20 giugno 2017

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook nel gruppo: TELOINFORMO.: Quando gli immigrati eravamo noi italiani.

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Quando gli immigrati eravamo noi italiani.


Quando nei primi anni del ‘900 noi italiani non eravamo ancora famosi per il “made in Italy” ma eravamo famosi per la puzza, i furti e la ricerca di lavoro fuori dai nostri confini.
La emigrazione degli italiani nel mondo è la grande epopea a cui dobbiamo, in ultima analisi, anche il nostro attuale benessere, ma essa rimane quasi sempre non adeguatamente conosciuta per mancanza di interesse delle parti politiche.
Il massiccio esodo dal sud Italia verso gli Stati Uniti, negli anni 50 e prima ancora, è finito nel dimenticatoio, se non addirittura rimosso.
Molti tra i bisnonni di noi meridionali, ma non soltanto meridionali, andarono a lavorare in America, Argentina, Australia e più recentemente in Svizzera, Germania ed Inghilterra.
In America giunsero con lente navi a vela o a vapore e con viaggi che duravano diverse settimane.
Appena sbarcati, venivano avviati ai luoghi di quarantena per essere liberati da zecche e pulci, ma questo, oggi lo sanno in pochi. In seguito venivano impiegati come bassa manovalanza, senza venire sfruttati, ma gli veniva corrisposta la paga sindacale, che mandavano in Italia ai loro famigliari e che nella maggior parte dei casi gli serviva a costruire la casa, oltre che a sfamare la famiglia.
Nessuno di loro affogò in mare, ne divenne preda di caporali o oziava: lavoravano in silenzio, per bisogno e per sfuggire alla fame nera che c'era allora in Italia.
Diversi tra loro si integrarono, gli abitanti di Little Italy a New York non arrivarono da Marte, altri ritornarono in Italia dopo qualche anno; altri ancora, che rimasero lì per diversi anni prima di ritornate, continuarono in Italia a ricevere una piccola pensione dagli Stati Uniti, fino alla loro morte.
Come faccio a saperlo? I miei due nonni, materno e paterno, trisavoli dei miei figli e nipoti, furono emigranti in America e mi raccontarono la loro epopea. Tornati che furono in Italia, con i dollari guadagnati in America si costruirono entrambi la casa.
Non è possibile fare un paragone tra la situazione di allora e quella attuale che riguarda i migranti, ma la memoria non è acqua ed alcuni fatti del nostro recente passato non andrebbero dimenticati.
Il successivo testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.
<< “Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane.
Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro.
I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”
“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare.
Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario.
Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia.
Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”. >>
Volendo, in questo testo, è possibile notare non poche analogie con le parole di politici italiani ascoltate di questi tempi in TV. Quei politici infelici hanno la memoria corta oppure fingono di essere smemorati: non dicono nulla di quando gli immigrati eravamo noi italiani.





16 giugno 2017

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Calcio

Il calcio? Non saprei,  non mi piace che chi lavora con i piedi debba acchiappare una montagna di soldi: da ragione a parlamentari e politici.


29 maggio 2017

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Dove sta andando il mondo?



A partire dal primo decennio, dopo la fine della seconda guerra mondiale, le prospettive per il futuro apparivano molto promettenti per tutti.

Passato lo shock della guerra, che aveva falcidiato la popolazione mondiale peggio ancora delle vecchie terribili pandemie, una sorta di fregola di riscatto, dagli orrori e dalla miseria conseguenti alla guerra, aveva pervaso le popolazioni del pianeta, per lo più occidentali.

Nello stesso periodo nel quale le piccole radioline giapponesi a batteria, avevano sostituito gli ingombranti ricevitori a valvole a corrente elettrica ed avevano invaso il mondo, quando, per ironia della sorte, il Giappone eveva perduto la guerra e conosciuto, unico Stato al mondo, le devastazioni prodotte delle bombe atomiche americane; la situazione generale si presentava così:

le imprese edilizie e le catene di montaggio negli stabilimenti industriali lavoravano a pieno ritmo e la richiesta di manodopera era altissima. Chiunque conseguiva un diploma di scuola media superiore, aveva il lavoro assicurato e la laurea, spalancava le porte verso lavori molto ben remunerati e verso qualsiasi posizione di comando. Anche in Italia, i sindacati si erano resi conto della loro potenzialità di contrattazione ed i diritti e le retribuzioni dei lavoratori erano in costante crescita. Gli elettrodomestici, il consumismo dell'usa e getta e la motorizzazione di massa erano alla porte, ed i giovani occidentali, e non soltanto loro, guardavano al futuro con fiducia.

Oggi invece la guerra è diffusa ovunque a macchia di leopardo, quella totale non è più praticabile perchè impiegherebbe le armi atomiche, che distruggerebbero l'umanità intera. L'edilizia è alla paralisi ed i robot hanno sostituito gran parte della manodopera industriale, mentre la disoccupazione è in costante crescita. Diplomi e lauree non garantiscono più di poter trovare lavoro, ne in Italia e, ormai, neppure all'estero. I diritti dei lavoratori sono in picchiata, anche per la enorme offerta di manodopera a bassissimo costo. L'inquinamento di aria, terra ed acque, dovuto agli scarichi industriali ed al numero spropositato di automobili in circolazione, stanno  modificando in peggio il clima planetario e quindi l'ambiente di vita, distruggendolo progressivamente. Il cibo, per la crescita esponenziale della popolazione mondiale, è divenuto dannoso per la salute, per la enorme richiesta e la necessità di produrlo con metodologie intensive e su larghissima scala, senza stare troppo a guardare la qualità; mentre i controlli appaiono sempre meno efficaci e più difficilmente praticabili, anche a causa della libera circolazione delle merci dovuta alla globalizzazione.

