23 gennaio 2018

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Lo spazio affascina .




L'universo affascina un po' tutti; in realtà ne facciamo parte e gli assomigliamo, più di quanto si possa immaginare (vedi immagine).

Il fascino dell'universo è rappresentato dagli estremi: stelle gigantesche (ma anche altri corpi cosmici fatti di roccia, gas o sostanze ghiacciate), consumate da altissime temperature e che si muovono nello spazio freddissimo, dove tutto si trasforma contiuamente.

Ad osservare tale realtà, che è la nostra realtà, c'è l'uomo: il terrestre dalla insaziabile curiosità.

Dove gli occhi umani non riescono a vedere, lo fanno l'infrarosso e l'ultavioletto, due dominii che estendono la capacità visiva umana fino ai confini dell'universo, che appare però sconfinato.

Anche l'udito umano è stato potenziato con mezzi esterni al corpo: gigantesche parabole installate sulla Terra che ascoltano la voce delle stelle e dell'universo: i radiotelescopi!

Ma la contrastata ed affascinante bellezza dello spazio, pone dei limiti all'intraprendenza umana: lo spazio è del tutto inospitale per l'uomo: manca l'aria che respiriamo; è saturo di radiazioni dannosissime all'organismo; non c'è l'ossigeno, necessario per la combustione nei motori a razzo e le distanze tra gli oggetti spaziali sono enormi, milioni di anni-luce.

Nonostate tutto ciò, l'uomo non demorde e continua a cercare, cosa stia cercando non lo sa esattamente ma cerca: cerca forse il motivo della sua esistenza scandagliando la materia e lo spazio, con i modesti mezzi di cui dispone. 
Cerca uno spiraglio che getti finalmente luce sulla sua origine e sul mistero della sua esistenza: la vita umana!

20 gennaio 2018

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19 gennaio 2018

Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: Slux .

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Slux .





La notizia risale a Settembre 2017, ma ne sono venuto a conoscenza soltanto da poco.
Slux: la rivoluzione del wireless “pulito”, con onde luminose e senza inquinamento elettromagnetico
Inventata da Alessandro Pasquali, è stata messa a punto dalla Slux, smart company italo-svizzera.
“Il mondo che passa attraversa la luce“. Scelgono la poesia Alessandro Pasquali e Bob Tal – il primo inventore ed entrambi co-founder della start up italo-svizzera Slux – per descrivere la tecnologia “Li-Fi” che rivoluziona le trasmissioni wireless: non più attraverso onde radio, ma sfruttando le onde luminose.
La luce che trasporta informazioni con pacchetti dati, audio, video. Per far capire meglio Alessandro racconta “la dimostrazione con cui utilizzando la luce di un normale led del diametro di 5 millimetri, all'inizio sono riuscito a trasmettere l’inno nazionale svizzero attraverso il Canale della Manica, dalla Francia all’Inghilterra per una distanza di 40 km“.
Alla velocità della luce, come si suol dire. Un momento epocale, che riporta alla memoria gli esperimenti di Guglielmo Marconi a fine Ottocento.
A settebre 2017 la tecnologia Slux è stata presentata, in “prima italiana”, al Castello di Carrù, in provincia di Cuneo, con la trasmissione via luce di un concerto dell'Orchestra Baravalle nella sede di Banca Alpi Marittime, l’istituto di credito che ha sostenuto per primo il progetto attraverso finanziamenti agevolati.
Alessandro Pasquali ha anche impiegato un semplice laser a luce blu per "inviare" il concerto in direzione dello spazio alla velocità della luce. "Chisssà", ha detto, "magari tra mille anni qualcuno potrebbe ascoltarlo".
L’aspetto ambientale di estremo interesse di questa rivoluzionaria tecnologia è che si tratta di una soluzione elettrosmog- free, in un mondo dove ogni angolo civilizzato è ormai esposto ad un enorme inquinamento elettromagnetico.
Li-Fi Slux permette la creazione di veri e propri ambienti sonori perfetti per ricostruzioni “immersive” in percorsi museali o altri ambiti esperienziali. “Si tratta di una vera immersione sonora – spiega Pasquali – come ti muovi ascolti un suono diverso. Grazie alle nostre audioguide si amplia il concetto di museo interattivo“. Chiudete gli occhi e immaginate di camminare, indossando le cuffie, e di sentire il vento, il frusciare delle foglie, i passi degli animali. Le voci della natura trasmesse dalla luce in un museo naturalistico. “In questi ultimi due anni tanti marchi stanno approfondendo questo tema, ma noi siamo più avanti sull’audio: il grande vantaggio è la non interferenza con altri devices e soprattutto il fatto che non si provocano danni alla salute delle persone. Non si creano campi elettromagnetici“.
La tecnologia Li-Fi Slux, infatti, non ha solo un carattere solo ludico e di entertainment, ma pure applicazioni di utilità sociale come in campo medico, attraverso l’utilizzo nelle sale operatorie, dove non si possono utilizzare onde elettromagnetiche. Si tratta, in sintesi, di un segnale “pulito”, molto green.
“Pensiamo anche agli aerei o all’uso nelle fiere, dove ci si potrà spostare nei diversi spazi e ascoltare prima una conferenza, poi i messaggi provenienti dai diversi stand e questo – spiega Bob Tal – senza nessuna calibrazione, ma semplicemente avvicinandosi alle diverse fonti luminose“. Se si vuole invece tornare alle applicazioni per l’industria del divertimento basti pensare a una discoteca silenziosa, a zero inquinamento acustico: “si potrà ascoltare rock, fusion, jazz ovvero ognuno può soddisfare il suo gusto musicale spostandosi tra i diversi ambienti mentre c’è chi mangia o sorseggia un drink senza sentire la musica. Un canale unico di trasmissione multiutente che non interferisce con altri dispositivi wireless “.
La tecnologia dunque è pronta e la trasversalità delle applicazioni è chiara, ora resta da sviluppare la parte commerciale. E’ il turno di Norberto Bertaina, imprenditore e designer, altro uomo forte di Slux, che si occupa del marketing . ”Siamo nati due anni fa, i primi 18 mesi li abbiamo impiegati per l’affinamento di ricerca e sviluppo della tecnologia. Ora si stanno cercando le prime partnership industriali, grazie all’appoggio e il sostegno della BAM, per creare un network che stiamo attentamente selezionando. Sono in fase di pre-lancio le cuffie e siamo in trattative per le audio guide 4D con alcune delle principali industrie museali”.
Il team variegato dell’azienda può già contare su una decina di persone: ingegneri, finanziari, responsabili per il mercato statunitense, specializzati in scienze dei materiali e chissà, presto, quanti altri.
L’avventura è appena iniziata. E non è vero che sotto il sole non c’è mai nulla di nuovo, ma questa volta la genialità .... parla italiano.

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Teletrasporto: molto falso ottimismo ma poca verità.



