L'INTUITO


L'intuito è quel tipo di conoscenza immediata che non si avvale del ragionamento o della conoscenza acquisita e si inquadra nel contesto di prontezza intellettiva. Costituisce una forma di "pre-comprensione" cioè di conoscenza immediata della realtà, che interpreta pur senza indagarla. E' consapevolezza latente che viene favorita dalla rapidità ricettiva, di comprensione, associativa, e che influenza a sua volta. L'intuito stesso cioè facilita l'immediatezza di tutti questi processi, come pure la prontezza nel cogliere l'essenza delle cose, la sveltezza e l'originalità nella risoluzione di problemi, spesso supplisce il nozionismo o la mancanza di dati sensibili. Definire "colpo d'intuito" il meglio conosciuto "colpo di genio" sarebbe probabilmente più corretto.

“Tra i poteri della mente umana l'intuito è forse il più affascinante, ma anche uno dei meno conosciuti e compresi. E’ il lampo di intuizione, la “lampadina” che si accende improvvisamente nel cervello, facendoci apparire di colpo la soluzione di un problema, il significato di un concetto complesso, il senso profondo di una situazione, la pre-cognizione di una verità scientifica non ancora nota, il prender forma (come idea chiara e semplice) di ciò che verrà poi definito "scoperta".”

“Altro elemento importante per comprendere ciò che si nasconde dietro all’intuizione è la plasticità cerebrale, vale a dire la capacità del cervello di creare continuamente nuove connessioni, rimodellandosi anche in base all’esperienza. Il lampo di intuito è quindi anche un percorso neuronale completamente inedito, che collega tra loro in modo nuovo parti diverse e magari “marginali” del nostro cervello, comprese quelle più profonde e quindi più antiche e distanti da funzioni superiori come l’intelligenza razionale, i processi di memoria e il linguaggio.”

“Per svelare l’enigma dei lampi di intuizione entra in campo un’altra parte del cervello, il corpo calloso, i cui milioni di fibre nervose assicurano la connessione fra i due emisferi, permettendo lo scambio di informazioni. Il suo ruolo non è del tutto chiaro (ci sono casi in cui manca dalla nascita senza dare disturbi apparenti), ma con l’intuito c’entra quasi certamente: studi recenti hanno infatti indicato che nel cervello delle donne è più grande e più spesso. E le donne, anche questo è dimostrato, sono molto più dotate degli uomini del così detto intuito sociale, cioè della capacità di decodificare più o meno inconsciamente le emozioni e i segnali non verbali degli altri.” Alcune donne che camminano in luoghi pubblici o per strada, intenzionalmente osservate   da un uomo che sta dietro o di lato a loro, cercano subito lo sguardo di questo, per poi distoglierlo immediatamente. Esse hanno sicuramente "percepito", più che lo sguardo il pensiero; sesto senso? chiamatelo come vi pare il fatto non cambia. In futuro sapremo se tale capacità femminile è riconducibile alla sfera dell'intuito o a quella della percezione extrasensoriale.

TASSE - RITENUTA ALLA FONTE PER TUTTI.

Si potrebbe tassare tutti alla fonte e non soltanto alcune categorie come dipendenti e pensionati?
Si potrebbe evitare tanta, ma veramente tanta evasione?
La risposta a queste due domande è: praticamente si se solo si volesse farlo.
Faccio qualche esempio:
Le prescrizioni dei medici privati, sia di farmaci che di analisi cliniche, per essere valide devono accompagnarsi alla copia della ruicevuta dell'onorario pagato.
Qualunque progetto stilato da ingegneri o geometri, per poter essere accettato da enti pubblici deve accludere copia fattura dell'onorario pagato. Lo stesso principio sarebbe da applicare ad avvocati, notai etc.

Sappiamo bene che i propietari degli appartamenti dati in affitto evadono le tasse ed è pretestuoso indicare che circa l'80% degli italiani ha casa di proprietà, in realtà questo tipo di evasione è molto diffuso nelle città sedi di università, dove i numerosissimi studenti non residenti pagano a caro prezzo un posto letto in appartamento condiviso con colleghi di studio, tutto in nero.
I predetti generi di spesa, devono potersi in qualche misura detrarre dalle tasse; come si fà per i farmaci, con l'omologo principio della franchigia, magari applicata in misura variabile in funzione della fascia di reddito.
L'idraulico, il dentista, l'impresa di ristrutturazioni etc. offrono un prezzo molto più basso se senza fattura; il soggetto che riceve la prestazione dovrebbe poter beneficiare di una detrazione sul suo reddito pari all'importo della tassa evasa, se in nero, dal prestaore d'opera; chi paga non avrebbe quindi alcun interesse a prestarsi al giochetto del "senza fattura paghi meno". Il risultato sarebbe la emersione del sommerso ed una veritiera determinazione del fatturato dei soggetti fino ad oggi evasori. Pur considerando l'enorme mole di detrazioni conseguenti, il fisco avrebbe comunque un gettito ben superiore al totale di tali detrazioni.
Altre misure possibili per il contrasto all'evasione:
Qualunque materiale (legno, alluminio etc.) forniti a soggetti con partita iva, ovvero artigiani, aziende etc. (ma anche le forniture di articoli destinati alla vendita come scarpe, abbigliamento ed altro), andrebbero tassati a monte non a valle, certamente non come si fà edesso mediante ricevute e scontrini fiscali, questo per evitare che queste ultime vengano omesse. Ma come si fà a tassare un bene se non si conosce il ricavo, ovvero costo più guadagno? basterebbe stabilire il "ricarico minimo garantito", al di sotto del quale c'è il fallimento; in più, l'ISTAT potrebbe monitorare tali ricarichi come media nazionale, oppure regionale, per riadeguare annualmente tali "ricarichi minimi garantiti".
Qualcuno chiederà: e le giacenze? ovvero i materiali non ancora utilizzati o gli articoli non ancora venduti? la risposta risiede nella seguente semplice domanda: forse i fornai vengono in qualche modo "agevolati" per il pane che rimane invenduto? se sbagliano, peggio per loro; non sarebbe affatto corretto dover contribuire noi alla loro eventuale perdita.
Il "ricarico minimo garantito" è sicuramente una tassazione molto più "mirata" rispetto a quella applicata con i  fallimentari "studi di settore".
E' ora di finirla con agevolazioni a corporazioni, associazioni, ordini e categorie varie, non è più tempo per continuare a farlo.
Dopo aver "cancellato" tutti i contratti di lavoro non a tempo indeterminato, per incrementare assunzioni e nuovi posti di lavoro, si potrebbe detassare il datore di lavoro, per ogni nuovo assunto, di una cifra più bassa di quella delle detrazioni esposte nella busta paga del nuovo assunto ed il fisco ci guadagnerebbe; tale detassazione potrebbe essere di poco inferiore alle ritenute esposte nella busta del dipendente nel caso si trattasse di una donna, o pari ad esse per i giovani alla prima occupazione. A questo provvedimento dovrebbero poter accedere i datori di lavoro che non abbiano licenziato dipendenti da almeno un anno e che non abbiano usufruito della cassa integrazione; aziende fino a 5 dipendenti con contratto esclusivamente a tempo indeterminato, possono assumerne uno nuovo ogni 2; da 5 a 20 dipendenti un nuovo assunto ogni 5; per quelle da 20 a 100 uno ogni 10; da 100 in su uno ogni 20; in tal modo si aiuterebbero le piccole imprese a crescere e si creerebbero molti posti di lavoro.

In verità non esiste alcun giustificato motivo, men che meno di equità, per tassare alla fonte i soliti noti mentre si continua a consentire l'evasione delle tasse ai soliti ignoti.
Atro metodo semplicissimo per accertare "quanto possiede chi", è quello di "caricare" accanto a ciascun codice fiscale, nei computer dell'Agenzia Delle Entrate, gli acquisti di un certo tipo o valore che vengono effettuati da chiunque (con obbligo tassativo ed immediato per il venditore di comunicare telematicamente l'acquisto corredato dai dati dell'acquirente, all'ente statale preposto, pena la decadenza della licenza di esercizio in aggiunta a multe salate). Tale comunicazione dovrebbe contenere il codice fiscale dell'acquirente, il bene acquitato e l'importo pagato. Sarebbe un bel problema per il signor x riuscire a giustificare l'acquisto del grosso fuoristrada o della barca di 15 metri a fronte della sua denuncia del reddito di  15 o 20.000 Euro l'anno.
Non occorre" incrociare" alcun dato: su ogni codice fiscale (della preposta Agenzia Statale) deve comparire l'importo del reddito denunciato da quel soggetto, assieme agli acquisti di un certo valore prestabilito o di un certo tipo, anche per i codici fiscali dei minori, dei ciechi etc. insomma per tutti.
Tutto ciò non sarebbe difficile da realizzare ma la verità e che NON LO SI VUOLE FARE !
Non sarebbe "Stato di polizia" (come gli evasori amano indicare) quello stato che applica tali norme, ma possiamo ben definire "Stato di evasori" quello italiano che non intende prendere provvedimenti seri e definitivi per aggredire e stroncare l'evasione.
Su tutto ciò grava la famosa spada di Damocle, ovvero il rischio reale che: i soliti noti, tartassati oltre misura, potrebbero passare da azioni di protesta ad imprevedibili forme di rivolta.