La sicurezza, che caratterizzava il tran tran di vita quotidiana in occidente, sta vacillando a causa di un fenomeno che appare inarrestabile: il terrorismo di matrice religiosa islamica! Nessun luogo al mondo appare ormai sicuro ed al riparo da attentati terroristici messi in atto da invasati che si imbottiscono di esplosivo facendosi saltare in aria e producendo atroci stragi di civili innocenti.

Un nuovo fenomeno è comparso da tempo: la migrazione! Intere popolazioni, da sempre e come accade anche adesso, sfruttate ed impoverite dagli occidentali, spinte da fame, malattie e guerre, si stanno riversando al di fuori dei loro territori, fino ad ora pacificamente, attraversando i confini degli Stati ricchi del pianeta, che non riescono più ad arginare il fenomeno. I migranti, spinti dalla necessità e dalla disperazione, sanno bene a quali pericoli di morte vanno incontro, ma non hanno scelta e debbono tentare comunque di raggiungere la loro meta, che spesso si rivela un miraggio. Queste migrazioni di massa stanno di fatto cambiando lo scenario politico ed economico del pianeta. Gli Stati interessati dall'invasione migratoria, tentano di difendersi trincerandosi, ma la Storia insegna, senza timore di essere smentita, che qualunque trinceramento ha finito sempre per capitolare.

Lo stato sociale tende progressivamente ad azzerarsi, accade per le aumentate aspettative di vita dovute al progresso medico e la popolazione tende quindi ad essere sempre più vecchia. Concorre anche la mancanza di lavoro ed il diminuito numero di occupati che pagano tasse ad azzerare il Welfare, che da esse viene sostenuto: dalle tasse.

Oggi i giovani occidentali guardano al loro futuro senza tanta speranza, mentre quelli dei paesi poveri, non avendo più nulla da perdere, tentano di riprendersi il diritto alla vita.

Quello che potrebbe accadere in futuro è molto difficile da prevedere, appare più facile azzeccare il 5+1 al superenalotto. 

27 maggio 2017

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Da tempo gira in rete questo video, recentemente ho ricevuto vari inviti, da amici su facebook, a visionarlo: l'ho fatto e di seguito scrivo cosa penso.

Sembrerebbe una buona iniziativa ma .... siamo già schiavi del sistema; non siamo più noi a dettare le regole ma chi ci governa e promulga le leggi, anche se siamo noi ad eleggere chi lo sta già facendo e chi lo farà, ma non sempre accade che siamo noi ad eleggere: il "sistema", spesso, è già autoreferenziale.

Il punto non è più chi eleggere, scegliere non serve a nulla. Quasi tutti fanno politica per fini personali, oppure smarriscono le buone intenzioni iniziali lungo il percorso che li porta nella posizione di decidere al posto nostro.

Il "sistema democratico", attuato nei Paesi che si definiscono democratici, è divenuto farlocco. L'unica soluzione sarebbe cambiarlo.

Promuovere leggi  dovrebbe partire UNICAMENTE da referendum popolari propositivi con sbarramento significativo e passati secondo maggioranza, ma questo è impossibile e per due motivi. Primo: andrebbe cambiata la costituzione e questo penso che non avverrà mai. Secondo: il Parlamento che dovrebbe trasformare in leggi le proposte popolari le snaturerebbe di sicuro durante l'iter parlamentare.

Una soluzione alternativa sarebbe far diventare legge la proposta popolare passata a maggioranza, ma anche questo risulterebbe problematico: scrivere una legge non soggetta ad interpretazione e da proporre nel referendum popolare, chi dovrebbe farlo?
Si finisce sempre per dipendere da qualcuno, qualcuno come noi: interessato, ipocrita se non addirittura falso.

Per capire come ragioniamo (male), è emblematico il comportamento di una mia amica: esige la ricevuta fiscale o lo scontrino, sempre, da chiunque e per qualunque spesa oppure acquisto, salvo poi utilizzare la "parrucchiera in casa" per risparmiare. Come lei siamo un po' tutti noi, le eccezioni non riusciranno MAI a cambiare l'andazzo generale ed il motivo è semplice: sono e saranno sempre minoranza.

In tutta onestà occorre ammettere che nessuno di noi è perfetto: non possiamo pretendere che lo sia chi ci governa o approva leggi.

26 maggio 2017

Teatro Massimo di Palermo.

Il Teatro Massimo di Palermo è maggiormente imponente rispetto al poco distante Teatro Politeama.

Il teatro massimo Vittorio Emanuele di Palermo è il più grande edificio teatrale lirico d'Italia, e uno dei più grandi d'Europa, terzo per ordine di grandezza architettonica dopo l'Opéra National di Parigi e la Staatsoper di Vienna. Ambienti di rappresentanza, sale, gallerie e scale monumentali circondano il teatro vero e proprio, formando un complesso architettonico di grandiose proporzioni  (oltre 7.700 metri quadrati e 1358 posti).

La sua acustica è perfetta. Nella rotonda del mezzogiorno o sala pompeiana, la sala riservata in origine ai soli uomini, si può constatare un effetto di risonanza particolarissimo, appositamente ottenuto dall'architetto Basile tramite una leggera asimmetria della sala, tale per cui chi si trova al centro esatto della sala ha la percezione di udire la propria voce amplificata a dismisura.

Un sofisticato sistema di apertura meccanica delle finestrelle laterali garantisce la frescura all'interno anche d'estate.

Posto al centro del secondo ordine di palchi, il palco reale è dotato di 27 posti e di un foyer privato detto Salone del Sovrano, interamente rivestito in mogano e arredato con divani e poltrone di broccato rosso. Al centro, un lampadario di Murano e alle pareti, 9 specchi. Sulle porte d’ingresso e sul capitello è ben presente lo stemma sabaudo – una croce bianca su campo rosso. La progettazione del Palco reale si attribuisce ad Ernesto Basile.
Per ironia della sorte, le poltrone del palco reale non ebbero mai l'onore di poter accogliere deretani reali; ad esse furono sempre preferite quelle di altri teatri, ad esempio quelle dei teatri viennesi.