Difficilmente l'uomo della strada conosce la meccanica quantistica e meno ancora cosa sia l'entanglement quantistico, ma probabilmente avrà visto il film o qualche episodio della serie televisiva Star Trek; parlare quindi della possibilità che si possa realizzare il teletrasporto potrebbe interessarlo, ma ....
Il teletrasporto: come lo intendiamo noi non può avvenire.
L'idea del teletrasporto umano è inattuabile, per tutta una serie di motivi.
Ecco i tre motivi principali:
1) Un oggetto, tal quale, non è teletrasportabile; ad esemio un corpo umano andrebbe scomposto in atomi alla partenza e ricomposto esattamente identico a prima, all'arrivo. Fatto questo totalmente al di fuori dalle possibilità umane.
2) Occorrerebbe conoscere l'esatto suo pozionamento all'arrivo, ad evitare che possa ricomporsi dentro una roccia, nell'acqua profonda di un mare, o in aria, ammesso che ci sia aria nel punto di arrivo e ricomposizione.
3) L'idea di partenza è quella dell'entanglement quantistico: due particelle "che abbiano già interagito", tendono ad avere identico comportamento se, poste a qualsiasi distanza tra loro, si agisse sullo "stato" di una soltanto. E' intuitivo quindi che se si volesse teletrasportare un oggetto o un individuo su un corpo celeste, bisognerebbe prima portarvi tutti i suoi atomi .... in entanglement.
Ammesso però che sia realmente così, gli esperimenti fino ad ora effettuati, hanno coinvolto singole particelle e non oggetti.
Gli scienziati cinesi hanno dimostrato che un fotone, una particella di massa nulla responsabile del trasporto di energia elettromagnetica (banalmente è quello che trasporta luce), è stato teletrasportato dalla terra ad un satellite.
In pratica hanno creato la relazione di entanglement, ovvero di intreccio di stati tra due fotoni e li hanno in seguito separati mandandone uno verso il satellite Micius da un laboratorio in Tibet a 4000 metri di altezza. Influenzando lo stato del primo fotone è stato rilevato che anche l'altro fotone a 500 Km di distanza veniva influenzato, come se le informazioni trasmesse al primo fossero arrivate anche al secondo.
Un fotone però non è un oggetto e tanto meno un corpo umano.
L'esperimento cinese conferma il precedente punto 1: " un corpo umano, per venire teletrasportato, andrebbe scomposto in atomi alla partenza e ricomposto esattamente identico a prima, all'arrivo"; ma ogni suo atomo dovrebbe soddisfare la condizione di entanglement, ovvero intreccio di stati di tutti gli atomi, in seguito separati e mandati in 2 luoghi distanti: uno sicuramente dovrebbe essere il luogo di arrivo.
Ma ve li immaginate tutti gli atomi di un corpo umano mandati in un punto di arrivo per essere ricomposti lì, copia conforme all'originale, con l'entanglement? Io no, non riesco proprio ad immaginarlo un corpo umano scomposto in atomi (tutti gli atomi che lo compongono), dopo ricomposti nel luogo di arrivo per ricostituire il soggetto originario. quello distante ed in entangled. Ancora meno ritengo possibile il loro teletrasporto su distanze enormi: come e con quale mezzo, la bacchetta magica? 🤔

17 gennaio 2018

Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: L'articolo 67 della Costituzione italiana.

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L'articolo 67 della Costituzione italiana.



Uno dei grandi problemi dell'Italia e di tutti gli italiani è un articolo della Castituzione: il 67. Secondo me è affatto equilibrato: garantisce la libertà di espressione agli uni ma non tutela gli altri.
«Ogni membro del parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».
L'articolo 67 della Costituzione fu concepito per garantire la libertà di espressione ai membri del Parlamento: il legame tra l'eletto e gli elettori viene dunque concepito come “responsabilità politica”, non come un “mandato imperativo”, che è vietato.
L'articolo 67 della Costituzione quindi: garantisce libertà di espressione ai membri del Parlamento, mentre la volontà dell'elettore, in un certo senso, potrebbe venire tradita ed addirittura stravolta.
Tu voti uno di sinistra che ha idee e programmi di sinistra ed appena eletto, quello passa alla destra, con nuove idee e nuovi programmi di destra, ma non era ciò che volevi votandolo.
Mi spieghi che l'hai votato a fare?
Questo mio post vale come risposta per tutti coloro che mi giudicano male dal momento che non vado a votare e "lascio gli altri a decidere per me", come tante volte mi è stato fatto notare. E così la chiariamo una volta per tutte.
Io rimango nella mia convinzione: non sono io a sbagliare, le regole appaiono decisamente non equilibrate ed andrebbero modificate.
Perchè? Perchè la volontà dell'elettore, nel decidere l'indirizzo della politica parlamentare (verso destra o verso sinistra), in definitiva conta ben poco.
Stando così le cose, sembra che l'importante sia governare, non importa come, neppure con quale mandato ed ancor meno con quale indirizzo politico, se con obiettivi di destra o di sinistra.

16 gennaio 2018

Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: L'INTUITO, il potere della mente.

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Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: ESISTE LA MEMORIA GENETICA ?

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Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: SIGNORAGGIO - scottante tema dimenticato.

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15 gennaio 2018

Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: Difficilmente parlo di politica ma: NO CEQUAN V�, CE V� !

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Difficilmente parlo di politica ma: NO CEQUAN VÒ, CE VÒ !


Se tutto andrà come deve andare sarà una pacchia !
Dopo il 4 marzo, una volta che le promesse di tutti i candidati premier saranno, com'è prevedibile mantenute, mi alzerò tardi, che è già un ottimo inizio.
Non avendo impegni incombenti, per la verità non avendone proprio, passerò la giornata gurdando la TV (senza pagare il canone, me lo ha promesso Renzi).
Al pomeriggio prenderò la mia auto (senza pagare il bollo, me lo ha giurato Silvio) e mi dirigerò con calma all'Università per seguire qualche lezione (senza pagare le tasse, me lo ha detto Pietro Grasso).
Sono ancora indeciso tra Paleontologia ed Ingegneria Spaziale, magari entrambe, tanto lo farò unicamente per passione personale. Perchè al lavoro, quasi sicuramente non ci andrò.
Avrò un reddito minimo garantito da 780 euro al mese, me lo ha assicurato Luigi Di Maio.
Se poi avrò una moglie ad un marmocchio in casa, gli euro saranno addirittura 1.250, lo ha confermato Berlusconi.
Se poi per noia o per curiosità, mi farò assumere da qualcuno (perchè il lavoro non mancherà, lo hanno detto tutti), sappiate che malissimo che vada sarò pagato 10 euro l'ora (parola di Renzi).
Non verrò certo licenziato (che tanto il Jobs act, promessa, verrà abolito) ed i soldi che guadagnerò, tutti ma proprio tutti, saranno tassati al 15 % (me lo ha giurato Salvini).
Se non lo avrò fatto prima, lascerò il lavoro a circa 60 anni, mica più a 67 (come mi ha assicurato Berlusconi) e lo farò con una pensione minima di 1000 euro (sempre il Berlusca, in gran forma).
Tanto mi basterà per viaggiare e girare il mondo intero ed organizzare una grigliata a settimana con gli amici.
Alla fine di una vita tranquilla e bellissima, non so ancora se il mio funerale verrà pagato dal mio marmocchio (che spero si alzi tardi al mattino perchè anche lui percepirà il reddito minimo garantito dallo Stato), oppure mi verrà gentilmente offerto dallo Stato. Anzi approfitterei di questo contesto per invitare i candidati a formulare una proposta su tale problematica rimasta irrisolta.
In definitiva, comunque vada sarà una pacchia: me lo hanno promesso tutti !