SI FA PRESTO A DIRE MATERASSO, SI MA QUALE?


Trascorriamo quasi metà della nostra vita a dormire, distesi sul letto per far riposare il corpo ma anche la mente. La qualità del nostro sonno dipende molto dalla bontà dell'insieme base-materasso-cuscino e condiziona l'altra metà della vita, quella da svegli.
Si fa presto a dire materasso, i primi problemi compaiono già durante la ricerca di notizie sul web, ovvero leggendo le impressioni dei clienti-fruitori e le indicazioni degli esperti professionisti del settore: venditori e fabbricanti; tanti pareri diversi con una caratteristica in comune: essere spesso tra loro discordanti, poco chiari e talvolta “interessati”.
L’offerta del mercato del buon riposo è molto ampia, commercianti e fabbricanti di materassi attribuiscono ad ogni loro prodotto, al di là del prezzo, lo stesso ottimo risultato di ergonomia e confort (piuttosto strano); tali argomentazioni associate ad una tipologia di prodotti molto vasta finisce per disorientare l'acquirente. Per saperne di più ed agevolare la scelta, occorre una corretta informazione ma anche la necessaria semplificazione delle tipologie, questo articolo tenta di farlo.
Cominciamo col dire che:
il materasso è formato essenzialmente da 3 parti, tutte parimenti importanti per il risultato finale (ognuna condiziona le altre, se una sola delle tre è scadente il materasso non sarà confortevole); partendo dall'interno del materasso possiamo distinguere:
1 - La parte di maggior spessore adibita a sostenere il peso corporeo, viene denominata lastra negli schiumati (lattice, polistirolo espanso o altri materiali simili) oppure è costituita da molle in acciaio, spesso posizionate all'iterno di un perimetro di rinforzo (boxaggio). Questa è la parte più consistente del materasso.
2 - L’imbottitura.
3 - La fodera esterna, cioè la parte più vicina al corpo.
La parte di sostegno quindi può essere generalmente costituita da molle (meglio se insacchettate) o lattice naturale oppure poliuretano espanso, in alcuni materassi è suddivisa in più strati formati da 2 o più materiali . Sia i materassi a schiuma che a molle possono avere zone a portanza differenziata, cioè consistenza (rigidità) maggiore o minore in aree diverse del materasso (zona lombare, glutei, spalle etc.), a tal fine vengono usate molle di diverso diametro o cedevolezza diversa in "zone" opportune del materasso a molle; mentre nelle lastre (costituite da materiale uniforme) si sfrutta lo spessore non uniforme in punti diversi dello stesso o si "indebolisce" la lastra con fori verticali cavi di vario diametro a seconda delle "zone", o ancora si distribuiscono tali fori con concentrazione diversa nelle varie "zone" del materasso.
L’imbottitura, generalmente di 1, 2 o più cm, dapprima era formata prevalentemente da lana per il lato invernale e da cotone per quello estivo, oggi vengono utilizzate fibre naturali e materiali tecnici: anallergici, con capacità termo-regolante o idrofoba; l’imbottitura può contribuire ad incrementare, anche se di poco, il grado di rigidità totale del materasso.
La fodera, ovvero quella classica in poliestere o cotone si è evoluta, per guanciali e materassi oggi vengono impiegati tessuti tecnici di vario tipo: antistatico, idrofobo o anallergico che generalmente sono costituiti da fibre naturali e non, alcuni di questi materiali sono addirittura più freschi del cotone (gel) o asciugano molto più rapidamente.
Parliamo ora di portanza: cioè la capacità di sostenere il peso del corpo associata a maggiore o minore cedevolezza del supporto: materasso morbido, di rigidità media, rigido; non esistono regole assolute, la portanza viene anche indicata con un numero (su una scala che và da 1 a 10)
Rigido: è quello che generalmente viene chiamato ortopedico, ha maggiore portanza ed è indicato per soggetti con oltre 100 Kg. di peso o per problemi alla coilonna vertebrale; in questo caso è maggiormente indicata la classica buona portanza delle molle, sono da preferire quelle insacchettate, 800 molle nel matrimoniale o 400 nel singolo vanno già bene, ad un numero maggiore di molle quasi mai corrisponde un materasso più robusto, ma di poco più ergonomico.
Media durezza: indipendentemente dal tipo, quella media (6) è la portanza “minima” indicata per chi soffre di “mal di schiena”, ma anche di dolori cervicali; però fate bene attenzione: queste sono informazioni indicative o di massima, mentre il mal di schiena ha sempre una precisa origine da indagare a livello ortopedico, chiedete sempre il parere del medico ortopedico prima dell’acquisto di un materasso.
Morbido
: indicato per persone senza particolari problemi di schiena o cervicali, che preferiscono un sostegno modesto ed un supporto morbido (inferiore a 5), a proposito, la morbidezza oggi è ulteriormente accresciuta dal nuovo materiale memory foam & c.

Talvolta ci si chiede come sia possibile che due materassi apparentemente uguali (ad esempio in lattice) abbiano prezzi diversi o addirittura molto diversi, questi i possibili motivi: caratteristiche del lattice o “miscela” di Hevea Brasiliensis (lastra in miscela di lattice di diversa provenienza - lattice parzialmente naturale) - spessore della lastra - grado di rigidità (può fare persino raddoppiare il prezzo) - imbottitura (di qualità e costo molto diverso) - sottofodera (sintetica, naturale) - fodera  (anche questa con caratteristiche di qualità e costo molto diverse) - sfoderabilità (su tre lati, totale, assente) - maniglie (a volte mancano) - durata della garanzia; variando le caratteristiche appena descritte 2 materassi con lastra dello stesso materiale ma con caratteristiche diverse possono avere costi anche di 5 volte uno maggiore dell'altro.
Materassi e guanciali, quando possibile, necessitano che venga arieggiata la stanza che li ospita (alcuni sostengono ogni giorno, sembra però una esagerazione).
Si parla tanto di muffe, anche troppo, se i vostri materassi sono ammuffiti i casi sono tre: si sono bagnati ma non sono stati asciugati bene, non prendono mai aria, la vostra casa ha bisogno urgente di un deumidificatore.

Si fa un gran parlare della capacità del materasso di far circolare aria al suo interno per non fare accumulare umidità o proliferare le muffe, questa sembra una tipica esagerazione commerciale, a quale umidità si riferiscono? quella enorme presente nell'aria o l’altra derivante da decine di litri di sudore? il lattice naturale traspira, le moderne schiume poliuretaniche sono ormai a cellule aperte quindi traspiranti, le molle lavorano in “aria”; ma forse intendono riferirsi a qualche prodotto di infima qualità e di bassissimo costo.
Si esagera anche con gli acari, di “acaro” non è mai morto nessuno, ma se pensate che i vostri materassi si siano trasformati in un allevamento di acari, non vi occorre consultare la ditta della disinfestazione, basta acquistare in qualunque supermercato una semplice bomboletta spray anti-acaro e spruzzarne un po' (se necessario anche ogni mese) su entrambe i lati del materasso.
 La vera innovazione nel mondo dei materassi e dei guanciali, è rappresentata dal nuovo materiale “memory foam” (memory = memoria , foam = schiuma) quindi anche "schiumna di memoria" o "a memoria di forma". E’ una scoperta del 1966 dovuta alla ricerca dell'Ente Spaziale Americano NASA, che lo stesso non lo ha mai impiegato. Questo mareriale è il risultato della lavorazione industriale di schiuma poliuretanica con aggiunta di una miriade di bollicine d’acqua (viene anche detta “lavorazione ad acqua”), alle alte temperature l’acqua evapora, il materiale risultante è il poliuretano espanso a cellule aperte, poroso quindi traspirante, pratico e molto elastico (se pressato, al rilascio, riprende immediatamente la forma iniziale, mantenendola nel tempo); per diventare memory, nella fase di lavorazione, vengono aggiunte sostanze che ne modificano la resilienza, diventa così molto morbido e cedevole, sensibile al peso ma anche al calore del corpo umano, reagisce infatti ad essi cedendo morbidamente; è anallergico ed anti-acaro. La “resilienza” del memory foam, viene evidenziata dall’impronta che rimane sul materiale sollevando la mano che lo pressava (l'immagine è associata ad ogni descrizione del memory); è poco elastico (molto resiliente), stendetevi sopra una lastra di memory (meglio se alta almeno 5 cm.) ed essa si deforma per conseguenza sia del peso che del calore del corpo, cede con lentezza, non all’istante ma come al rallentatore, avrete così una bellissima sensazione di morbida cedevolezza, sofficità e senso di leggerezza.