23 maggio 2017

Blog di Andrea Arena. Benvenuto/a. Seguirmi su Facebook nel gruppo: TELOINFORMO.: Pubblicato il 23 maggio 2017 sulla pagina Facebook del gruppo TELOINFORMO

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<< 2 giorni fa a Palermo è stato ucciso il capomafia Dainotti a due passi da casa mia.

Subito dopo l'omicidio, avvenuto di mattina mentre i bambini venivano accompagnati dalle mamme alla vicina scuola, la strada è stata invasa da decine di poliziotti, carabinieri ed altre forze dell'ordine, esattamente come se fosse stato ucciso un magistrato; si continua a dare troppa visibilità e troppa considerazione alla mafia.

Il boss Dainotti era uscito dal carcere tre anni fa, gli era stato condonato parte dell'ergastolo per aver sparato alla nuca al capitano dei carabinieri di Monreale.

C'è la indiscutibile volontà politica di approvare leggi funzionali alla mafia, oltre alla chiara e deliberata volontà di rimettere in libertà ergastolani da parte della magistratura: negarlo non cambia i fatti, anche se pochissimi, come me, hanno il coraggio di scriverlo.

A causa del nefasto buonismo e garantismo nei confronti dei peggiori delinquenti, le mafie si sono infiltrate in tutti gli organismi statali, ovviamente perchè eletti politicamente, o trovando le porte aperte per l'accesso alla magistratura.

Anche se a molti risulta incomprensibile, c'è la chiarissima volontà di non voler impedire alla mafia di prosperare.

E' stato detto che quando lo Stato non può o non vuole vincere la mafia, finisce per accordarsi con essa. Questo si evince chiaramente da due casi emblematici: il caso Andreotti, che a Palermo, in visita ufficiale, si incontrava segretamente con Totò Riina, il capo dei capi mafiosi, ed il giudice di Cassazione Carnevale, che per molti anni annullava regolarmente tutti i processi di mafia che finivano nelle sue mani.

Da oggi maniche rimboccate e pronti a riprenderci quello che ci spetta. Riprendiamoci con forza la dignità e la sovranità che spetta al popolo italiano e non AD UNA PARTE di questa massa di politicanti e magistrati da strapazzo che non meritano di rappresentare la parte maggiore di un popolo meraviglioso come il nostro. >>


10 maggio 2017

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Usi e costumi: ZAMMU'


Acqua e zammù (anice)

La bevanda più antica e più caratteristica di Palermo è certamente l’acqua e zammù che si fà risalire addirittura alla dominazione araba.

Quando il caldo diventa opprimente, si ha voglia di qualcosa che dia un pò di refrigerio, qualcosa che disseti e plachi l’arsura della gola. In questo i palermitani sono maestri, sanno infatti come soddisfare questo tipo di esigenza e non a caso usano una bevanda davvero “unica”. Qualche goccia di zammù in un bicchiere di acqua fresca e come per magia una nuvola bianca si crea sulla sua superficie, sprigionando un intenso odore di anice, appagando prima ancora del palato, vista e olfatto, insomma un bicchiere d’acqua che si beve anche con i sensi!

Ma cos’è lo zammù? Per chi non è palermitano questa può sembrare una parola astrusa, in realtà deriva da sambuco, chiamato “zambuco”, da qui zambù e zammù.

All’origine era praticamente un distillato di semi e fiori di sambuco, importato dagli arabi in Sicilia e presto diffusosi in ogni casa contadina, dove veniva usato per disinfettare l’acqua dei pozzi e delle cisterne, uso praticato regolarmente grazie al fatto che questa pianta era di facile coltivazione.

In seguito col termine zammù vennero indicate varie piante con proprietà simili per l’intensità dell’aroma e per la caratteristica dei frutti e dei semi che possono essere pestati una volta essiccati, fra queste piante troviamo l’anice verde, l’anice pepato e, soprattutto, l’anice stellato.

L’anice è una spezie fra le più antiche e usate in cucina, ne facevano uso i Greci, gli Egizi e i Romani, per condire le carni o preparare biscotti digestivi. Diffusosi in tutto il bacino mediterraneo fu introdotto nell’alimentazione di molti popoli europei.

A Palermo questa caratteristica bevanda era “portata in giro” per la città dall’acquavitaro, un venditore ambulante di acqua, che era armato di uno sgabello di legno dove erano legati con un cordoncino di rame dei bicchieri in vetro e dei piattini in rame per accompagnare i bicchieri, la cantimplora invece era in terracotta per mantenere al suo interno l’acqua fresca.
In seguito la cantimplora (anche cantrampola, nella foto) fu prodotta in vetro: una sorta di brocca con una ampolla interna che comunicava con l'esterno e che veniva riempita con del ghiaccio a pezzetti, per mantenere o far diventare freddo il liquido contenuto all'interno e che si poggiava anche sulla tavola imbandita.

L’acquavitaro faceva affari soprattutto nei giorni di festa, girando per le strade affollate, abbanniando (gridando) fra la gente che si godeva il passio (passeggiata) alla “Marina” o al “Cassaro”. “Acqua cu zammù, che bedda fridda!” poi brocca alla mano, con gesto veloce disinfettava il bordo del bicchiere, strisciandovi sopra mezzo limone, e vi faceva scendere una piccola quantità di zammù, ed ecco che l’assetato di turno era servito, per pochissimi centesimi.