8 gennaio 2018

Seguimi su Facebook, gruppo:TELOINFORMO - la conoscenza del mondo da notizie vere.: MATERIA - ENERGIA - ENTANGLEMENT QUANTISTICO

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ENERGIA - MATERIA - ENTANGLEMENT QUANTISTICO




Questo articolo è basato su tutto ciò che fino ad oggi sappiamo.

Tutti noi sappiamo cos'è la materia. Tutte le sostanze solide, liquide o gassose, le indichiamo come materia, perchè sappiamo essere formate da particelle materiali, anche se non le vediamo ad occhio nudo, ma mediante sofisticate strumentazioni scientifiche.

Ma che cosa è la materia e come si forma?

E' stato più volte affermato che in natura, la materia, inquanto tale non esiste: essa viene formata dalla vibrazione dell'energia.

La materia non esiste, tutto è vibrazione. Quest'affermazione si è perduta nel tempo, ma già Pitagora se ne faceva portavoce: “Anche ciò che sembra inerte come una pietra possiede una certa frequenza di vibrazioni”. Pitagora è nato circa 2600 anni fa, a quel tempo la fisica delle paricelle era inesistente e non si conosceva neppure l'atomo, una affermazione come quella fatta da Pitagora sulla materia,  più che geniale, la si potrebbe definire opera di un chiaroveggente. Lo stesso concetto è stato in seguito confermato da Max Plank il padre della fisica quantistica, e da Nikola Tesla, il grande genio che ha inventato, anche, la corrente alternata.

"I neutrini sono più veloci della luce", è stato confermato dal CERN (Centro Europeo per la Ricerca Nucleare). Questa scoperta e' contraria alla legge di Einstein e la sua teoria di relatività.  La "relatività ristretta" di Albert Einstein, infatti afferma:" la velocità della luce non può essere superata ed è la velocità di particelle senza massa come le particelle della luce (i fotoni) nel vuoto".

A questo punto diventa interessantissima un’intervista che ho trovato, rilasciata dallo scienziato serbo Nikola Tesla, inventore dell’energia elettrica moderna e molto altro, ad un giornalista americano di una nota rivista: "Immortalità".

La teoria della relatività è sbagliata. Nikola Tesla cent'anni fa era giunto a questa conclusione, che viene divulgata solo oggi, ma che probabilmente era conosciuta già nel 1900; infatti, Lui scriveva, in delle lettere inviate ad Einstein, che la teoria della relatività era sbagliata.

Questa è l'intervista:
Dalla rivista: "Bulletin of Immortality"; traduzione a cura di Sladjana Stojkovic.

GIORNALISTA:
Le persone che La stimano criticano il suo attacco su Albert Einstein e sulla sua teoria della Relatività. E' strana la sua affermazione che la materia non ha energia. Tutto è intriso di energia, da dove proviene?
TESLA: Prima era energia, poi materia.
GIORNALISTA:
Mr. Tesla, sarebbe come dire che lei ha generato suo padre non lui a lei.
TESLA:
Si funziona proprio cosi dalla nascita dell'universo. La materia è creata dall'energia primaria ed eterna, che noi conosciamo come luce. Ha brillato, e sono nate le stelle, i pianeti, l'uomo e tutto ciò che c'e' sulla terra e nell'universo. La materia è l'espressione di infinite forme di luce, perché l'energia è più vecchia di lei. Ci sono quattro leggi sulla Creazione. La prima che la fonte di tutto sta nell’incompreso, la particella oscura che la mente non può concepire, o matematicamente misurare; in questa particella entra tutto l'universo. La seconda legge e' la diffusione dell’oscurità che è la vera natura della luce, dall'incompreso e la sua trasformazione nella luce. La terza legge è necessità della luce di diventare materia. La quarta legge è: senza inizio e senza fine; le tre leggi precedenti ci sono sempre e la creazione è eterna.
GIORNALISTA:
La sua ostilità verso la teoria della Relatività, la porta al punto di sacrificare anche la festa del suo compleanno, durante la quale tiene conferenze contro il suo creatore.
TESLA:
Ricorda che lo spazio non è curvo, ma è la mente dell'uomo che non recepisce l'infinito e l'eternità! Se al creatore della relatività questo fosse chiaro, otterrebbe l'immortalità anche fisica, se questa e' la sua volontà. La prova che la sua teoria è non corretta, e' come il suono del violino, ascoltato in casa per svago e consolazione, insieme a incompetenti e profani come lui!
GIORNALISTA:
E' veramente ingiusto con lui, signor Tesla! Ma voi non avete la poesia come svago e consolazione! In America lei e' arrivato con un bagaglio sotto il braccio, nel quale, per vostra stessa dichiarazione, il volume più prezioso era il quaderno con le poesie.
TESLA:
La musicalità dei versi sono le parole, e il signor Einstein ha osato toccare la musica. Questo e' un vero crimine. Se la sua teoria fosse corretta, sarebbe diventato un grande musicista come Handel o Gluck.
GIORNALISTA:
Mi scusi, nemmeno lei è musicista, però sostiene che la sua teoria e' corretta.
TESLA:
Io sono una parte della Luce e lei e' la musica. La luce riempia i miei sei sensi: io la vedo, la sento, la tocco, la odoro, sento il suo profumo e penso. Pensare e' un sesto senso per me. Le particelle di luce sono delle note scritte. Un fulmine può essere un’intera sonata composta per uno o più strumenti. Un migliaio di fulmini e' uno spettacolo. Per questo concerto sono creati fulmini globulari, che si sentono sulle cime ghiacciate dell'Himalaya.
GIORNALISTA:
Ancora non capisco perché siete così ostile verso Einstein.
TESLA:
Lui ha peccato su Pitagora e la matematica, uno scienziato su questi due non può e non deve peccare. I numeri e le equazioni sono segni di marcatura della musica della sfera. Se Einstein avesse sentito questo suono, non avrebbe creato la teoria della relatività. Questi suoni sono un messaggio per ricordare che la vita ha un senso, che nell’universo esiste una perfetta armonia e che la bellezza è una causa ed effetto della creazione. Questa musica è un eterno giro delle altezze celesti. La più piccola stella e' una composizione finita, ed anche una parte della sinfonia celestiale. Il battito del cuore umano fanno parte della sinfonia della Terra. Newton aveva capito che il segreto del modello geometricamente regolare e' il movimento dei corpi celesti. Egli ha riconosciuto che l'armonia e' la legge suprema nell'universo. Lo spazio curvo è caos, il caos non è musica. Albert Einstein è un messaggero del tempo confuso e agitato.
GIORNALISTA:
Sig. Tesla, Lei sente questa musica?
TESLA:
Si la sento sempre. Il mio orecchio spirituale è grande come il cielo che vediamo sopra di noi. Il mio orecchio naturale è ampliato con il radar. Secondo la teoria della relatività due linee parallele si incontreranno all'infinito.  Questo è come dire che la curva di Einstein diventerà lineare. Una volta creato, il suono dura per sempre. Per un uomo può dissolversi, ma continua a vivere nel silenzio che è il suo più grande potere. No, non ho nulla contro Einstein. Lui è un uomo gentile e ha fatto alcune cose buone, alcune delle quali entreranno a far parte della Musica. Io gli scriverò e cercherò di spiegargli che l’Etere esiste, e che le sue particelle sono ciò che mantiene l'universo in armonia e in vita nell'eternità.

