stelle osservate dagli astronomi non esistono più, si vede soltanto la luce da esse emessa prima di esplodere; pur essendo scomparsa la fonte che ha generato luce, essa continuerà a viaggiare nello spazio fino a giungere fino a noi, ovvero finchè non avrà coperto la distanza che ci separa. E' per questo motivo che si dice: l'uomo osserva un universo fossile, ciò non è del tutto vero, molte stelle osservate sono attive, ma molte sono già scomparse. "Molte" è un termine che non rende affatto la realtà, visto che esistono circa 100 miliardi di galassie e che ognuna contiene circa 100 miliardi di stelle.
La foto mostra un grafico rappresentativo di superammassi di galassie (supercluster) in un raggio di 500 milioni di anni luce da noi. I superammassi sono formati da milioni di ammassi, a loro volta formati da milioni di galassie; la nostra galassia è "La Via Lattea", contiene circa 100 miliardi di stelle.
L'uomo è una delle tante specie animali presenti sul pianeta Terra, che si sono estinte in passato e che si estingueranno in futuro, mentre nuove specie animali (e non) nasceranno ancora.
Tenuto conto di quanto detto, il concetto di anima e di vita eterna appare quanto meno, ridicolo! Porsi la domanda: "perchè esistiamo?" Non ha alcun senso. A questo punto, se vuoi, possiamo disquisire sull'esistenza dell'anima e sulla sua vita eterna, tieni conto però che la condizione di esistenza dell'universo è la "continua trasformazione" di tutto ciò che in esso è contenuto, quindi l'anima, per continuare ad esistere, dovrebbbe trasformarsi in "altro"; secondo te in cosa? 


EUROPA E MIGRANTI.

Già l'inverno scorso era stato esattamente previsto che, questa estate, l'esodo dei migranti verso l'Europa avrebbe assunto una tale pressione da non poter più consentire agli Stati Europei di continuare a fare lo scarica barile. E' realmente successo ed è solamente la fase iniziale. L'apertura dell'accoglienza, da parte di quasi tutti gli Stati Europei verso i profughi, comporterà il costante aumento anche di clandestini (così fino ad oggi vengono considerarti e quindi espulsi), quando avranno raggiunto un numero significativo, non potranno più essere considerati tali, sarà impossibile sia identificarli che rimpatriarli tutti. Parte degli abitanti dell'Africa e del Medio Oriente continuerà a trasferirsi sul suolo europeo, sconvolgendo completamente l'organizzazione politico-sociale dell'Europa. Tale gigantesco esodo potrà risolversi unicamente con la scomparsa, o significativa riduzione, delle cause che lo hanno prodotto; c'è però una linea rossa di non ritorno, che si configurerà nel momento in cui l'esodo assumerà proporzioni tali da non permettere più a nessuno di applicare correttivi o soluzioni di continuità. Forse, si potrebbero ancora eliminare le cause che producono l'esodo di rifugiati e clandestini, quanto meno ridimensionare il fenomeno, ma occorrerebbe smetterla di fornire (vendere) armi a chicchessia e di sfruttare interi popoli fino alla miseria, con successivo abbandono al loro infausto destino. Il "forse" è d'obbligo, per ottenere risultati servono tempi lunghi, di tempo ne è rimasto davvero poco, probabilmente è già ora insufficiente.

2 settembre 2015

RIFLESSIONE.

http://www.media.inaf.it/
Veniamo dallo spazio e lì ritorneranno i nostri atomi, in quell'immenso calderone ribollente; dove tutto si mescola, viene riciclato e muore per poi rinascere, scandito dal trascorrere del tempo infinito.
L'UOMO: una minuscola scintilla di vita nello sconfinato universo gelido cosparso di corpi astrali incandescenti, dove materia ed energia giocano al "trasformismo galattico", giusto per fare impazzire gli scienziati terrestri.

1 settembre 2015

La scienza si affanna a cercare, ma per cosa?