Nel 1860 qualche acquavitaro, stanco di girovagare, decise di sistemarsi in qualche angolo di piazza con il suo deschetto, preferendo rimanere stabile in un luogo fisso. Dal deschetto al chiosco il passo fu breve, in un primo momento furono costituiti da strutture precarie, sostituite in seguito da strutture in muratura, per arrivare a realizzarne alcuni in stile liberty, seguendo alcuni decenni più tardi, la moda del momento dettata dal conosciutissimo architetto palermitano Ernesto Basile, e che ancora oggi troviamo per le strade della città di Palermo.

Una delle famiglie di acquavitari che a Palermo da sempre hanno perpetrato questo mestiere, è la famiglia Tutone, che da sei generazioni ha custodito il segreto della formula dell’anice per acqua creata nel 1813 utilizzando l’aneto venduto in farmacia, cioè l’olio essenziale ricavato dall’anice stellato, rinnovando la produzione di quello zammù usato tanti secoli prima, utilizzando il nome Anice Unico proprio per distinguerlo dall’altro.

Proprietari di un chiosco situato all’ombra della statua del Vecchio Palermo, in piazza Fieravecchia,( oggi piazza Rivoluzione) accanto a una tabaccheria di loro proprietà e, essendo ubicato vicino al teatro Santa Cecilia, il teatro più importante della città fino al 1892, era punto di ritrovo anche per l’aristocrazia palermitana, era usuale infatti fino ai primi del 900 vedere anche eleganti signore che per dissetarsi con acqua e anice, facevano fermare le loro carrozze di fronte al chiosco.
Oggi dopo più di due secoli, l’acqua e zammù continua ad essere la bevanda dissetante per eccellenza, in tante case palermitane la bella bottiglietta di anice fa bella mostra di se dentro la credenza, se ne fa vari usi, come correggere il caffè, profumare la macedonia di frutta, preparare biscotti o gustose granite.

E dopo aver tanto parlato di anice, non è venuta anche a voi la voglia di provare quest’inconfondibile gusto di freschezza dell'anice?

Altra bevanda estiva, tipica e dissentante, è la spremuta di limone con acqua ed un pizzico di sale (il sale reintegra quello perduto con la sudorazione). La si prepara ancora negli ultimi ed ancor rari chioschetti che resistono alla modernità, alla quale si è concesso l'uso di acqua frizzante al posto di quella naturale. Gli stessi chioschetti che in qualche quartiere cittadino di Palermo, servono ancora acqua e zammù ai passanti.






Palermitano adottivo ma messinese di nascita, posso confermare che anche oggi a Messina, nella centralissima Piazza Cairoli, nell'ultimo chioschetto rimasto, viene servita la rinomata e dissetante limonata al sale, con acqua liscia oppure gassata.

8 maggio 2017

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Aspetto e sostanza (misteriosa) delle matrici comuni






(disserazione filosofica, ma non troppo, sulla presunzione umana)
Per quanto la matematica possa essere una scienza esatta, il rango della matrice, nei sitemi lineari omogenei, non sempre è determinato, esso infatti potrebbe avere, nella peggiore delle ipotesi, infinite soluzioni. Non tutto ciò che attiene all'universo può essere rappresentato mediante formule matematiche.
I sistemi lineari sono una classe particolare, ma molto importante, di sistemi dinamici. Come tali essi sono caratterizzati da variabili di ingresso, stato e uscita, il tempo, può essere un intero (sistema a tempo discreto) o un reale (sistema a tempo continuo).
In matematica, un sistema di equazioni lineari, anche detto sistema lineare, è un sistema di equazioni lineari che devono essere verificate tutte contemporaneamente.
La "teoria del tutto", detta anche M teoria, dovrebbe (in teoria) condurre ad una unica espressione matematica complessa, o da essa venire rappresentata; fatto, che per quanto è stato scritto prima sui sistemi lineari: "un sistema di equazioni che devono essere verificate tutte contemporaneamente", appare improbabile o del tutto impossibile.
Avendo attentamente osservato tutto ciò che ci circonda e che si manifesta percepibile e percepito dai nostri sensi, non si poteva non notare la corrispondenza, di tutto ciò che appare, ad una unica, quanto misteriosa, matrice comune: disposizione spaziale dell'atomo (modello di Rutherford) e della rappresentazione grafica del Sistema Solare; delle cellule neuronali e degli ammassi galattici; delle nubi di polveri interstellari e delle nuvole atmosferiche, ecc. ecc. Pensare di rappresentare "il tutto" mediante una formula matematica, che racchiuda in se la logica universale, appare impresa alquanto ardua se non impossibile. Anche perchè, la logica universale appare improntata sulla: "continua trasformazione".
Il fatto poi che la "finestra", dalla quale l'uomo osseva l'universo, sia soltanto un piccolo spiraglio aperto su tutto ciò che esiste e che l'uomo non riesce ancora vedere, o del quale osserva unicamente una piccola parte, fa apparire la ricerca scientifica, della fantomatica M teoria come: so tutto, capisco tutto, riuscirò a spiegare tutto.


6 maggio 2017

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FORMA MENTIS



FORMA MENTIS: modo di pensare; struttura mentale propria di un individuo.

Si usa la locuzione latina forma mentis (forma/idea/impostazione della mente), quando ci si riferisce allo specifico modo di pensare ed agire o anche ad un'abitudine, di una persona o di una collettività, soprattutto se questo è condizionato, o ritenuto condizionato da una educazione con un ben preciso orientamento tematico e pragmatico.

Qualunque sia la tematica dei pensieri umani, essi si formano in base alla struttura mentale, totalmente condizionata dall'ambiente: l'universo, nel quale l'uomo vive e del quale è parte, seppure minima, senza alcuna possibilità di potersene sottrarre.

Noi uomini siamo simili ad una automobile: fatta per circolare sulle strade, essa non ha alcuna possibilità di comportarsi diversamente, ad esempio volando.

Parimenti, un soggetto che aspetta l'autobus alla fermata, non ha grandi possibilità di scelta; può decidere di salire sull'autobus o di aspettare il successivo se fosse troppo pieno, ma non è minimamente capace di derogare alla logica. Non ci pensa neppure a togliersi una scarpa per scagliarsa contro l'autobus: non sarebbe logico farlo!