Fine dell'intervista.

Dunque, la materia viene formata dalla vibrazione dell'energia ed essa stessa contiene parte dell'energia che l'ha formata. Materia ed energia risultano quindi "corrispondenti" ed "inscindibili": secondo la "teoria dell'entanglement quantistico" (dualismo onda particella).

Ma poichè in natura nulla risulta "fermo": l'energia continuerà a vibrare e produrre materia "incessantemente".
Ecco quindi spiegato il motivo per il quale il Big Bang non fu un evento isolato,  "istantaneo" e "finito", ma prosegue ancora oggi (così è stato osservato dal telescopio spaziale Hubble) con continua formazione di materia (e spazio in espansione) nel centro dell'universo conosciuto.

Lo spazio quindi risulterebbe infinito, perchè infinito appare il processo di formazione di materia da parte dell'energia vibrante, proprio al centro del nostro universo. Almeno fino a quando l'energia non cessi la sua vibrazione: cessando di conseguenza la formazione di materia!

Ma secondo la logica umana, se l'energia dovesse cessare di vibrare, sarebbe l'energia stessa a cessare di esistere. Questo è sicuramente un concetto filosofico, quello della "non esistenza", difficile da comprendere ma, probabilmente, non campato in aria, o non del tutto.


7 gennaio 2018

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Siamo tutti mentalmente interconnessi ?






Quando con la nostra auto ci immettiamo in una strada senza traffico, ma sta passando una sola auto, quella passa nello stesso istante nel quale vorremmo immetterci.
Casualità? Forse, ma forse no.

Cosa sappiamo della casualità, o caso? Sappiamo poco o nulla.

Mentre sappiamo abbastanza sulla probabilità (calcolo delle probabilità), sulla casualità non sappiamo praticamente nulla.

Potremmo essere mentalmente interconnessi a nostra insaputa, scambiando per casuali degli eventi che potrebbero non essere casuali?

Entangled minds: i fenomeni psichici spiegati dalla fisica quantistica

Molte persone credono che i "fenomeni psichici" siano talenti rari o doni divini. Altre sono convinte che non esistano affatto.

Ma la ricerca scientifica più recente mostra che tali facoltà sono l'inevitabile conseguenza di una delle caratteristiche che contraddistinguono la realtà in cui viviamo: l'interconnessione di tutte le cose.

COSA C'ENTRA LA FISICA QUANTISTICA
La fisica quantistica ha scoperto e dimostrato la realtà di questo fenomeno e l'ha chiamato entanglement. Albert Einstein l'ha definito "azione spettrale a distanza" per indicare il modo in cui due oggetti rimangono connessi al di là del tempo e dello spazio, senza comunicare in modo convenzionale, dopo una iniziale interazione.

LA RICERCA IN AMBITO MNEMONICO
L'entanglement potrebbe riguardare anche le nostre menti, la loro connessione reciproca e la connessione di tutte le cose? Potrebbe spiegare le capacità psichiche? Dean Radin, senior scientist presso l'Istituto di Scienze Noetiche, ci dice di sì. Nel suo libro, Radin dimostra che fenomeni come la telepatia, la chiaroveggenza e la psicocinesi esistono veramente, sulla base di migliaia di esperimenti scientifici eseguiti sotto stretti controlli di laboratorio.

Egli esamina le origini della ricerca parapsicologica esplorando vari argomenti, tra cui le premonizioni collettive, ci rivela la spiegazione fisica che si cela dietro il mistero delle esperienze extrasensoriali e ci dimostra la falsità dei dogmi degli scettici.

Dunque, la risposta alla domanda: "siamo tutti mentalmente interconnessi?" potrebbe benissimo essere: si, lo siamo; anche se non abbiamo consapevolezza di esserlo.
Quello della ricerca in ambito mnemonico, è un universo quasi sconfinato, affascinante e semi-sconosciuto, mi dichiaro convinto che in futuro si riuscirà a scoprire molto di più del poco che fino ad ora sappiamo. 

4 gennaio 2018

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QUESTO POST RACCONTA DELLA VITA DI UN UOMO




Le pagine del libro di scuola erano tutte sciupate a causa dell'umidità e delle dita callose di Lorenzo che le giravano.

La Seconda Guerra Mondiale era finita da poco, nel minuscolo villaggio di pescatori la vita era divenuta molto difficile, si stava combattendo una guerra diversa da prima, e contro un diverso nemico: la miseria e la fame.

Durante la guerra, innumervoli bombe erano state sganciate dagli aerei tedeschi sulla batteria di cannoni (Lagagnina) in cima alla vicina collina che sovrastava il villaggio, molte delle quali erano cadute in mare esplodendo; di conseguenza la pesca era divenuta difficile per la scarsità di pesce.
Tutti i pescatori del villaggio ne conoscevano il motivo da prima della guerra: le piccole bombe dei bombaroli di frodo uccidevano tanti pesci, alcuni dei quali, non recuperati in tempo, finivano sul fondale marino, i loro resti rimanendo lì a tenere lontani per molto tempo tutti i pesci, che disertavano quel tratto di mare anche per anni: durante la guerra, le bombe degli aerei avevano fatto scempio di pesci impoverendo il mare al largo del villaggio.

Quasi tutte le famiglie del villaggio erano famiglie numerose, il precedente perido fascista aveva incentivato le nascite: a Mussolini serviva carne da cannone da mandare in guerra a morire per la gloria della Patria.

In quel villaggio, chi non aveva barca con attrezzatura da pesca, veniva imbarcato da chi la possedeva, come marinaio semplice, ma doveva essere pagato.

Per gli scarsissimi proventi dalla pesca, i pescatori proprietari di barca, per non pagare l'equipaggio, erano costretti ad impiegare come marinai i propro figli: i ragazzini; non appena erano in grado di sorreggere in mano un remo venivano imbarcati sulla barca dei loro padri per dare una mano.

Si pescava quasi sempre di notte dormendo di giorno. Durante le stagioni fredde, alcuni ragazzini stremati dalla stanchezza, intirzziti dal freddo e vinti dal sonno, si addormentavano sul remo che tenevano in mano. A quel punto, i loro padri pietosi, gli concedevano di dormire un po' riparandosi sotto la copertura della prua.