Il memory viene impiegato nei guanciali, in molti tipi di materassi si usa come ulteriore strato tra quello di sostegno e l’imbottitura (o tra sostegno e fodera) per aumentarne di molto il confort, esso costituisce anche l’intera struttura dei guanciali omonimi.
Diversi fabbricanti e commercianti di materassi si sono sbizzarriti a modificare il nome del memory foam con suffissi “ad hoc” e vocaboli similari (per es. form invece di foam), viene altresì indicato come “visco elastico” oppure impropriamente come “gomma piuma di memoria”; il loro obiettivo è far credere che il “loro” memory sia diverso se non addirittura esclusivo; brevettano nomi, ma anche materiali con caratteristiche quasi identiche (una tra le tante schiume di memoria a marchio è il waterlily, poco più fresco del memory foam); la verità è che l’unica differenza non è data dal nome, ma esclusivamente dalla densità specifica e dalla resilienza del materiale. Due parole sui "topper memory": sono sovrammaterassi generalmente di 5 cm. di memory, completi di fodera, che si applicano in un istante al vostro materasso; se esso è ancora in buono stato perchè cambiarlo? Potete avere, con modica spesa, "l'effetto nuvola", basta un guanciale in memory ed un topper (di gran lunga meno costoso del materasso); il guanciale in memory, ad Agosto 2011, era venduto su ebay a 22 euro ed il sovrammaterasso (160X190) a 129,99. Descrizione e prezzi di guanciali e topper li trovate col collegamento ipertestuale alla fine di questo articolo, basta clikkare sopra.
Come già detto, il memory foam rappresenta la vera grande rivoluzione nella costruzione dei materassi, erano già da prima ergonomici ed a portanza differenziata, col memory hanno guadagnato quello che ho definito “effetto nuvola”. Un guanciale in memory ed un buon materasso con strato in memory (minimo 5cm.), vi faranno dormire meglio, se a questi aggiungete un topper, penserete di essere distesi sopra una nuvola; ma attenti che se avete problemi di schiena potreste trovarvi male.

Vi suggerisco di consultate i prezzi su ebay, troverete differenze sconcertanti, non solo tra prodotti simili di marca diversa, ma anche tra quelli identici sia per struttura che per caratteristiche (occhio al feedback).
Il consiglio migliore che riesco a darvi è quello di scoprire la differenza tra i diversi tipi di materasso, soprattutto quello più adatto a voi, sdraiandovi sopra. Provateli da un buon negoziante di materassi ben fornito (come Ikea), ogni città ha tanti negozi diversi; non fidatevi soltanto delle descrizioni precise e veritiere, non bastano, la sensibilità di ciascuno percepisce in modo anche molto diverso lo stesso oggetto.


La base, ovvero il piano sul quale poggia il materasso è importante quanto il resto, le doghe in legno rappresentano una soluzione ottimale. Controllate che non siano troppo sottili, troppo cedevoli e che siano ben isolate dall'eventuale supporto centrale di sostegno (mediante strisce di gomma o altro materiale antistrofinio); un letto che cigola non facilita certo il sonno ed ancor meno ............ altre cose.


Ecco qualche indirizzo, non messo qui a caso; anche se non è oro colato è frutto di lunga e meticolosa ricerca e ……….. li ho provati personalmente, alcuni li ho in uso famigliare quotidiano; non troverete una sola marca famosa , non ho nulla contro le marche tranne i prezzi non sempre giustificati dalla qualità (non c'è proporzione); a proposito di marca: se non siete mai entrati in un euro-hard, hard-discount, da Todis, all’Ikea, da Leroy-Marlen, città mercato, forum etc. o non avete mai comprato un prodotto "made in cina" evitate di clikkarli.


http://www.evergreenweb.it/joomla/cuscini-memory-regalo.html
se lo volete più alto, il fiocco di memory và bene (ma non è la stessa cosa) e costa anche meno del saponetta; quello cervicale ad onda non è adatto a tutti, compreso coloro che hanno problemi cervicali (qualcuno li trova scomodi).


http://cgi.ebay.it/Topper-in-Memory-Foam-Materasso-160x190-Antistatico-/390068298026?pt=Materassi&hash=item5ad1e1e12ahttp://go.microsoft.com/fwlink/?LinkId=69157
http://cgi.ebay.it/CORRECTION-POUR-LE-MATELAS-MEMORY-FOAM-80x190x5-EKO-/200624779632?pt=Reti&hash=item2eb62b3170


http://www.showroomdelmaterasso.com/catalogo/art-19-materasso-in-memory-foam-singolo-80x190-performa-alto-22-cm-aloe-vera-6-cm-di-memory

portanza media, comunque sufficiente per mal di schiena lieve.


http://cgi.ebay.it/Materasso-in-Lattice-100-Matrimoniale-7-Zone-160x190-/390291532125?pt=Materassi&hash=item5adf30295d

portanza mediobassa


http://www.showroomdelmaterasso.com/catalogo/art-48-materasso-a-molle-indipendenti-e-memory-foam-singolo-80x190-aloe-vera

 indicato per il mal di schiena-

IL CLIMA ED IL GENIO.

Il latte confezionato, presente sul mercato, è sottoposto a trattamento di pastorizzazione, omogeneizzazione, sterilizzazione e parziale scrematura, per garantire la sicurezza sia dell’utilizzatore che del produttore.
Anche le notizie, diffuse dai mezzi di informazione collettiva, vengono “confezionate”, “trattate” e “scremate” in modo tale da non arrecare nocumento a chi le riceve e, soprattutto, a chi le diffonde.
Sulle modificazioni del clima, che tutti osserviamo costantemente, sono state diffuse notizie parziali e con molte omissioni, anche se non possono definirsi manipolate.
Scienziati e meteorologhi discutono dei catastrofici effetti ambientali dovuti all’innalzamento di due o tre gradi della temperatura media, a causa dell’anidride carbonica immessa dall’uomo in atmosfera, ma nulla dicono delle enormi quantità di ossigeno consumate bruciando combustibili, ne della ulteriore diminuzione, di tale gas, dovuta all’incontrollato disboscamento, o della sistematica carenza di informazioni sulla riduzione dello strato di ozono.
Se a ciò si aggiunge la mancanza di qualunque modello di confronto, le previsioni degli esperti si riducono a mere ipotesi.
Tutte le iniziative internazionali, per ridurre i rischi dell’inquinamento planetario, falliscono sistematicamente per interessi di parte. Ma almeno su una cosa sono tutti d’accordo: minimizzare per non diffondere panico. Hanno deciso di non fare nulla aspettando la lenta estinzione, ma mantenendo tutti tranquilli, invece di dire la verità rischiando caos e disordini.
Sembra completamente assurdo, ma la questione non è come impedire l’estinzione, ma come arrivarci senza disordini.
Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima. [Albert Einstein].

Un pò di luce sull’ "energia oscura"

Quella del Big Bang è la migliore teoria accreditata, presso il mondo scientifico, sulla nascita dell’universo. Un evento inspiegabile, simile ad una immane esplosione che, in infinitesime frazioni di secondo, ha dato origine allo spazio-tempo, poi all’energia ed infine alla materia. Quest’ultima, ha formato stelle e galassie che si allontanano dal punto di origine muovendosi nello spazio che, essendo vuoto, non pone alcun ostacolo al loro moto. L’unico ostacolo è rappresentato dal volume della materia di cui sono costituite, esso infatti genera la gravità, proprietà che ha la materia di deformare lo spazio-tempo.
Nel 1687 Isaac Newton enunciò la “legge di gravitazione universale”, secondo la quale due corpi nello spazio si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse ed inversamente al quadrato della loro distanza.
Albert Einstein, nel 1916, enunciò la sua teoria fisica della “relatività generale” secondo la quale la forza di gravità non è un'interazione a distanza fra due masse, ma la proprietà della materia, di deformare le linee di spazio-tempo, dovuta ad una deformazione geometrica dello spazio-tempo circostante. Anche se la teoria di Einstein permette calcoli con un minore margine di errore, la “legge di Newton” ne spiega l’azione e consente la sua misurazione, quale che siano le origini o gli effetti prodotti dalla forza di gravità.
La forza di gravità, quindi, rallenta il moto di espansione della materia nell’universo.
Ma una decina di anni fa i cosmologi scoprirono qualcosa di completamente inatteso. L’espansione dell’universo, infatti, non sta rallentando bensì accelerando. Come se un’energia sconosciuta, denominata “energia oscura” in mancanza di un termine migliore, agisse contro la gravità. La dimostrazione di ciò? Galassie molto remote, quasi ai confini dell’universo osservabile, si allontanano da noi a velocità superiori, rispetto a quelle previste.
Per non sconfessare la legge di gravità, compreso formule e verifiche già eseguite, ancor prima di formulare nuove teorie, dovremmo pensare che tale inaspettata accelerazione delle galassie remote sia dovuta, ancora una volta, alla gravità. Poiché non è possibile immaginare la sua origine nel nostro universo, non resta che ipotizzarne uno esterno la cui massa genera interazione gravitazionale con le galassie remote del nostro universo. Nessuna considerazione logica e nessuna legge fisica conosciuta, ci impedisce di immaginare che il Big Bang non sia stato un evento unico, che ha generato l’universo al quale apparteniamo, bensì evento che può presentarsi tante volte da dare senso reale al termine" infinito", con buona pace di teologi e sostenitori degli universi paralleli.