E' quindi la logica a condizionare i gesti ed il pensiero umano, ma anche tutto ciò che l'uomo elabora oppure osserva, dalla più svariata oggettistica fino alle conclusioni derivanti dall'osservazione dell'ambiente sconfinato: l'universo.
Tutte le macchine e gli oggetti inventati dall'uomo, sono conseguenti alla logica, mentre l'osservazione dell'universo, lo porta a conclusioni, oppure ad avanzare ipotesi, apparentemente lontane dalla logica, oppure che seguono la logica conseguente ad esperienze limitate all'ambiente terrestre, in questo caso l'uomo si discosta dalla logica obiettiva e spesso incorre in errori. Perchè accade ciò?

Accade a causa della fantasia e della immaginazione, capacità umane necessarie ma spesso fuorvianti dalla realtà.

La fantasia è la facoltà della mente umana di creare immagini, di rappresentarsi cose e fatti corrispondenti o no ad una realtà: le cose inventate con l’immaginazione, non hanno fondamento nella realtà.

L'immaginazione, invece, è la particolare forma di pensiero, che non segue regole fisse né legami logici, ma si presenta come riproduzione ed elaborazione libera del contenuto di un’esperienza sensoriale, legata ad un determinato stato affettivo e, spesso, orientata attorno a un tema fisso; può dar luogo a un’attività di tipo sognante (come nei cosiddetti «sogni a occhi aperti»), oppure a creazioni armoniose con contenuto artistico (i. artistica), o anche, con un meccanismo che si riallaccia all’intuizione, a conclusioni ricche di contenuto, anche pratico; con definizione più generica: è la facoltà di formare le immagini, di elaborarle, svilupparle e anche deformarle, presentandosi in ogni caso come potenza creatrice.

L'uomo quindi è sognatore, usa la fantasia, immagina, deforma la realtà per il bisogno di creare, attività questa che lo allontana dalla forma mentis di derivazione ed impronta universale, ed è forse proprio questo che lo rende unico.


13 aprile 2017

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I FATTI CHE CONTANO E DEI QUALI NON SI PARLA



Sulla nave inglese Britannia, l'Italia è stata svenduta ai banchieri usurai. Indovinate chi c'era a bordo: Beppe Grillo !
Mentana: “Beppe Grillo era a bordo del famoso Britannia nel 1992.” Emma Bonino: “Non so a che titolo fosse lì”.
Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della nave Britannia.
Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Italiano a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano le redini.
Assieme all’attuale leader del M5S erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’ Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.
Mentana era al porto di Civitavecchia con la troupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che lei impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti. La sua risposta è importante, perchè colloca Grillo in una posizione netta rispetto alla politichina che sta tentando di affermare manipolando giovani cervelli.
Anche Emma Bonino ha confermato la presenza a bordo del comico genovese: “Non so a che titolo fosse lì, ma la cosa mi parve abbastanza strana. Oggi tutto è più chiaro”.
In quei giorni vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana».
L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche.
Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie.
Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire.
Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito.
Non ero a conoscenza di questa notizia ma, chissà perchè, non mi stupirebbe. Molti dicono si tratta di una bufala, ma non penso.
Coloro che parteciparono alla riunione sul Brittannia, sono gli stessi responsabili della distruzione dell’Italia in favore della erezione del super-stato europeo continentale, quale Giuliano Amato. Grillo finge di attaccarlo per la sua pensione d’oro di 33 mila euro mensili, assegnatagli come premio per ciò che ha fatto.
Mente la Bonino, afferma che non sapeva “a che titolo” Grillo fosse a bordo del panfilo di sua Maestà britannica. Essi fanno parte del medesimo grande club di traffichini. Non c’è bisogno di fare parte di una setta super-esclusiva o avere fatto sesso con una novenne (come disse una volta Grillo) per comprendere per quale squadra giocano costoro.
Ultimamente gli USA, tramite un misterioso convegno di Google hanno cooptato Giovanotti il quale riaffiorerà al momento opportuno. Scommetteteci.
Ora, Grillo lo impiegano assieme a Farage per fare uscire la Gran Bretagna dalla UE ed entrare la Turchia. Inoltre, per pubblicità del prodotti americani come Twitter (il blog del genovese è un tripudio di #hashtag) e per lanciare le stampanti 3D, dopo che Obama ne aveva parlato ufficialmente in un discorso di questa nuova tecnologia.
Intanto, Renzi sta imponendo l’inglese come lingua di insegnamento nelle università rottamando la lingua italiana. Di fatto, ciò richiederà l’imposizione dell’idioma di Albione negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. In fondo, anche Salvini ha detto una volta che “ci vuole più inglese” nella scuola elementare.
Mentre Benigni in TV, profumatamente pagato coi soldi del canone RAI, declama i versi della Divina Commedia. Be’, piuttosto Dante della Bibbia, ritengono loro.
Pensate ai fessi che votano M5S, accalappiati con le parole d’ordine inutili tipo “onestà”, “rifiuti” e “casta”, oppure "fidatevi di me", come nel recente caso: Marika Cassimati.
E dicci Grillo, come pensi di governarla l'Italia, da dietro le quinte, con gli accordi fatti sul Britannia?
Se questo è il nuovo che avanza, forse era meglio il vecchio.

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Grillo è venuto allo scoperto.