Sfruttavano i loro figli, quelli non erano però da considerare padri disumani, si trattava di sopravvivenza: di riuscire a procurare alla famiglia il minimo indispensabile per non morire di fame e lo facevano come meglio potevano, mettendo al lavoro, anche se con sofferenza, i propri figli ragazzini: meglio sfruttarli che vederli morire a causa della fame.

Anche se piccoli, alcuni dei bambini-pescatori, loro malgrado, capirono che l'unico modo per uscire dal tunnel nel quale si trovavano, era di andare a scuola per riuscire a conhseguire un qualunque titolo di studio: all'epoca imperava l'analfabetismo, qualsiasi tittolo di studio garantiva la sicurazza di trovare un lavoro, sicuramente più dignitoso e meno massacrante che fare il pescatore.

Ma l'esigenza dei genitori di quel villaggio era diversa da quella dei loro figli: era averli presenti in barca di notte e farli dormire di giorno. Le possibili ore di sonno giornaliere non erano molte e non c'era tempo da poter dedicare allo studio: così la pensavano.

Infatti, il lavoro del pescatore non si esauriva con la pesca fatta di notte, di giorno occorreva "stendere" all'aria le reti da pesca, allungandole sulla spiaggia e raccogliendole una volta che si erano sciugate. Le reti erano fatte di cotone, se non fossero state asciugate all'aria, sarebbero marcite molto presto.

Ma il lavoro a terra non non finiva lì, occorreva riparare le reti dai buchi fatti da alcuni pesci, o dagli stessi pescatori per riuscire a districarli e quindi a staccarli dalla rete da pesca: per lo studio non rimaneva tempo, soltanto quello per dormire non molte ore prima di riprendere il mare.

Antonia, la mamma di Lorenzo, che come tutte le mamme era un passo avanti rispetto al marito, trovava sempre il modo per coprire suo figlio con delle scuse, per consentirgli di nascondersi di giorno nell'orto e di studiare sui libri di scuola.

Le pagine del libro di scuola erano tutte sciupate a causa dell'umidità e delle dita callose di Lorenzo che le giravano, ma lui riusciva lo stesso a leggere ed a studiare, mentre stava nascosto dentro al pollaio nell'orto, togliendo tempo alle poche ore di sonno che gli erano concesse.

Tra tutti i giovani del villaggio, Lorenzo e pochissimi altri riuscirono a conseguire il titolo di studio di scuola media superiore: il diploma. Vi riuscirono con enormi sacrifici ed alcune concessioni fatte dai loro padri, a seguito di un miglioramento generale delle condizioni di vita, prima di allora quasi insostenibili.

Finita la scuola e durante il servizio di leva militare, adempiuto in una città del Nord Italia, Lorenzo conobbe Palmira, una bella ragazza veneta di umile famiglia, a servizio presso una Contessa. La contessa era ben introdotta tra i notabili del luogo e ben presto, grazie al tittolo di studio di Lorenzo, gli trovò lavoro come ragioniere in una grande azienda agricola.

Acquisiti in pratica i ferri del mestiere di ragioniere, Lorenzo, grazie al suo lavoro, ebbe modo di conoscere molti produttori agricoli della zona, sposò Palmira, trovò casa a Ravenna e si mise in proprio come agente import-esport di frutta, verdura ed agrumi: lui, che era nato in una famiglia di pescatori, imparò molto sui prodotti agricoli.

Il suo lavoro andava a gonfie vele, spesso si recava fuori dall'Italia per conoscere o tenere i contatti con aziende estere. Ogni settimana spediva all'estero diversi vagoni di frutta, o di verdura, o di agrumi. Come intermediario tra produttori ed acquirenti, concordava il prezzo tra gli uni e gli altri ed a lui spettava per legge una percentuale sulla cifra concordata, al netto delle spese di trasporto, facchinaggio e magazzinaggio.

Per riuscire a svolgere meglio il suo lavoro, comprò casa dove aveva più contatti con i piccoli produttori agricoli, alcuni non tanto piccoli, visto che riuscivano a produrren ed approntare ad esempio tre vagoni di fragole: la comprò a Faenza e si trasferì lì.

Lorenzo, trascorreva ogni anno l'intero periodo delle feste natalizie nel villaggio dove era nato, con i suoi genitori assieme alla famiglia di sua sorella Giuseppina.
Riempiva la casa dei genitori di ogni ben di Dio, che nel 1953 non era nella disponibilità di tutti: cassette di frutta ed agrumi, penettoni, pandoro, panforte, marron glaces, torroni, tortellini ed agnolotti, zamponi e cotechini, caviale, tartufo, ostriche ed aragoste, chili di parmigiano ecc. ; quasi a volersi rifare, sia lui e di conseguenza anche i suoi cari, dei tempi trascorsi in miseria e soffredo la fame.

Lorenzo Donato era mio zio, fratello di mia madre Giuseppina, figlio di Salvatore Donato e di Lo Presti Antonia: passavamo insieme tutte le feste di Natale, a quel tempo ero ragazzino, ma ricordo tutto benissimo, come se fosse accaduto ieri.

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LA NOSTRA DOPPIA VITA





Forse per compensare il fatto che si vive soltanto una volta, tutti noi viviamo due vite sfalsate di poche ore: una di giorno ed una di notte dormendo e sognando.
Tutti gli animali durante la loro vita dormono e sognano, l'uomo non fa eccezione.
Ma a cosa serve sognare?
Da molto tempo ci interroghiamo sul significato e l'utilità dei sogni. In ambito psicologico ci dividiamo tra coloro che non danno alcuna importanza alla vita onirica e coloro che invece la tengono in gran considerazione.
Innanzi tutto sembra che dormire abbia un'effetto positivo sulla memoria, questo fenomeno chiamato "sleep effect" dipende da molti fattori, come per esempio la mancanza di interferenze dall'ambiente esterno durante il sonno (almeno la grande riduzione di interferenze). Inoltre sembra che vi sia una certa funzione riorganizzatrice che si svolge durante il sonno, secondo alcuni collegata ai sogni.
Secondo Robert Stickgold della Harvard Medical School di Boston la prima fase del sonno servirebbe a rafforzare e stabilizzare i ricordi. Invece il sonno REM (quello in cui sognamo in maniera vivida, ma tale coinvinzione sarebbe da provare) consentirebbe di confrontare le esperienze ed integrare quelle nuove con quelle gia immagazzinate.
Si pensa che il sogno REM consenta di sognare in maniera vivida, lo si pensa prechè quelli del sogno Rem sono sogni che si ricordano, mentre quelli fatti subito dopo essersi addormentati si dimenticano facilmente, tranne l'ultimo fatto subito prima del risveglio.
Sognare avrebbe un ruolo nell'integrazione in memoria delle esperienze.
Questo aspetto è molto importante e significativo specialmente per quei soggetti che sofforno di Disturbo Acuto da Stress o Disturbo Post Traumatico da Stress. In questi casi il sonno ed il sogno sono disturbati. Pari infatti che chi soffre di questi disturbi tenda ad avere sogni ripetitivi e angoscianti e a non addormentarsi per il timore di sognare nuovamente la stessa cosa.
Secondo questa prospettiva il sogno potrebbe essere visto come un contenuto dell'esperienza che si ripresenta alla memoria per essere integrato, trovare il suo spazio. Questa concezione è molto vicina al metodo di lavoro sui sogni adoperato in Terapia Integrata e nella Terapia della Gestalt, dove i sogni vengono considerati aspetti della personalità da integrare nell'esperienza del soggetto.
Molte delle tecniche utilizzate da queste forme di terapia consentono un lavoro di scoperta dell'individuo su se stesso, facilitando l'accesso a quei contenuti emotivi che si propongono nel sogno in maniera apparentemente confusa e disorganizzata.
Qualunque sia la motivazione dei sogni, essi rappresentano una seconda vita, più immaginata che realmente vissuta.
Ma qual'è la differenza tra sogni e realtà quotidiana?
Il nostro cervello non fa alcuna differenza, pur avendo coscienza che i sogni appartengano all'immaginario, il nostro cervello li considera talmente reali da annoverarli tra le esperienze realmente vissute; lo conferma il fatto che i "sensi", durante i sogni, hanno le identiche reazioni che avrebbero se fossimo stati svegli: proviamo infatti le stesse emozioni.
Effettivamente, il substrato neurale responsabile dei sogni può essere considerato un sotto-sistema di quello competente per la nostra vita in stato di veglia. Spesso include un'ambientazione sensoriale vivida, si sviluppa su una durata che va da pochi minuti a mezzora, ed è vissuto come reale.
Quella vissuta durante i sogni, quindi, possiamo considerarla a tutti gli effetti come una seconda vita "parallela": LA NOSTRA DOPPIA VITA !