MODELLO UNIVERSALE ED ANALOGIE.

Tutto ciò che appartiene all'universo, ad esclusione di gas e polveri cosmiche, è di forma pressochè sferica ed è soggetto alle ineludibili leggi universali che ne caratterizzano l'esistenza, come le leggi fisiche di trasformazione, di cambio di stato tra materia ed energia, di accrescimento o decremento della massa, di moto e di interazione con le forze che determinano l'equilibrio dei sistemi.
La reale possibilità di manipolazione, realizzata dall'uomo con impiego di tecnologia e conoscenza di alcune tra queste leggi, è condizionata dalla gigantesca sproporzione tra la dimensione fisica dell'universo e quella umana, questo motivo ne limita l'ambito dimensionale alle forze elettrodeboli e, al di fuori di queste, all'osservazione ed alla proposizione di ipotesi.
Nella recente osservazione del cosmo, mediante sofisticate apparecchiature in orbita, una è il telescopio spaziale Ubble, gli astronomi hanno scoperto buchi neri al centro di alcune galassie, compresa la nostra Via Lattea.
L'esistenza dei buchi neri è una teoria accreditata, ma non verificata, della Meccanica Quantistica, su quest'ultima è basata la tecnologia che fa funzionare il laser, il microscopio elettronico e la risonanza magnetica nucleare. Il buco nero sarebbe l'esito ultimo del collasso gravitazionale di alcune stelle molto vecchie ed in fase conclusiva del loro ciclo di esistenza, un corpo celeste estremamente denso con una forza gravitazionale talmente elevata da non consentire a nulla di uscire dalla sua superficie, neppure alla luce. Tale enorme forza del campo gravitazionale coinvolge una immensa area di spazio attorno alla singolarità, il limite di tale area, più esattamente da dove la luce ridiventa visibile, è detto orizzonte degli eventi.
La concentrazione della massa, nella tipologia di stelle collassate alla quale appartengono i buchi neri, porta a valutare il peso di una cucchiaiata della loro materia in un miliardo di tonnellate. Come ciò sia possibile si intuisce facilmente osservando struttura fisica e dinamica sia del modello planetario che di quello atomico, entrambe dislocati in spazi enormi rispetto alle masse dei singoli componeti il sistema, un corpo centrale ed altri periferici ruotano sui loro assi e generano forza centrifuga che controbilancia la reciproca attrazione gravitazionale (così viene indicata la perturbazione generata da oggetti presenti nello spazio, è proporzionale alle masse e inversamente al quadrato della loro distanza). Riducendo gli spazi che li separano ma aumentando la rotazione dei corpi, per mantenere il sistema in equilibrio, consegue che la massa del sistema si "concentri", ovvero presenti identiche masse ma posizionate in spazi minori.
Nel processo di collasso delle stelle e conseguente trasformazione di alcune in buco nero, la enorme forza gravitazionale incurva moltissimo lo spazio-tempo e, per stelle di grande massa, tale incurvatura tende all'infinito. Cosa realmente avvenga in tali condizioni estreme non è dato sapere, ma sono state avanzare ipotesi di salti dimensionali o accesso ad universi paralleli. Prima però di spingere tanto avanti le ipotesi, sarebbe logico far rientrare tutte le trasformazioni dell'universo conosciuto, al suo interno, non altro che per coerenza con le più accreditate teorie del mondo scientifico.
In un sistema in equilibrio, o perchè esista nella forma osservata, materia ed energia devono equivalersi. I calcoli matematici degli scienziati dimostrano che, rispetto alla quantità di energia presente nell'universo sotto varie forme, manca la materia equivalente.
I buchi neri potrebbero appunto spiegare il luogo di occultamento di tanta massa mancante.
Tutta la materia concentrata nei buchi neri non dovrà trasformarsi in energia, potrà soltanto permanere nel suo stato per non alterare l’equilibrio del sistema. Questo tipo di ragionamento, a fil di logica, giustificherebbe la recente teoria Bekenstein-Hawking di evaporazione dei buchi neri per effetto quantistico, essi potrebbero quindi alimentare la formazione di atomi e polveri sparsi per il cosmo, da cui originano altri sistemi stellari e corpi celesti, in tal modo sarebbe finalmente verificata la condizione di equilibrio del sistema e spiegato il mistero della massa mancante.
Per quanto ci è dato sapere, è tutt’ora pienamente valido il concetto di Anassagora del V sec. A.C., riformulato da Lavoisier nel 1789, "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma".
L'esistenza dell'universo è determinata, nello spazio-tempo, dall'equilibrio del modello dinamico, realizzato attraverso la continua trasformazione di materia ed energia ed interazione con le diverse forze da essi generate.
L'universo è del tutto indipendente da noi e denota il suo carattere di oggetto assoluto, l'uomo è parte dell'universo ed è soggetto alle stesse leggi di natura del modello universale, l'unico conosciuto.
Lo spazio-tempo non è argomento disambiguo, quindi è difficilissimo formulare teorie sulla sua origine, è ancor meno immaginabile che a generalo sia la materia-energia, perché in tal caso dovremmo teorizzare sull’origine di quest’ultima.
Il genere umano non ha mai pensato di accettare i suoi limiti, quindi la ricerca della verità continuerà, la teoria scientifica verificata nel concreto sarà l’unica verità riconoscibile come tale.

ASPETTANDO CHE CAMBI.

Le strutture materiali realizzate dall’uomo sono condizionate da precise leggi della fisica che impongono un limite alle loro dimensioni, pena il crollo sotto il loro stesso peso, ma altre leggi naturali ne limitano molto la longevità, data l’incapacità della materia di resistere all’insulto del tempo. Parimenti le strutture organizzative dei popoli, siano esse dittature, monarchie o democrazie, sembrano soggiacere a leggi analoghe che limitano la loro estensione territoriale, diversamente rischiano di sfasciarsi per impraticabilità dell’esercizio del controllo centralizzato; risulta limitato anche il mantenimento ad oltranza del potere, per inadeguatezza dei modelli di governo ad evolvere per adattarsi alle trasformazioni sociali. Altre strutture verticistiche come quelle aziendali, che consentono praticamente a chiunque lo meriti di effettuarne la scalata, comportano rischi di scivolamento, dal vertice fino al gradino più basso, per sopravvenuta incapacità a mantenere la posizione conquistata. Tutto evolve e si trasforma e nulla è immutabile o capace di resistere al tempo.
Persino la democrazia dell’alternanza, in un sistema politico bipolare come quello italiano, rischia di provocare il tracollo dello Stato a causa della mediocrità della classe politica che forma i governi, incapace di rinnovarsi e di formare statisti migliori. Questa è esattamente la condizione di oggi dell’Italia, con l’aggravante dell’immobilismo, dovuto al timore di promulgare leggi utili ma impopolari che farebbero perdere consenso ai governanti di turno, ma va anche aggiunta la diffusa tendenza ad anteporre gli interessi personali a quelli della collettività. Alla disarticolazione dei soggetti politici si aggiunge l’egoismo dilagante dei singoli appartenenti, non solo finalizzato a ruberie o ad approvare leggi a beneficio di pochi o leggi ad personam, ma sempre più spesso si scoprono commistioni mafia-politica che minano la fiducia del cittadino nelle istituzioni e disaffezionano dalla stessa politica. Non si vedono vie d’uscita, a meno di non imitare i francesi del 1789, ma un popolo che vive nel benessere a tutto pensa tranne alla rivoluzione, ma un popolo che vive nel benessere, non certo quello italiano soffocato dal debito pubblico tra i maggiori al mondo.

… SARA’ LA PIU’ GRANDE AL MONDO TRA LE IMPRESE ?

In Afganistan i proventi della produzione di droga hanno controbilanciato e vanificato gli interventi militari delle due maggiori potenze mondiali URSS ed USA.
Lo “scudo fiscale”, che spigano sia giustificato dall’emergenza, servirà a ripulire e far rientrare in Italia i capitali delle mafie in assoluto anonimato, mentre quelli dei capitalisti nazionali continueranno a rimanere “al sicuro” dove sono.
Il resto del mondo non è messo meglio.
Alcuni catastrofisti paventano il generale rafforzamento delle mafie e del malaffare, in commistione coi colletti bianchi di politica ed imprenditoria di tanti paesi, ed il suo possibile dilagare all’interno dell’economia e della politica mondiale.
Gli ottimisti, come per il clima e l’inquinamento e come al solito, dicono che sono esagerazioni.
Altri sostengono che tale processo degenerativo sia già in atto, anzi lo indicano come una epidemia dilagante.
I popoli, come sempre, sono sprovvisti di qualunque strumento di diagnosi oggettiva.
Le minoranze più colte ed avvedute, anche esse divise tra sostenitori e detrattori del citato rischio, non hanno alcun potere decisionale e neppure la capacità o i mezzi per farsi ascoltare dai più.
Morale della favola: le cose vanno avanti per inerzia e senza alcun controllo.
Ma siamo o no il miglior animale di questo pianeta? è vero o no che siamo intelligenti e capaci? quindi perché dovremmo preoccuparci e di cosa? abbiate fede!