Normalmente commento ma non mi schiero apertamente, ma adesso si è veramente toccato il fondo.
Sono in molti gli italiani ai quali non piacciono le liste bloccate: le liste dei candidati decise dai segretari dei partiti, ma poi i candidati presenti nelle liste verranno liberamente scelti dagli aventi diritto al voto, votandoli.
Ben altra cosa è il fatto di Genova, estremamente grave, e che riguarda Marika Cassimatis, liberamente scelta dagli iscritti al Movimento 5 Stelle mediante il voto sul Web.
Subito dopo essere stata eletta dai 5 S a candidata Sindaco di Genova, Grillo l'ha cacciata dal Movimento con un lapalissiano: "fidatevi di me"! Sostituendola con un altro soggetto da lui scelto autonomamente e fregandosene di tutti.
Non hanno alcuna importanza le giustificazioni addotte per questo gesto estremo: la Cassimatis, subito prima del voto andava bene ed un istante dopo essere stata eletta dai grillini, Grillo l'ha espulsa.
Se questa non è dittatura cos'è, acqua fresca?
Renzi ha trombato Enrico Letta, che però non era stato eletto Premier dagli iscritti al PD, come è accaduto nei 5 S per la Cassimati, semplicemente candidata a Sindaco.
Il fatto di Genova è gravissimo: ATTENZIONE QUINDI A VOTARE 5 S. NEI PARTITI, ANCHE SE FANNO TUTTI PENA, NON E' MAI ACCADUTO NULLA DI SIMILE !!
Il nuovo che avanza ha tutta l'aria di essere una dittatura: Grillo è un despota, altro che garante! 
Non sarà possibile affidare al Movimento 5 Stelle il governo del paese: Pensiamoci !
Vogliamo davvero mettere l'Italia nelle mani di uno così ?

31 marzo 2017

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Marte e la sua acqua.

Ci sono fenomeni osservati che appaiono misteriosi, non conoscendo ancora le cause di un preciso evento, lo indichiamo come: mistero. La scomparsa dell'acqua su Marte, potrebbe non essere più un mistero.
Che fine ha fatto l'acqua di Marte?
La domanda sembra mal posta, quella giusta sarebbe la seguente: cosa ha prodotto la perdita dell'acqua su Marte?
Per trovare la risposta, basterà osservare cosa sta accadendo alla Terra, ai suoi poli ed al suo campo magnetico.
Ogni ciclo solare attivo, che ha durata media di 11 anni, ha momenti in cui i flare, violente eruzioni di materia che liberano enormi quantità di radiazioni e potenti corrente elettriche nello spazio, col passare del tempo sembra che siano più forti.
Quando una tempesta solare si scontra con il campo magnetico terrestre, l'impatto causa una scossa nel campo stesso e lo indebolisce.
E' pur vero che il campo magnetico terrestre ci protegge: ma il campo magnetico terrestre si sta indebolendo e potrebbe cessare di essere una valida protezione: si è indebolito del 15 per cento nel corso degli ultimi 200 anni. Che cosa accadrà se il campo magnetico terrestre, come sembra, continuerà a indebolirsi?
Secondo la geologia tradizionale il campo magnetico terrestre, o magnetosfera, è generato dalla rotazione del nucleo del pianeta, un miscuglio di ferro fuso e solido che crea questo gigantesco campo elettromagnetico che emerge dai poli e si estende a una grande distanza nell'atmosfera, contribuendo alla formazione di uno scudo protettivo che salvaguarda il pianeta dalle radiazioni nocive provenienti dal cosmo e soprattutto dal sole: gli impedisce cioè di riscaldare eccessivamente il nostro pianeta.
Proprio in questi ultimi tempi sembra che i poli terrestri si stiano muovendo assai rapidamente, spostandosi attraverso il Canada settentrionale e l'Antartide alla velocità di 20 o anche 30 chilometri all'anno. Ed è per questo che, nel 2006, gli scienziati hanno concordato nel ritenere, sulla base dei dati satellitari e delle misurazioni terrestri dirette, che ci troviamo attualmente nelle prime fasi di un'inversione magnetica che condurrà a uno spostamento dei poli.
Conseguenze?
Nelle prossime righe, ecco soddisfatta la precedente domanda: Che cosa accadrà se il campo magnetico terrestre, come sembra, continuerà a indebolirsi?
Attualmente si sono già aperte delle fenditure nel campo magnetico terrestre, aree nelle quali si registra un indebolimento fortissimo. La più grande, uno squarcio delle dimensioni di oltre 250.000 chilometri quadrati noto come "Anomalia dell'Atlantico meridionale", si estende sull'oceano fra il Brasile e il Sudafrica. Questo buco, che può benissimo essere il primo di una serie, è, ricordiamolo, una crepa che si spalanca nella corazza che ci ripara dalla radiazione solare e cosmica. Un certo numero di satelliti che hanno attraversato l'Anomalia dell'Atlantico meridionale sono già stati danneggiati dalle radiazioni solari, che ormai regolarmente riescono a penetrare.
Tornando alla domanda iniziale: che fine ha fatto l'acqua di Marte?
La risposta potrebbe essere la seguente: avendo perso in passato Marte la sua magnetosfera, come sta accadendo alla terra, l'acqua si è dispersa nello spazio evaporando, ecco come:
Recenti studi hanno collegato il 'riscaldamento globale' al campo magnetico terrestre, questo suggerisce che il riscaldamento globale è meno collegato alle emissioni di CO2 di quanto non si credesse e che la perdita del campo magnetico produrrebbe un riscaldamento tale da fare evaporare tutta l'acqua del pianeta Terra. La Terra si trasformerebbe in un immenso deserto, esattamente come è oggi Marte, con gli evidentissimi segni lasciati dall'acqua sulla sua superficie.




<< Marte, scoperta della sonda Nasa: trasformato in deserto dai venti solari che lo hanno spazzato. >>

30 marzo 2017

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PRESSIONE ARTERIOSA ALTA.