29 dicembre 2017

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GULASH: la ricetta originale ungherese




Il nome originale è gulyásleves.

Ingredienti:

Mezzo Kg. di carne tenera e magra di manzo
5 cipolle
uno spicchio d'aglio
2 cucchiaini di semi di cumino (non polvere)
mezzo litro di vino rosso a bassa gradazione, no amaro ne frizz.
un cucchiaio raso di paprika dolce
4 peperoni non grandi puliti dalle nervature interne e tagliati a listelle, 2 gialli e 2 verdi
4 cucchiai di cubetti di pomodoro
3 carote tagliate e pezettoni
4 patate taglite a pezzettoni
sale e pepe nero macinato (un cucchiaino colmo).

Procedemus

Tagliate la carne a cubetti di circa 2 cm. , conditela con sale e col pepe nero e conservatela in frigo mentre preparate il resto.

In una pentola larga e capiente, fate ammollare la cipolla tritata a coltello in pochissima acqua, aggiungete olio di oliva e fatela imbiondire.

Aggiungete il cumino, mescolate, fate insaporire ed aggiungete la carne.

Aggiustate di sale, coprite col coperchio e cuocete a fuoco medio mescolando di tanto in tanto.

Quando la carne apparirà di colore rosa, aggiungere il vino e dopo qualche tempo anche la paprika e l'aglio tritato. Fuoco medio e pentola coperta.

Dopo alcuni minuti di cottura aggiungete i pomodori e dopo altri minuti ancora, i peperoni.

Aggiungete acqua "quasi" a coprire e dopo una mezzoretta di cottura a fuoco lento e pentola coperta aggiungete le carote.

20 minuti prima di completare la cottura aggiungete le patate; fuoco basso e pentola coperta.

All'aggiunta dei vari ingredienti componenti il goulash, non ho indicato i tempi esatti di cottura. Occorre considerare che occorrerà cuocerlo per almeno 2 ore, a fiamma bassa, pentola coperta e frequenti rimestate, se non diversamente indicato.

L'aspetto finale del sughetto dovrà risultare un poco denso e piuttosto liquido, regolati con il tempo di cottura per dare la giusta corposità.

Suggerisco di servirlo caldo accompagnato da fette di pane bianco per tramezzini. Potete inzuppare il pane nel sugo e fare scarpetta, infatti, è un piatto molto gustoso e pepato, che sfamava i mandriani ungheresi quando spostavano i manzi.


25 dicembre 2017

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L'altra Storia su Gesù

Prefazione:
<< Libera intepretazione basata su notizie frammentarie, mancano i documenti storici. Tutto quanto sappiamo su Gesù, fu scritto nel I° e nel II° secolo dopo la sua morte. In verità non esiste alcun documento storico attestante la sua reale esistenza. Tutto ciò che viene tramandato a voce è quasi sempre distorto e/o ammantato di leggenda.
Per questa specifica tematica, penso che non esistano verità o menzogne. Per fatti che attengono al passato, più esattamente a due millenni fa, esistono documenti storici che li attestano, oppure ipotesi e libere interpretazioni. Ho rispetto per tutti coloro che credono per fede, ma la fede esula dai fatti e le ipotesi, qualunque ipotesi, non dovrebbe essere spacciata come verità. Ciò che viene accettato come fatto vero e realmente accaduto, è generalmente comprovato unicamente da documenti storici e da più fonti, notoriamente attendibili. >>