Solo due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana e non sono sicuro della prima. (Einstein).

NORMALITA' E PREGIUDIZIO.

Con il termine "normalità" viene generalmente indicato l’ambito delle connotazioni prevalenti in una collettività, con "diversità" quello dei soggetti non conformi. Diverso è colui che mostra differente connotazione per aspetto, cultura, idee o appartenenza. La tendenza ad additare il diverso, quasi fosse un potenziale rischio per gli altri, ha creato non pochi danni all’umanità.
La genialità ha quasi sempre caratterizzato i diversi, come Galileo solo contro tutti e per questo scomunicato dalla Chiesa, o Gesù Cristo che cambiò la storia umana e fu crocifisso. La paura del diverso ha portato gli uomini a commettere sempre gli stessi errori per l’incapacità di imparare da quelli commessi. La stessa incapacità che ha impedito il progresso imparando dalla Storia, quest'ultima ha dimostrato come le parti possano invertirsi e gli errori commessi in passato possano fatalmente ritorcersi contro.
Il pregiudizio è generalmente basato su una predilezione immotivata per un particolare punto di vista o una particolare ideologia. Un tale pregiudizio può ad esempio condurre ad accettare o rifiutare la verità non in base alla forza degli argomenti a supporto, ma in base alla corrispondenza alle proprie idee preconcette, senza quindi alcuna riflessione.
Il punto di vista assoluto, oggettivo, universale o addirittura neutrale, non può esistere, ma solo rendere coscienza del fatto che la propria è una delle interpretazioni possibili. L’ignoranza porta al pregiudizio negativo e la propria verità non rende menzogna quella dell’altro.
La normalità è quindi una forma di pregiudizio imposto, un modello al quale riferirsi per abitudine, uno stereotipo di gruppo che tende ad escludere distinguendo i soggetti non omologhi. Eppure è innegabile che la soggettività rappresenti il valore fondante la diversità, grande ricchezza umana, senza di essa saremmo una informe moltitudine di automi. La natura ha reso tutti gli uomini simili ma soggettivamente diversi, ogni loro azione mirata a contrastare l'ordine naturale delle cose, deriva da convincimenti manifestamente erronei.

SOLDI, SOLDI, TANTI SOLDI, SOLDI PER TUTTI.

Avviene da alcuni anni e fa uno strano effetto parcheggiare l’auto a Palermo e, dopo qualche ora, trovarvi fino a sei volantini che offrono prestiti personali immediati, anche a pensionati e protestati. Dare una spiegazione a questo strano fenomeno non è affatto facile. Pur volendo dar credito alle notizie che vengono date, ovvero che le banche non scuciono soldi e che i capitali esteri non vengono investiti in Italia, è spontaneo chiedersi dove prendano i soldi le innumerevoli finanziarie che li offrono a tutti in modo così pressante. Questo sconvolgente fenomeno rende quasi ridicole le vicende personali del Premier o quelle di Marrazzo che tanto appassionano depistatori e depistati. Il fenomeno dei prestiti facili ed inesauribili, in barba alla crisi mondiale dell’economia, è già entrato nella normalità delle cose italiane. Ormai non passa giorno che il Ministro dell’Economia non dichiari: non ho soldi, qualunque sia la proposta ditemi da dove prendere i soldi per finanziarla, e tutti credono che tale banale dichiarazione sia molto sensata. Esattamente come un cattolico che dichiari: non voglio peccare datemi la volontà per farlo. Entrambe le dichiarazioni sono una colossale presa per i fondelli, per capirlo basta porre la domanda: ma tu non esisti? e se esisti che ci stai a fare? Insistono nel dire che i maggiori guai per l’economia italiana derivano dall’evasione fiscale di coloro che hanno la Partita Iva, ma si continua ad applicare il principio di tassazione che guarda agli scontrini fiscali ed alle fatture emesse. Ormai l’hanno capito anche i bambini come sarebbe facile fare emergere l’evasione, se solo si volesse farlo. Faccio un esempio concreto: per vendere lo stoccafisso ammollato, un commerciante, deve acquistare quello secco e consumare acqua per ammollarlo; se lo si volesse realmente tassare, basterebbe imporgli di dichiarare tutte le fatture di acquisto e tutte le bollette dell’acqua consumata (anche volendo imboscare gli acquisti in nero, il consumo d’acqua farebbe emergere la truffa). Cosa dover fare dopo aver accertato l’illecito è molto semplice: ritirare la licenza di esercizio e concederne qualunque altra dopo tot anni! Si chiama “libero commercio in libero mercato”, per coloro che non truffano il fisco. Alle valanghe di obiezioni tendenti a dimostrare l’inapplicabilità dell’esempio riportato, alla complessità della realtà economica e commerciale del paese, rispondo che è il principio di tassazione che va applicato, a tutti i contribuenti, cioè la tassazione alla fonte, ovvero all’inizio della trafila burocratica, non in coda. E’ inaccettabile tassare alla fonte solo stipendi e pensioni, dando quel che rimane, mentre tutti gli altri soggetti dichiarano quel che gli pare, non è più possibile concedere fiducia agli imbroglioni. Questa concessione, purtroppo, non è incostituzionale perché i Padri Costituenti hanno reso uguali tutti i cittadini di fronte alla legge (però alcuni sono più uguali di altri) ma non di fronte al fisco.

QUANTO SEI BELLA ROMA.

E’da tempo noto a molti che l’Amministrazione Pubblica è insolvente.A farne le spese sono state tante, tantissime aziende che, col miraggio dell’appalto pubblico, hanno esposto le loro fragili spalle all’insolvenza di vari Enti Statali, fino a dover chiudere o, per la maggior parte di esse, a dover dichiarare fallimento.La consolidata prassi degli appalti pubblici, per la fornitura di beni e servizi alla P.A., appannaggio dei General Contractor nazionali ed internazionali, appalti dati poi in subappalto, fa ormai parte del passato. Troppi pentiti, troppe indagini della magistratura, troppi articoli sui giornali che, nonostante il diffuso sistema di corruzione e di tangenti, la commistione tra mafie e politica e la pacchia delle scatole cinesi, rende superato questo “modello”, che non paga più. Ma a non pagare è proprio la Pubblica Amministrazione dello Stato, ovvero regioni, province regionali e comuni, con molti dei loro beni più volte pignorati, come, non lo sapevate che un bene si può pignorare un numero indefinito di volte?Ma ecco che qualcuno dei geni nazionali è riuscito nella quadratura del cerchio, perché non schiudere ai peccatori le porte del paradiso? sai che fila, o ancora meglio, perché non qualificare ed accreditare gratis attraverso la CONSIP ed una semplificata procedura telematica gratuita, artigiani e piccole imprese per farli concorre alle gare d’appalto della P.A.? Si comincia dal settore elettronica, che comprende la fornitura di computer, il fotovoltaico etc., per poi passare ad altri settori. Perché l’elettronica? chiedetelo al ministro Brunetta o a chi ha promesso di informatizzare la P. A., se poi riescono a farlo a costo zero non pensate che sia ancora meglio? i fessi non mancano, basta dargliene l’opportunità.Si è tenuto oggi 27 Novembre 2009 alle ore 10.00, nella sala Torrasi della Camera di Commercio di Palermo, presenti circa 80 partecipanti, un corso formativo organizzato dalla Confartigianato Sicilia e dalla Consip sulle modalità di funzionamento ed abilitazione al Mercato Elettronico della P.A. Sono intervenute, tra le altre, le massime autorità regionali di Confartigianato e della Camera di Commercio di Palermo.

L’UOMO E’ UN ESSERE SUPERIORE, MA A CHI?

La fede è un dono, credere in Dio significa dare un possibile senso alla vita, mentre la procreazione, da sola, non basta a giustificarla.

Nascere non è una scelta, vivere o morire lo è.

La mancanza di alternativa, da un lato costringe l'uomo ad accettare la morte e dall'altro a non comprendere le modalità di sofferenza e tragicità che, in taluni eventi, spesso sfiorano la barbarie. Alla casualità dell’evento morte, si contrappone la negazione che essa possa essere dovuta ad una scelta terza, un progetto superiore o una finalità non comprensibile. Al contrario, scegliere di non vivere e quindi di morire, è perfettamente comprensibile perché implica un atto concreto, volontario e non casuale. Scegliere di morire ed aspettare che avvenga per caso, contrasterebbe apertamente con la definizione di “scelta”, quindi escluderebbe la casualità. Non riuscire ad associare alcuna giustificazione logica al modo di morire, tranne la casualità, trascende la comprensione umana e spaventa più della stessa morte.

In sintesi: si riesce ad accettare la morte ma non il modo in cui essa avviene, perché esso non lascia intravedere alcuna giustificazione logica e, in definitiva, ogni riflessione su questo tema conduce inevitabilmente alla negazione dell’esistenza di Dio.

Che significato ha nascere, vivere, morire, quindi esistere? per rispondere a questa domanda occorre fare un passo indietro e scoprire il significato dell’esistenza dei microbi, dell’erba, delle rocce o dei dinosauri; la risposta è: siamo sicuri che tutto ciò debba necessariamente avere un significato che ne giustifichi l’esistenza? se non bastasse sapere che la loro funzione è di assolvere al funzionamento del “sistema”, sarebbe giustificato porsi domande che attengono alla “creazione”, ovvero ad un termine di pura fantasia?