Valori di pressione arteriosa Sistolica/diastolica

PRESSIONE ARTERIOSA OTTIMALE <115 mmhg="" p="">PRESSIONE ARTERIOSA ACCETTABILE < 130/85
PRE-IPERTENSIONE 130-139 / 85-89 mmHg
IPERTENSIONE DI STADIO 1 140-159 / 90-99 mmHg
IPERTENSIONE DI STADIO 2 >160 / >100 mmHg
Accorpamento degli stadi 2 e 3 (180/110 mm Hg) di ipertensione, perché l'approccio terapeutico è lo stesso.

Pressione alta, l'albume dell'uovo aiuta ad abbassarla?

Uno studio ha identificato un peptide presente nell'albume dell'uovo che ci permetterà di contrastare la pressione alta.
Un uovo potrebbe aiutarci a contrastare la pressione alta, e per l'esattezza, ad avere effetti benefici sulla pressione arteriosa potrebbe essere l'albume dell'uovo. Ebbene si, secondo quanto analizzato dai ricercatori della Clemson University e della Jilin University, il bianco dell'uovo avrebbe in effetti il potere di tenere sotto controllo la pressione al pari di una bassa dose di Captopril, un farmaco impiegato contro la pressione sanguigna alta. Si tratta senza dubbio di una scoperta molto importante, una scoperta che apre le porte a nuovi studi per combattere questo dannoso problema, un problema da tenere sempre sotto controllo.
Secondo quanto emerso da uno studio, presentato in occasione del 245th National Meeting & Exposition of the American Chemical Society (ACS), ed i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista dell'ACS, Journal of Agricultural and Food Chemistry, un peptide contenuto nell'albume dell'uovo avrebbe la capacità di bloccare l'azione di un enzima (l'ACE) coinvolto nell'aumento della pressione sanguigna.
Il peptide impiegato sarebbe "RVPSL", che secondo quanto emerso dalle analisi, non presenterebbe effetti tossici e abbasserebbe effettivamente la pressione sanguigna. "Abbiamo le prove di laboratorio che una sostanza contenuta nel bianco d'uovo (un peptide, uno dei mattoni delle proteine) riduce la pressione sanguigna più o meno quanto una bassa dose di Captopril", avrebbe infatti spiegato uno dei medici coinvolti nella ricerca, il dottor Zhipeng Yu.

Alimenti naturali che favoriscono l'abbassamento della pressione:

Il sale rosa dell'Himalaya, nei casi di eventuale ritenzione idrica. Fatto cento il contenuto di sodio del comune sale da cucina, quello dell'Himalaya ne contiene 60.
Biancospino, aglio, cipolla, banane, lime, Karkadè (infuso di fiori di ibisco).

Fattori di rischio:

Sovrappeso; scarsa attività fisica; disfunzioni renali; eccessiva assunzione di sodio; assunzione di cortisone, anche a basso dosaggio come nei decongestionanti nasali; apnee notturne, anche silenti; fumo; alimentazione squilibrata; stress.

Nei casi di ipertensione arteriosa, evidenziata da auto misurazione, non bisogna mai usare farmaci per auto prescrizione, occorre invece consultare il proprio medico di famiglia.
Per valori maggiori di pressione, rispetto al valore medio in tabella, sarebbe utile segnare il valore misurato mattina e sera e per alcuni giorni consecutivi e riferirlo poi al proprio medico; oppure al cardiologo, se il proprio medico ritenesse necessaria la visita specialistica.

Questo post non è stato redatto da un medico, non ha quindi valore diagnostico o curativo, ma unicamente divulgativo.


24 marzo 2017

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Andrea Arena.


La storia di una vita.