A quell'epoca, correva voce dell'imminente nascita di un messia, mandato da Dio per liberare il popolo di Israele.
Quella voce era partita da Giovanni detto il Battista, un asceta proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica originaria della regione montuosa della Giudea. Precursore di Gesù, predica la conversione e l'amore del prossimo perché è vicino il regno dei cieli e impartisce ai discepoli il battesimo (onde il soprannome) di conversione in remissione dei peccati. Si racconta che fu lui ad aver battezzato Gesù.
Erode lo aveva fatto arrestare a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni, infatti, gli aveva ricordato che non gli era lecito stare con la moglie di suo fratello. Erode però non voleva farlo uccidere ritenendolo giusto. Ma Erodiade, tramite la danza di sua figlia ad un banchetto, riuscì ad ottenere come premio la testa del Battista. Il capo di Giovanni Battista, detto per questo “decollato”, è conservata nella Chiesa di san Silvestro in Capite a Roma.
La strage degli innocenti è un episodio presente nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), in cui Erode il Grande, re della Giudea, ordinò un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi. Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto; solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazaret.
Alcuni studiosi moderni negano la storicità dell'episodio, per il mancato riscontro nelle opere di Giuseppe Flavio, fonte principale della storia giudaica del I secolo. Altri studiosi ne accettano invece la storicità in quanto l'episodio si inserirebbe perfettamente nel carattere e nella modalità di governare che ebbe Erode.
Ma altri studiosi, danno una interpretazione di quell'evento che servirebbe a spiegare diversi altri fatti accaduti in quell'epoca e difficilmente spiegabili. La fuga di Giuseppe e di Maria col bambinello, non avvenne in Egitto, ma in una località molto vicina a Gerusalemme: un altopiano non lontano abitato dagli Esseni. Gesù sarebbe vissuto nascosto tra gli Esseni fino all'età di 30 anni e ne avrebbe abbracciato la loro religione.
Gli Esseni furono un gruppo ebraico di incerta origine, nato forse attorno alla metà del II secolo a.C. e organizzato in comunità monastiche. Erano comunità isolate e conducevano una vita eremitica o cenobitica. Sulla sponda nord-ovest del Mar Morto, fra il II secolo a.C. e il 68 d.C. (anno della conquista ad opera della decima legione di Vespasiano) sorse e si sviluppò un insediamento monastico abitato da una setta ebraica che seguiva una dottrina di ascetismo e purezza, per molti aspetti simile a quella dei primi cristiani.
Una delle ragioni che porta a identificare gli abitanti di Qumran con gli esseni è che le credenze e gli usi di questi, descritti dalle fonti antiche (Giuseppe Flavio, Plinio, Filone e altri), coincidono ampiamente con quelli che si riscontrano nei manoscritti del Mar Morto. Il contenuto dei testi propri della comunità è molto più affine al modo di pensare e di agire degli esseni1 che non a quanto le fonti dicono le credenze dei farisei e dei sadducei o di altri.
Il testo più importante per questo confronto è la Regola della Comunità, altrimenti detto Manuale di Disciplina, uno dei primi manoscritti ad essere conosciuti e anche uno dei più conservati, essa descrive il processo di iniziazione e il cerimoniale richiesto per l'ammissione dei nuovi membri, alcune concezioni fondamentali dei gruppo di Qumrán, e le regole che disciplinavano la vita quotidiana e le assemblee comunitarie. Essa è senz'altro la fonte più preziosa per l'identificazione del gruppo.
La riscoperta e lo studio di questa comunità si devono al ritrovamento occasionale nel 1947 di numerosi rotoli manoscritti (si parla di circa ottocento tra rotoli e parti di rotolo) su cui sono riprodotti i testi della Bibbia, contenuti in anfore accuratamente sigillate ed avvolti singolarmente in bende di lino: segno evidente che ci si era preoccupati della loro conservazione. I sette rotoli più importanti, di cuoio, sono ora conservati presso l'Altare del Libro, a Gerusalemme.
Il materiale rinvenuto in molte grotte, invece, rivelatosi comunque - per quanto frammentario - di indicibile importanza, non era stato trattato con uguale accuratezza. È da presumere a causa del verificarsi di un evento improvviso che costrinse gli Esseni ad abbandonare in tutta fretta la zona, quasi certamente all'epoca della rivolta giudaica del 66 d.C.
Non è da escludere che per molti la fuga improvvisa potesse avere come destinazione la non lontana fortezza di Masada nella quale gli Zeloti organizzarono la resistenza a quella che fu poi la definitiva conquista romana.
I manoscritti sono redatti in antico ebraico, in greco ed in aramaico2 e sono circa 1000 anni più antichi dei più antichi esemplari in lingua ebraica dell'Antico Testamento noti fino al 1947. Essi contengono tutti i testi della Bibbia (tranne il libro di Ester), i libri deuterocanonici, alcuni testi apocrifi dell'Antico Testamento e documenti con le regole e la dottrina della comunità essena.
Il confronto comparativo di questi testi più antichi di molti secoli con il testo masoretico (testo ebraico tradizionale della Bibbia) ha messo in luce versioni praticamente identiche - tranne che per alcuni dettagli mai però riguardanti il senso - e dimostra con tutta evidenza con quanta cura gli scribi ebrei abbiano curato la "tradizione" del testo nel corso del tempo.
Esiste tuttavia una serie di brani che presenta una maggiore concordanza con la traduzione greca detta dei LXX (iniziata a partire dal III secolo a.C.3 per rendere più accessibile la legge di Mosè agli ebrei residenti in tutte le nazioni di cultura ellenistica); il che comprova una ulteriore fedeltà alle fonti, in quanto i traduttori della LXX non hanno inventato le loro varianti, ma hanno tradotto un testo ebraico diverso da quello masoretico.
Giuseppe Flavio e altri scrittori antichi ci hanno tramandato quanto pensavano gli esseni su diversi argomenti, parte dei quali si ritrova nei manoscritti qumranici. Due, fra molti, a titolo di esempio.
1. Determinismo - Un punto su cui le descrizioni degli esseni e della Regola della comunità e altri testi qumranici mostrano una sorprendente coincidenza è la dottrina del destino o predeterminismo. Giuseppe scrive che i tre partiti giudaici hanno differenti opinioni su questo punto.
Quanto ai farisei, essi dicono che alcuni eventi sono opera del destino, ma non tutti; per altri eventi, dipende da noi se essi si realizzeranno o meno. La setta degli esseni, però, ritiene che il destino sia il signore di tutte le cose, e che nulla può accadere all'uomo che non sia conforme al suo decreto. I sadducei, invece, non ammettono il destino, ritenendo che esso non esista e che le azioni umane non siano compiute in conformità al suo decreto, ma che tutte le cose sono in nostro potere, per cui noi stessi siamo responsabili del nostro bene, mentre le disgrazie che ci capitano sono frutto della nostra stoltezza (Antichità 13, 171-173).
La terza e la quarta colonna della Regola della comunità elaborano una complessa teologia della predestinazione applicata alla storia e al comportamento umani, la quale richiama immediatamente alla mente del lettore le parole di Giuseppe: "Dal Dio sapientissimo procede tutto ciò che è e sarà: prima che essi siano egli stabilisce tutto il loro piano, ed allorché esistono compiono le loro azioni in base a quanto è stato per essi determinato conformemente al piano della sua gloria, senza alcun mutamento (III, 15-16)" e, poco oltre:
"Dall'angelo della tenebra (derivano) le aberrazioni di tutti i figli della giustizia, tutti i loro peccati, le loro iniquità, la loro colpa e lo loro azioni perverse sono l'effetto del suo impero in conformità ai misteri di Dio (III, 21-23)".