Penso che l’uomo sia meno grande di quanto creda, per capirlo basta osservare le formiche che nulla sanno dello spazio e degli astri distanti milioni di anni luce dalla Terra; il fatto che le formiche non siano fornite di intelligenza mentre l’uomo, grazie ad essa, è in grado di porsi certe domande, sicuramente non rappresenta l’elemento significativo finalizzato a capire “tutto”.

Porsi domande è lecito, pretendere di avere risposte giuste ad ogni domanda potrebbe essere definito: stupido, ma indiscutibilmente umano.

L’IMBUTO

L’universo è definito da spazio, tempo e materia, l’ordine di quest’ultima è regolato dalle leggi fisiche che stabiliscono l’equilibrio del sistema onda-particella. Separando i due componenti che costituiscono tale sistema e ponendoli a qualunque distanza, esso, in assenza di condizioni antagoniste, tende a ritornare allo stato iniziale di equilibrio, all’istante, azzerando quindi lo spazio ed il tempo.Anche il cervello umano è un sistema in equilibrio e la psicologia indaga gli eventi che determinano tale condizione, individuandoli nelle acquisizioni dell’infanzia e dell’età evolutiva.Sugli effetti del periodo che precede l’infanzia, ovvero quello della gestazione, in verità sappiamo quasi niente.Definendo “normalità” le esperienze che non alterano la condizione di equilibrio psicologico del bambino ancora allo stadio preoperativo di sviluppo cognitivo, ovvero che non ha raggiunto la decentralizzazione dall'egocentrismo, tutte le esperienze che si discostano dalla “normalità” costituiscono un elemento di disagio, superficiale o profondo. Il disagio profondo produce disturbi comportamentali che condizionano la vita dell’adulto in modo pesante, quello leggero interferisce nella gestione dei sentimenti forti ed ostacola la piena fruibilità dell’appagamento.Succede nell’amore, quando una sorta di recondito ostacolo crea un collo di bottiglia che ne impedisce il completo transito e trasferimento (nel caso specifico sia in entrata che in uscita), come il deflusso dei liquidi nell’imbuto.

QUELLO UMANO E' L'UNICO MODELLO DI RIFERIMENTO

Tutti gli schemi tecnologici realizzati fanno riferimento al “modello umano”, del quale sono l'omologo ed esso ne è il limite.

L’uomo è paragonabile ad una complessa macchina bio-elettro-chimica il cui funzionamento è regolato da schemi e modelli che rispondono a precise logiche di base.

Il sistema immunitario umano, ad esempio, presenta vari livelli di difesa dalle aggressioni dannose. Una prima barriera esterna (il derma) è moderatamente efficace se confrontata alla grande potenza difensiva propria dei sistemi circolatori, è qui che i nemici peggiori vengono annientati. Si potrebbe stabilire la logica di base del sistema immunitario definendone la strategia: consentire l’accesso interno ai nemici più pericolosi per combatterli in ambiente controllato. Evidentemente la scelta del terreno di lotta è più importante del rischio di avere il nemico in casa. Molte battaglie di guerra sono state vinte costringendo il nemico su un terreno a lui sfavorevole o in una posizione svantaggiosa, come avere il sole di fronte, impiegando quindi l'analoga strategia del sistema immunitario. Lo stesso Ulisse, nonostante lungo ed infruttuoso assedio, conquistò Troia espugnandola dal suo interno.

Le azioni umane derivano dalla memoria residente del cervello che contiene i “modelli codificati” con i quali vengono confrontati i dati rilevati dagli eventi del presente. Analogamente fa il computer con la memoria in esso residente e con i “programmi”, omologhi dei “modelli codificati”, impiegando però la RAM o memoria volatile che, se non trovasse un corrispettivo nel funzionamento cerebrale, potrebbe rappresentare, più di ogni altro, l’elemento creativo.

I motori a combustibile o quelli delle macchine alimentate ad energia, utilizzano la stessa logica del principio di funzionamento di parti del corpo umano, delle quali sono la rozza riproposizione nel dominio della meccanica, ma con rendimento non paragonabile. Non sorprende più di tanto la scelta di affidarsi alla elettromeccanica, più che alla biochimica, per la realizzazione di modelli tecnologici; da sempre l’uomo sceglie la strada più breve e meno impegnativa, anche se questa non sempre si è rivelata la scelta migliore.

Un'immensa voragine nello spazio: "E' il segno degli Universi paralleli"

Scoperto, nell'Agosto del 2007, un "buco nero" di 900 milioni di anni luce
I ricercatori dell'università di Nord Carolina lo spiegano con la "teoria delle stringhe"
"Esisterebbero una miriade di universi intorno al nostro" ........di LUIGI BIGNAMI

C'E' UN'IMMENSA voragine nell'Universo. Si trova tra 6 e 10 miliardi di anni luce dalla Terra. Si tratta di un volume di spazio con un diametro di circa 900 milioni di anni luce dove il "nulla" la fa davvero da padrone. Agli strumenti che l'hanno scoperto appare come una gigantesca macchia oscura nel cielo, come se una mano smisurata avesse cancellato quasi tutti gli oggetti luminosi presenti al suo interno.
Ora un gruppo di ricercatori ha dato una spiegazione a quel fenomeno. Suona fantascientifico, ma Laura Mersini-Houghton dell'Università del North Carolina a Chapel Hill (Usa) dice proprio così: "E' l'impronta indelebile di un altro universo che sta oltre il nostro". Ma per capire questa spiegazione - apparsa su NewScientist - che potrebbe rivoluzionare tutte le idee sorte sul nostro Universo è necessario fare un passo indietro.
"Non solo non è mai stato trovato un vuoto tanto grande, ma nessuna ipotesi sulla struttura dell'Universo lo aveva previsto", aveva detto Lawrence Rudnick dell'Università del Minnesota (Usa), autore della scoperta del buco avvenuta lo scorso mese di agosto. E questo spiega il motivo per cui la sua esistenza era stata messa in luce quasi per caso.
"Era una mattina durante la quale i radiotelescopi del Vla (Very Large Array) - in grado di captare ogni più piccolo segnale radio emesso da una stella, una galassie o qualunque altro corpo celeste ancora attivo - non erano impegnati in osservazioni particolari e allora ho deciso di puntarli verso la "macchia fredda" individuata dal telescopio spaziale della Nasa Wmap (Wilkinson Microwave Anisotopy Probe)", ha spiegato Rudnick. La "macchia fredda" in questione è una misteriosa anomalia presente nella mappa della "radiazione cosmica di fondo" dell'Universo, la radiazione che permea l'intero cosmo e che viene interpretata come l'energia residua del Big Bang. Tale radiazione presenta variazioni tra un punto e l'altro che non superano lo 0,001 per cento. Ma dalla "macchia fredda" che si trova in direzione della costellazione di Eridano, non giungeva ai radiotelescopi del Vla alcun "fotone", le particelle di energia cioè, che si muovono alla velocità della luce e che solitamente sono emesse da atomi o stelle attive. Ciò stava ad indicare che l'area era totalmente vuota di materia.
Subito si sono scatenate le ipotesi per dare una spiegazione a quell'immenso buco fatto di nulla. Ipotesi che non davano pienamente ragione al fenomeno. Ora Mersini-Houghton sembra aver dato un senso ad esso interpretandolo al di fuori della cosmologia standard. La ricercatrice infatti, ha utilizzato la "teoria delle stringhe", una teoria della fisica che ipotizza che la materia, l'energia, lo spazio e il tempo siano la manifestazione di entità fisiche sottostanti, chiamate appunto le "stringhe", le quali vibrano in 10 dimensioni nello spazio-tempo e che formano le particelle subatomiche che originano gli atomi.
Secondo questa teoria non esiste un solo Universo, bensì 10 alla 500 universi (si immagini un numero composta da 1 seguito da 500 zero, un numero inimmaginabile) ognuno con proprie leggi fisiche.
Spiega Mersini-Houghton: "Quando il nostro Universo si formò doveva interagire con gli altri Universi vicini. E quel buco è proprio il risultato di quell'interazione avvenuta subito dopo la nascita del nostro Universo che da allora, per le caratteristiche che esso possiede, continuò ad espandersi. Purtroppo non ci è possibile osservare ciò che ci arriva dai confini dell'Universo, che si trova tra 42 e 156 (1) miliardi di anni luce da noi e quindi non possiamo vedere ciò che c'è oltre il buco". Ma quel buco è proprio l'impronta che un Universo diverso dal nostro ci ha lasciato all'inizio del tempo e dello spazio.
Che il buco si formò agli inizi dell'Universo è d'accordo anche Rudnick, il quale dice: "Le teorie correnti suggeriscono che tutte le strutture che oggi vediamo nell'Universo presero forma all'inizio del tempo e dello spazio. La struttura vera e propria fatta di vuoti e agglomerati di materia, poi, è cresciuta nel tempo guidata dalle forze gravitazionali".
Secondo Mersini-Houghton, tuttavia, dovrebbe esserci un altro buco simile a quello scoperto dalla parte opposta dell'Universo rispetto a quello già osservato e questo lo sapremo quando verrà lanciato un altro satellite per lo studio delle microonde dell'Universo molto più sofisticato dei precedenti, il satellite dell'Esa, Planck.
L'ipotesi dell'astrofisica è ora sotto osservazione dell'intero mondo scientifico, che al momento guarda con sospetto alla Teoria delle Stringhe. Ma se quanto ipotizzato da Mersini-Houghton non verrà smentito, dovrà iniziare la ricerca ai quasi infiniti universi che circondano il nostro.