L'esplorazione di Marte, mediante le sonde automatiche, sta lentamente svelando quelli che apparivano come misteri. In passato il suo aspetto, visto dallo spazio, lo faceva apparire più azzurro della Terra. L'acqua vi abbondava, si suppone che sia lentamente scomparsa per effetto della bassa gravità, che non riusciva a trattenere sulla superficie il vapore che è andato a disperdersi nello spazio. Contrariamente a quanto è stato affermato, la durata dell'acqua su Marte non è stata breve al punto da non consentire la vita come la conosciamo sulla terra, è durata per un lunghissimo periodo, al punto che le piogge hanno creato l'erosione delle terre emerse (praticamente uguale all'erosione terreste) così come appaiono oggi agli apparecchi di rilevamento delle sonde, che continuano a tracciare mappe molto dettagliate della superficie marziana. Non è affatto detto che la vita su quel pianeta debba aver seguito identico sviluppo che sulla Terra, erano diversi i fattori ambientali e non è pensabile ad un suo sviluppo perfettamente uguale. La recente osservazione di Marte, ha convinto gli scienziati che il pianeta stia uscendo da un'era glaciale, come è già avvenuto sulla Terra. Sappiamo che oltre al nostro satellite: la Luna, i pianeti del Sistema Solare: Mercurio, Venere e Marte hanno le calotte polari fatte di ghiaccio, questo lascia supporre che nel tempo, le trasformazioni planetarie siano state piuttosto simili (sono infatti nati da una matrice comune), anche se si sono succedute in maniera diversa (però paragonabile) per le loro diverse dimensioni, ovvero le caratteristiche fisiche e le diverse condizioni ambientali derivanti dalla diversa distanza dal sole.  L'età della Terra è valutata in 4,6 miliardi di anni, in questo lunghissimo periodo, sulla sua superficie sono comparse molte forme di vita in seguito estinte, ed altre ancora è probabile che ce ne saranno, l'uomo è una di queste, ma possiede una singolarità: l'intelligenza, che non gli garantirà comunque di non dover seguire la normale evoluzione delle specie animali sul pianeta Terra: comparsa, sviluppo ed estinzione.

QUANTO AUMENTANO LE TEMPERATURE ESTERNE SULLA SUPERFICIE DELLA TERRA.

Nell'Agosto del 2004, ho fatto per la prima volta il bagno a "Buca Cannella", una graziosa spiaggia in località Palma di Montechiaro (Agrigento); l'acqua era gelida, così dicono che sia sempre stata in passato su quella costa. in questi questi ultimi anni ci sono tornato varie volte, notando che la temperatura dell'acqua tendeva ogni anno ad aumentare leggermente rispetto alla prima volta. Domenica 30 Agosto 2015, dopo 12 anni, ho ancora una volta fatto il bagno a Buca Cannella, dico che la temperatura dell'acqua era paragonabile a quella della costa tirrenica ad Ovest dello Stretto Messina, che normalmente, anche se impropriamente, definisco: calda. Le previsioni dei meteorologi sull'innalzamento della temperatura del mare, sullo scioglimento dei ghiacciai, sull'innalzamento di livello dal mare e sui tempi previsti a che questo avvenga, appaiono in parte errate per difetto. Del resto, non esistendo alcun modello di riferimento, il rischio di sottovalutazione del fenomeno e di errori nelle previsioni, anche piuttosto evidenti, è sempre possibile. C'è da chiedersi, se nel prevedere di quanti gradi sarebbe aumentare la temperatura dell'acqua marina, dell'aria e del terreno ed in quanti anni, fino a che punto abbiano tenuto conto dei fattori principali e di quelli concomitanti: modificazioni della temperatura e composizione dell'aria dovuto al sensibile incremento di "combustioni" prodotte dall'uomo o di altra natura; consistente diminuzione di ozono nella stratosfera (fondamentale per l'equilibrio termico, circolatorio ed idrostatico nei vari strati dell'atmosfera; l’equilibrio idrostatico è il bilanciamento tra la forza di gravità e la forza del gradiente di pressione che agiscono su una determinata massa d’aria); cambiamento nella circolazione di correnti d'aria planetarie e di quelle marine; aumento della temperatura al suolo dovuto al mutamento dell'atmosfera che filtra meno il calore solare; mutamento dei fenomeni atmosferici legati in parte allo scioglimento delle calotte polari; correnti marine oceaniche che hanno cambiato il loro abituale percorso modificando il clima sulle coste (con aumento dei fenomeni di evaporazione e conseguente variazione anche del clima e delle precipitazioni nelle "zone" distanti dalle coste). E' possibile che tali fattori di rischio possano fare da moltiplicatori incrementando le temperature planetarie percepite e che tale fenomeno possa rivelarsi più rapido e consistente rispetto alle previsioni già fatte? Io, credo proprio di si.






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