Altri manoscritti: il Rotolo degli Inni e la Regola della Guerra, esprimono la stessa concezione, del tutto agli antipodi con la posizione dei sadducei e distante dal modo di pensare dei farisei.
2. L'aldilà - Un secondo tema teologico su cui i manoscritti e le descrizioni antiche degli esseni possono essere messi utilmente a confronto riguarda l'aldilà. Cosa capita ad una persona quando è giunta al termine della sua vita terrena? Su questo punto l'Antico Testamento dice poco. Soltanto verso la fine dell'epoca veterotestamentaria compare qualche accenno alla risurrezione individuale (cf. Dn 12, 2). Anche questo è un punto su cui, al dire di Giuseppe, i tre partiti giudaici differivano. I farisei credevano che i morti sarebbero risorti, mentre i sadducei lo negavano.
Quanto agli esseni:
È salda la credenza che mentre i corpi sono corruttibili, e che non durano gli elementi di cui sono composti, invece le anime immortali vivono in eterno e, venendo giù dall'etere più leggero, restano impigliate nei corpi come dentro carceri quasi attratte da una sorta di incantesimo naturale, ma quando siano sciolte dai vincoli della carne, come liberate da una lunga schiavitù, allora sono felici e volano verso l'alto. Con una concezione simile a quella dei figli dei greci, essi ritengono che alle anime buone è riservato di vivere al di là dell'oceano... (Guerra giudaica 2, 154-155).
In questa descrizione vanno notate alcune caratteristiche particolari, tra cui ad esempio il fatto che gli esseni, altrove rappresentati come contrari agli insegnamenti pagani, sono paragonati ai greci e persino si avvicinano a correnti posteriori che condannavano il corpo, come gli gnostici. Giuseppe, inoltre, altrove attribuisce le stesse concezioni ai farisei che, secondo altri testi, credevano che vi sarebbe stata una risurrezione dei morti.
Le antiche fonti sulla teologia essena non sono dunque concordi nel presentare il destino del corpo dopo la morte. Mentre Giuseppe afferma che essi credevano nell'immortalità dell'anima e nella dissoluzione del corpo, Ippolito di Roma (presbitero e forse vescovo), riguardo alla loro fede nel destino del corpo, scrive:
La dottrina della resurrezione trova anche dei sostenitori presso di loro, in quanto essi affermano che la carne risorgerà e sarà immortale, allo stesso modo in cui l'anima è già incorruttibile (Confutazione di tutte le eresie 9, 27)
Un altro dei testi qumranici, il Libro dei Giubilei così si esprime:
Allora il Signore salverà i suoi servi. Essi risorgeranno e vedranno una grande pace. Egli caccerà i loro nemici. I giusti vedranno e loderanno e saranno beati per sempre. Vedranno tutte le punizioni e le maledizioni sui loro nemici. Le loro ossa riposeranno nella terra e i loro spiriti accresceranno la loro felicità. Essi sapranno che il Signore è colui che esegue il giudizio ma mostra clemenza a centinaia e migliaia e a tutti coloro che lo amano (23, 30-3 1).
L’autore accenna alla risurrezione dei servi di Dio ma anche al fatto che le loro ossa riposano nella terra, mentre i loro spiriti sono felici.
Più di dieci anni fa è stata pubblicata la traduzione francese di una frase sulla risurrezione dei morti, tratta da un testo inedito di Qumran. Quest'ultimo però è stato pubblicato di recente e può confermare che almeno un autore di Qumran credeva che i corpi alla fine sarebbero risuscitati. Il testo (4Q521) parla del messia e poco oltre tratta di ciò che il Signore farà: " ... egli allora sanerà i feriti, e farà vivere i morti" (riga 12). Il verbo "farà vivere" non necessariamente va inteso nel senso di una risurrezione, ma forse questa è l'interpretazione richiesta dal contesto.
Sulla base di 4Q521 è allora probabile che Ippolito avesse ragione su questo assioma della teologia essena e che Giuseppe esponga un'interpretazione della loro credenza che è una deduzione, aberrante ma comprensibile, tratta da alcune espressioni dei testi. È anche possibile che il modo di esprimersi di Giuseppe non neghi la fede degli esseni in una risurrezione fisica.
I testi rinvenuti nelle grotte di Qumran hanno accresciuto in modo imprevedibile le nostre conoscenze sull'ebraismo al tempo di Gesù e, particolarmente, all'epoca immediatamente anteriore e posteriore, sulla base di testimonianze originali autentiche che ci erano del tutto sconosciute.
Un accenno particolare a questo riguardo merita il Corpus degli Inni dei Salmi e delle preghiere Infatti Qumran non ci dimostra soltanto l'esistenza di una "Setta", ma con questi scritti ci offre un panorama dell'ebraismo del tempo, tanto da poterci far concludere che la pietà religiosa giudaica di quel periodo è il fondamento su cui è attecchito il Cristianesimo.
L'eredità più evidente è la concezione della Comunità che loda Dio insieme agli Angeli e agli Arcangeli: basta pensare alla proclamazione del Sanctus: "Santo Santo Santo", durante la celebrazione eucaristica della liturgia cattolica, da parte della comunità radunata con tutti gli angeli davanti al trono di Dio, raccolta in una lode espressa collettivamente.
L'importanza di questi testi è una realtà che non può lasciarci indifferenti perché Gesù e i suoi primi discepoli sono cresciuti in essi; anche dalle lettere di Paolo emana il loro spirito. Quanto ad una diretta concreta conoscenza della comunità essena da parte di Gesù, non esiste nulla di storicamente certo. Di certo c'è l'humus religioso e culturale, meglio conosciuto attraverso gli scritti qumranici, presente nel tempo e nel luogo della vita storica di Gesù.
I testi delle preghiere e dei canti rivelano la prosecuzione vivente della lingua dei Salmi, dimostrando in tal modo che la lingua e il patrimonio spirituale sono stati sviluppati ed erano ancora vivi. Si tratta di preghiere collegate alla nostra storia. Almeno fino alla separazione del cristianesimo dall'ebraismo al termine dl 1° secolo dopo Cristo (e forse ancora molto dopo) la storia dell'ebraismo è anche la nostra storia, una parte della nostra identità.
Quanto questi testi siano vicini al canone, oltre che dal ritrovamento di testi cosiddetti "canonici" in quanto entrati a far parte sia del "canone" ebraico che di quello cristiano5, è dimostrato chiaramente dal fatto che tra essi è stata rinvenuta la versione originale ebraica dei Salmi 151, 154 e 155, che nella Chiesa Siriaca costituiscono gli ultimi cinque Salmi, fino ad ora conosciuti soltanto dal testo siriaco.
La panoramica tracciata è ben lontana dall'esaurire quanto si può dire sulle somiglianze e sulle differenze tra gli abitanti di Qumran ed i cristiani delle origini. Estremamente rimarchevole è riconoscere quanto profonde siano le radici del Cristianesimo primitivo sul suolo che le ha nutrite.
C'è un elemento di distinzione nell'itinerario che conduce all'epoca escatologica, perché i Cristiani hanno riconosciuto nel Gesù storico, figlio di una donna e di un artigiano di Nazaret, il Figlio di Dio, il Messia che ha insegnato, guarito, sofferto, è morto ed è risorto. Asceso al cielo, ha promesso che tornerà nella gloria per risuscitare i vivi e i morti e suo regno non avrà fine.
Immagini:
Appendice della Regola (110-70 a.C.) Conservata a Gerusalemme presso "L'Altare del Libro".
"Gesù e l'Ordine degli Esseni". È un libro che mancava nell’immensa bibliografìa dedicata all’argomento, perché, come comprenderete voi stessi dopo la lettura, vi metterà di fronte ad una straordinaria Verità. Questo libro vi fornirà delle inedite e sorprendenti conoscenze che vi permetteranno di andare alle radici dell’enigma di questo misterioso popolo.
"Così Curavano" – Dagli egizi agli esseni: comprendere e praticare.
Altro libro (manca l'immagine): "L’insegnamento di Gesù l’Esseno" Edizioni Alvorada. Scopriamo qui Gesù completamente diverso da quello dell’immagine religiosa: un uomo semplice ma erudito, un maestro spirituale accessibile e gioioso, un grande viaggiatore, depositario dell’alta saggezza di quel tempo.





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