Alcuni lettori si chiederanno come è possibile che l'Universo abbia un raggio di 42 o 156 miliardi di anni luce se è nato solo 13,7 miliardi di anni fa. La spiegazione sta nel fatto che nel tempo le misure si sono dilatate. Si perdoni la semplificazione, ma un centimetro misurato dopo pochi secondi dalla nascita dell'Universo non corrisponde ad un centimetro di oggi.

I DUE UNIVERSI

Esistono due universi parzialmente visibili: uno materiale e l’altro mentale.
Uno, esterno all’uomo, è costituito da energie e particelle.
L’altro, interiore, è formato dal pensiero della mente umana.
L’universo materiale, macro e microscopico, è retto dalle fredde leggi della scienza.
L’universo interiore poggia sull’intelletto e sui sentimenti umani, sull’ intuito e sull’immaginazione, sulla logica e sull’emotività.
Si capisce bene che l’universo materiale è meglio definibile, perché regolato da ferree leggi fisiche, mentre quello interiore è soggetto ad un grande numero di variabili sia dipendenti che indipendenti.
SPIEGO MEGLIO:
Ciascun uomo impiega la prima parte della sua vita per acquisire informazioni sull’ambiente, conoscenza del mondo circostante e di quello dei sentimenti, istruzione scolastica, immagini, coscienza del bene e del male, dell’organizzazione sociale e degli interessi soggettivi etc. Questa ingente massa di informazioni viene continuamente riversata nella memoria residente a formare “modelli”, attraverso schemi neurali geneticamente predefiniti, confrontati per analogia con eventi della vita quotidiana. Ogni valutazione, ad esempio della bellezza, deriva dal confronto col personalissimo “modello ideale”.
Le nostre azioni, i giudizi e le valutazioni sono conseguenza dell’attivazione dei meccanismi mentali appena descritti.
Tutto ciò rende unico ogni soggetto le cui azioni interagiscono o determinano lo sviluppo di eventi.
L’universo interiore è sicuramente più complesso dell’altro per il fatto di non essere regolato da leggi fisse, bensì da scelte individuali in grado di modificare gli eventi. Per questo credo che il concetto di Dio e di creazione gli sia più vicino e sia più affascinante l’universo che è in ciascuno di noi.
Chi conduce il gioco, nei due universi, sono le regole della natura fisse ed ineluttabili, oppure l’autodeterminazione intesa come capacità di determinare lo svolgimento degli eventi con scelte soggettive.
Chi cerca Dio non lo troverà mai in uno soltanto dei due universi, perché per definizione Dio non può che essere infinito, ma in entrambe.
Ovvero Dio è dentro e fuori di noi.
Dio siamo noi e ciò che ci circonda.
Perché cercarlo dove non c’è? ovvero perché cercarlo nell’immaginario e non nel reale?

LA COMUNICAZIONE A SCATOLA VUOTA

Joi Ito suggerisce che il concetto di rete sociale (meglio conosciuta come social network) sia cruciale per quella che egli chiama "democrazia emergente".
La Social Network Analysis non è più neonata e può permettersi firme illustri: Laumann, Wellman e Berkowitz. Dalla matrice di Georg Simmel fino ai contemporanei Stanley Wasserman e Katherine Faust, tutti discutono della rete, si confrontano, propongono teorie, modelli, analisi approfondite del fenomeno e pubblicano volumi e manuali come: Piselli, Scott, Chiesi, Corbetta, Memoli, Borlandi, Sciolla, Vargiu, Salvini, Cordez, Corbisiero, Forsè, Carrington ed altri ancora.
Naturalmente chi non conosce una sola frase scritta da uno qualunque di questi signori può tranquillamente confessare di non sentirsi minimamente a disagio e tanto meno in colpa. Che volete che vi dica, anche la personale esperienza fatta su Facebook , con un centinaio di “amici” dai 18 anni in su, è stata particolarmente sfortunata; eppure tra di loro molti sono laureati e professionisti di varia cultura. Proprio così, devo avere amici mediocri (non lo credo affatto) se sulle home page trovo: sono felice oggi ha vinto il milan - uffa ancora una giornata di pioggia – hai un invito ad iscriverti al gruppo: fare l’amore è cosa buona - video di Baglioni: questo piccolo grande amore – ora sono stanco e vado a dormire.
I “commenti” che si leggono non sono da meno: hi hi hi hiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…la tua foto mi piace.
Non credo che occorra scomodare sociologi ed analisti, discutendo di lana caprina, per spiegare il diffusissimo fenomeno dei social forum, o per analizzare il contenuo di ciascuna home page personale.
Per essere onesto fino infondo dico che qualcuno, tra i miei “amici”di Facebook, parla anche di politica (azioni del governo e leggi truffa), o di sociale (pro o contro l’immigrazione), ma tali argomenti non fanno divampare i cuori. La partecipazione a ciò che gli altri scrivono è poca ed in molti casi prossima alla zero. Coloro che pubblicano molto ed hanno tanti amici, non leggono mai i commenti degli altri a tali pubblicazioni e men che meno ciò che gli altri scrivono: non posso, dicono, ho 150 amici e non ho il tempo di leggere quel che pubblicano. Trovo esista molta analogia comportamentale tra gli iscritti ai social forum ed i lettori di libri; è stato detto che gli italiani amano più scrivere che leggere, questo vuol forse dire che siamo tanto colti e presuntuosi al punto da disinteressarci alle opinioni degli altri?
Sicuramente l’errore è mio, sono troppo serioso, i social forum servono a rendere la vita leggera, a scaricare i nervi con argomenti volutamente futili, per l’impegno ci sono altri luoghi.
Mi chiedo: quali luoghi? social card, posto di lavoro, stadio o la facoltà di discipline della musica? il grande Totò avrebbe detto: ma mi faccia il piacere ?!
I social network sono stati definiti: contenitori della moderna comunicazione di massa, trovo sia più appropriato definirli: contenitori della comunicazione a scatola vuota.

Vedi altro articolo su tema analogo:
http://accedi.blogspot.com/2009/01/lincomunicabilit-nellera-della.html

QUO VADIS HOMO ?

La prima forma di vita sulla terra ha dovuto prima diversificarsi e successivamente adattarsi all’ambiente.
La prima diversificazione distingueva due direzioni di sviluppo (secondo la classificazione visiva umana): macroscopico o microscopico.
La diversificazione macro consisteva nella formazione di poche specie capaci di vivere in acqua, aria o dentro il terreno, per poi espandersi sul pianeta mediante adattamento.
L’adattamento invece, ha permesso di orientare ciascuna specie verso lo sviluppo della forma fisica, degli organi e del metabolismo, rendendoli funzionali all’ambiente di vita.
Sempre l’ambiente ha stimolato l’ulteriore specializzazione di alcuni organi come la vista notturna, la capacità della pelle di cambiare colore, o quella dell’orientamento sulle grandi distanze migratorie.
Le molto diverse tipologie di ambiente terrestre hanno costretto le varie forme di vita macro, a frazionare ulteriormente le nicchie alle quali adattare i propri organi, persino quelli della riproduzione, che oggi distinguiamo in due principali tipologie: mammiferi ed ovipari, adattati alla opposta capacità di proteggere o meno la prole. Alcuni ovipari diffondono nell’ambiente moltissime uova, mentre taluni mammiferi generano un solo piccolo alla volta poiché, diversamente dai primi, sono in grado di difendere ed accudire la crescita della prole.
Alcune specie hanno sviluppato in modo molto diverso i loro sensi o li usano in maniera diversa, come il senso del sesso, che per alcune, oltre alla finalità procreativa, rappresenta un mezzo di piacere fisico, mentre per altre si attiva solo quando sono in calore, ovvero col richiamo stagionale che serve unicamente all’accoppiamento a fine procreativo.
Sicuramente l’intelligenza superiore, ma anche la vista capace di spingersi verso lo spazio esterno occupato dal firmamento, hanno prodotto nell’uomo, fin dagli albori della sua esistenza, il “sentimento del divino”, necessario all’equilibrio psicologico per mantenere la salute mentale.
Il sentimento del divino è quindi uno dei bisogni primari dell’uomo, essenziale per la sua esistenza e che condiziona ogni suo atto al pari dell’adattamento all’ambiente e della perpetuazione della specie.
La superiore intelligenza ha saputo fare di più che adattare l’uomo all’ambiente: è riuscita ad adattare l’ambiente ai bisogni umani, ma anche il sentimento del divino, trasformandoli.
Non è affatto dimostrato che tale superiore capacità umana sia positiva ad oltranza, infatti l’eccessiva trasformazione dell’ambiente sta portando verso la distruzione dello stesso; analogo percorso nei confronti del sentimento del divino non potrà che produrre risultati analoghi.