E' nato il 9 Marzo del 1947 in un piccolo villaggio di pescatori: Acqualadroni in provincia di Messina, circa 200 anime, tra di loro si conoscevano tutti. Il villaggio sorge in riva al mare, ad Est si vede la Calabria e l'imboccatura dello Stretto di Messina; a Nord, all'orizzonte, si intravedono appena le montagne di Capo Vaticano; mentre ad Ovest, sempre all'orizzonte ma ben distinguibile, l'isola dalla forma di triangolo equilatero tronco: l'eoliana Stromboli.
Dei suoi primi anni di infanzia felice, ricorda le case del villaggio, che all'epoca sorgevano direttamente sulla sabbia, dietro la case, gli orti erano ricavai su larghi gradoni che si sviluppavano in salita e subito dietro erano le colline che riparavano il villaggio dal vento del Sud: lo scirocco. La prima strada in terra battuta di quel villaggio, fu costruita quando aveva appena 6 anni e negli anni successivi venne poi asfaltata. I due torrenti (oggi asciutti), scorrevano in mezzo a colline poco distanti una dall'altra, delimitando il paesello; in inverno erano spesso in piena e lasciavano il villaggio completamente isolato per diversi giorni. Nel dopo guerra, la ferrovia, il cui percorso si snodava dietro le colline, venne sostituita dai traballanti autobus degli anni 50, che consentivano di raggiungere la città, distante 20 Km. : Messina.
Qundo aveva compiuto da poco 9 anni, il padre, marittimo ed ex pescatore, fece costruire la propria casa al centro del villaggio, sollevata di un paio di metri dal piano stradale, con un bel terrazzo davanti e con a lato un breve corridoio che la separa dell'abitazione adiacente, oggi adibito a parcheggio recintato per due automobili.
All'età di tredici anni, la famiglia del padre, Antonino Arena, si trasferì in città e la vita quotidiana della madre, Giuseppa Donato, divenne di colpo molto più facile. Giuseppa aveva praticamente seguito passo passo la costruzione della propria casa in Acqualadroni, occupandosi lei di tutto, essendo il marito navigante, tornava infatti a casa settimanalmente, ma dalla sera al mattino seguente.
Pur vivendo in città, Andrea trascorreva tutto il periodo estivo nel villaggio dove era nato, continuando a rimanere il reuccio del villaggio. Era maturato molto prima del dovuto, grazie alla conoscenza, in contemporanea ed in senso biblico, di tre ragazze, sin dall'età di 10 anni, compaesane e di diversi anni più grandi. La sua comitiva, l'unica del villaggio, intanto divenuto meta per villeggianti, faceva escursioni quasi quotidiane con colazione al sacco, lungo uno dei due torrenti; oppure lunghe gite in barca fino al vicino Capo Rasocolmo, distante dal villaggio alcuni chilometri e dove la sabbia, partendo dal bagnasciuga, saliva fino a metà altezza delle colline retrostanti. Spesso la sera tardi, la comitiva organizzava balli in spiaggia, sia davanti al villaggio che a distanza, ma anche frequenti cacce al tesoro, che spesso coinvolgevano anche i membri delle famiglie degli appartenenti alla comitiva e non.
Andrea praticava la pesca subacquea in apnea (scendeva fino a circa 15 metri sotto), in più, amava la pesca a traino, praticata dalla barca a motore del padre. Usando le lenze a traino per pescare, con la barca si allontanava parecchio da riva, da solo, avendo così modo di riflettere sulle cose della vita e sui suoi tanti perchè. Molto spesso in estate, praticava di notte, la pesca dei totani, nel corso degli anni ne avrà pescato centinaia di chili. Adora infatti i totani ripieni cotti nel sugo di pomodoro, col quale viene condita la pasta, mentre i totani affettati rappresentano il secondo piatto.
Completati gli studi in Telecomunicazioni, decise di assolvere il servizio obbligatorio della Leva Militare, arruolandosi per tre anni nella Guardia di Finanza di mare, praticamente un anno in più rispetto ai due obbligatori nella Marina Militare. Ha conseguito la specializzazione di elettricista navale, radarista e tecnico Radar e dopo si è congedato, la vita militare non era affatto adatta a lui.
Intanto aveva deciso di acquisire, da esterno, il diploma di Tecnico delle Industrie Meccaniche. Affrontati quindi con successo gli esami di rito del quinquennio, gli esami di Stato lo videro conseguire il diploma con un ottimo voto.
Tornato nella sua Messina, si occupò di infortunistica stradale, come perito e per tre Società Assicurative Nazionali; a quel tempo, il perito di infortunistica stradale ed il liquidatore corrispondevano ad un unico soggetto.
Per un inatteso incontro fortuito con l'ispettore di una Azienda Nazionale, che produceva e vendeva beni di largo consumo ed era in fase di lancio del primo detersivo italiano specifico per lavare piatti, fu immediatamente assunto da questi e, nel corso della sua carriera di venditore per notissime multinazionali, divennero in seguito colleghi di pari grado.
Si trasferì a Palermo per seguire la moglie, Ufficiale Giudiziario assegnata a quella sede. Dopo parecchi anni da venditore, essendosi stancato di girare l'Italia, prendere spesso aerei, dormire in alberghi e mangiare fuori casa, si fece assumere, a Palermo, dalla più grande Concessionaria del Sud Italia di un notissimo marchio produttore di automobili italiane. Si occupò della rete esterna dei rivenditori di quella concessionaria, compiendo migliaia di stati d'uso sulle vetture, da essi prese in permuta ed acquisite dalla concessionaria; al contempo, durante i tempi morti nei quali non era impegnato all'esterno, non disdegnava di assumere contratti per la vendita di vetture nuove, ma anche usate, direttamente all'interno della concessionaria.
Non avendo possibilità di crescita, sia come coordinatore che come venditore di automobili, decise di accettare la direzione del centro di Palermo, per il più noto marchio italiano di allora, di tricologia ed estetica, che operava anche all'estero. Il centro tricologico ed estetico di Palermo di quella azienda, era stato ridotto, dai suoi predecessori, praticamente all'osso, ma soltanto un anno dopo averne assunto la direzione, divenne il secondo d'Italia, dopo quello, storico, di Milano.
Dopo aver conseguito l'attestato di estetista, certificato dalla Camera di Commercio di Palermo, forse il primo di sesso maschile a Palermo, aprì un Centro di Estetica nel cuore della città, in pieno centro. Amava preparare direttamente in prima persona, tutto ciò che nel suo centro veniva impiegato per svolgere l'attività, (ad esclusione delle cerette che acquistava), utilizzando materie prime e prodotti naturali, essenze ed altre materie prime come gli alfaidrossiacidi, estratti naturali, alghe marine ecc. Col sopraggiungere dell'età pensionabile, ha ceduto il centro estetico, che intanto si era dotato dei macchinari per la depilazione definitiva delle signore, dei solarium e della parruccheria.
Nel corso della sua intensa vita, avendo conosciuto un numero non meglio definito di ragazze e di donne, anche sposate e con prole, era giunto alla determinazione che la donna della sua vita, con la quale trascorrerla, dovesse crescere assieme a lui. Si fidanzò quindi ufficialmente con una splendida ragazza di 14 anni, di oltre 10 più piccola di lui. La conosceva sin da piccola, l'aveva praticamente vista crescere: molto sveglia ed estroversa; le loro due famiglie di origine si conoscevano e si frequentavano saltuariamente. Ricordava appena i genitori di lei, che aveva conosciuto da piccolino, mentre erano ancora fidanzati ed in procinto di sposarsi. Pur non avendola frequentata più di tanto, in lei aveva intravisto dei lontani segnali positivi della splendida donna che sarebbe diventata crescendo: aveva visto giusto! Lui la adorava e lei di più: si sposarono ed ebbero tre figli: Giusy, Antonio e Fabrizio e dopo, 5 meravigliosi nipotini: Giada, Manfredi, Alice, Andrea junior e per ultimo Leonardo.

Oggi Andre Arena vive a Palermo, si diletta a scrivere post su Facebook e recensioni per
Tripadvisor, dove le sue recensioni, ad oggi, vengono lette da oltre 300.000 lettori sparsi nel mondo.














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