AMORE, SESSO E PROCREAZIONE

I cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto, coinvolgono cinque diverse parti del corpo che inviano i loro segnali al cervello e contribuiscono a realizzare il sistema di supporto vitale. La stessa cosa fanno i genitali, con una funzione aggiuntiva, senza però venire considerati e riconosciuti come uno degli organi del senso. Il mancato riconoscimento dei genitali, come ulteriore organo del senso, quasi sicuramente dipende dalla loro diversa conformazione nei due sessi, e dalla confusione ingenerata dalla funzione aggiuntiva: la procreazione.
Immaginiamo, per un momento, che la procreazione possa avvenire mediante il bacio con la lingua, dovremmo per questo escludere quello del “gusto” dai cinque sensi?
Ci alimentiamo per soddisfare un bisogno corporale, ma anche per soddisfare il piacere del gusto, possiamo alimentarci unicamente per soddisfare un bisogno, ovvero senza provare piacere, o mangiare un cioccolatino solo per soddisfare il piacere del gusto. Questo ragionamento è perfettamente applicabile ai cinque sensi riconosciuti, aggiungendo anche il sesso, stimolati da ciascuno degli organi del senso, genitali compresi.
Si può fare sesso per provare piacere, senza procreare e senza amare, ovvero usare i genitali come un organo del senso, perché tali sono.
Si continua a confondere il sesso con l’amore, mentre basterebbe riconoscere ai genitali la funzione di organi del senso, per creare una immediata distinzione tra l’innamoramento e la scopata.
La Religione Cattolica, che conosco meglio di altre, ha sempre considerato peccato la masturbazione, per negare ai genitali il loro vero ruolo di organi del senso, ed artatamente continua a definire il sesso e l’amore come parti di una stessa cosa, confondendone volutamente ruolo e significato. Ciò è palesemente falso perché amore, sesso e procreazione sono cose perfettamente distinte dal fatto che ognuna si realizza indipendentemente dalle altre. E’ possibile fare questa affermazione soltanto da poco tempo a questa parte, grazie alla cosiddetta procreazione assistita, o meglio, inseminazione artificiale.
Vediamo di fare un po’ di chiarezza: si può fare sesso solo per provare piacere senza amore e senza procreare, procreare senza fare sesso e senza amore, amare senza procreare o fare sesso.
Ognuno dei nostri sensi viene stimolato da un organo, contribuisce al completamento del supporto vitale e, cosa non meno importante, a procurare piacere, necessario al nostro equilibrio psicologico.
E’ giunto il momento di riconoscere i genitali come “organi del senso”, con l’identico coinvolgimento emotivo, il piacere, prodotto da ciascuno degli organi che stimolano gli altri sensi.
Esiste il sesto, oltre ai cinque sensi riconosciuti, che non potremo chiamare sesto senso perché, a tale definizione, si è già dato un proprio significato. Lo chiameremo sesso e sarà uno dei sei sensi umani.
Chi volesse partecipare o contestare questo ragionamento, lo faccia senza scomodare la Teologia, perché la logica è laica.

INCOERENZA UMANA


Il genere umano ha speso il suo tempo modificando l'ambiente per migliorare le condizioni di vita, ora lo sta distruggendo.
Ognuno spende metà dell'esistenza per rovinarsi la salute e l'altra metà per cercare di recuperarla.
IL SINGOLO E LA SPECIE AGISCONO IN CONTROTENDENZA.

L’AMORE IDEALE



Il nostro cervello, per formulare giudizi su persone, fatti, situazioni o sentimenti, confronta ogni fatto reale con il corrispettivo “modello”, presente nella memoria residente come “modello ideale”.

Esiste infatti, per ciascuno di noi, un modello ideale per ogni cosa, bellezza, informazione, amore, morale etc.

Il modello ideale dell’amore è il nostro primo amore, ovvero quello ricevuto dalla madre, sincero, totale, disinteressato, che non chiede reciprocità.

E’ veramente difficile incontrare qualcuno che riesca a darci amore che sia confrontabile, alla pari, col modello ideale, ovvero l’amore materno, ma è molto facile rimanere delusi, quanto più l’uno si discosta dall’altro.

Quanto detto, suggerisce due semplici considerazioni: 1 - non è lecito aspettarsi di incontrare l’amore ideale, esso esiste unicamente tra madre e figli; 2 - se nel vostro rapporto d’amore, il confronto col vostro modello ideale non regge, chiedetevi quanto, per l’altro, voi riuscite ad avvicinarvi al suo modello ideale.

Già così è abbastanza complicato, ma occorre tener conto di un ulteriore elemento: qualunque sia l’intensità dell’amore che lega una coppia, la libertà di ciascuno rimane tal quale, nonostante ogni buon proposito di volerne fare a meno, ovvero: non tradisci se non vuoi, ma puoi.

L’amore quasi sempre non è quello ideale, per ogni componente della coppia esistono spazi di libertà, e le alternative non mancano.

Ai giorni nostri, il vincolo del matrimonio non rappresenta più il collante della coppia. Se esistono figli, neppure loro rappresentano la priorità, i divorzi infatti avvengono anche in presenza di figli. L’amore ideale (madre-figli) tende ad attenuarsi, perché sono intervenute nuove esigenze egoistiche ed il modello ideale, delle nuove generazioni, ha una configurazione diversa dal passato. Tale modello, dell’amore ideale annacquato, porta facilmente i giovani a confondere un amore qualunque col grande amore, ovvero quello da suggellare col matrimonio. Molti matrimoni di oggi durano poco perché sono come il gigante coi piedi di argilla, o come la casa con le fondamenta sulla sabbia.

La cellula sociale di base, la famiglia, tende a dissolversi. Contemporaneamente, si comincia a notare l’evanescenza dei “valori” ed il decadimento della “moralità”. La mancanza di lavoro, la conseguente incertezza del futuro, hanno modificato le tre molle che da sempre muovono il mondo: sesso, potere e soldi, in “tutto e subito”, del prezzo da pagare poco importa.

Chiunque guarda al futuro, capisce che è difficilissimo prevedere gli sviluppi del presente, perché rapidi mutamenti coinvolgono ogni aspetto della vita umana, questo non è mai avvenuto prima d’ora. Per la prima volta nella storia umana sta cambiando davvero tutto e molto rapidamente.

Le malattie incurabili incalzano, l’inquinamento di acqua, aria e cibo si somma alle modificazioni climatiche. Guerre e genocidi non tendono a diminuire, la povertà e la fame sono in aumento. L’integralismo e le guerre di religione tengono bene il passo, l’auto sterminio dell’umanità, con armi atomiche o chimiche, è sempre dietro l’angolo. La politica ed i suoi scandali non mostrano miglioramenti, l’economia mondiale è sempre più fragile. I confini degli stati hanno sempre meno significato, le invasioni in armi sono state sostituite da migrazioni pacifiche e non meno problematiche, l’integrazione è un serio problema, oggi più che mai. La facilità con cui ognuno può spostarsi, da un punto all’altro del pianeta, favorisce la trasmissione di malattie nuove, per le quali il sistema immunitario non ha predisposto difese. Virus, batteri e parassiti resistono sempre meglio ad antibiotici e pesticidi (anche essi sono vivi, quindi rispondono al primo imperativo della vita : adattati. Il sistema immunitario, di un numero sempre maggiore di individui, va in tilt perché non riesce a gestire adeguatamente il numero enorme di sostanze nuove che è costretto a neutralizzare per difendere l’organismo, in tutto ciò, altro ruolo importante gioca il poco conosciuto distress (leggi il post: “Chi deprime il S.I.”). La sempre più rapida circolazione planetaria di uomini e merci ha già messo in ginocchio la capacità, di controllo e gestione del fenomeno, di molti paesi. La diffusione e circolazione delle droghe tende vertiginosamente ad aumentare. Le mafie si sono profondamente infiltrate nell’economia e nelle istituzioni di molti paesi.

Alcuni dei problemi indicati hanno sempre fatto parte della storia umana e, bene o male, sono sempre stati risolti. Altri sono sicuramente nuovi e di non facile soluzione, ma ciò che realmente scoraggia è il fatto che mai l’umanità è stata chiamata a risolvere, tutti insieme, tanti problemi; sulle reali capacità di messa in atto di possibili soluzioni è legittimo avere più di qualche dubbio.

I catastrofisti evidenziano il fatto che è impossibile risolvere, tutti insieme, questi problemi. La logica dice che le soluzioni esistono, mentre la storia umana dimostra che non è necessario risolverli contemporaneamente.

E’ importante prendere atto della reale necessità di dover far fronte ai problemi citati e trovare adeguate soluzioni in tempo utile. Un detto del mio paese recita: “mentri u medicu studia u malatu sinni va”, ovvero: “mentre il medico studia (il caso) il malato muore.