23 aprile 2008

ITALIA - IDEOLOGIE POLITICHE E FUTURO

il cap della politica: consenso, arricchimento, potere


La fine del secondo millennio ha fatto tramontare in Italia le connotazioni storico-politiche che, fino ad allora, avevano distinto la destra dalla sinistra. Non è stato un evento indotto da scelte di partiti politici appartenenti ai due schieramenti di centro destra e centro sinistra, ma una delle prime conseguenze della globalizzazione, della "libera circolazione" dei cittadini della Comunità Europea e del dilagante fenomeno degli extracomunitari. Nelle elezioni politiche 2008 l'evanescenza delle vecchie ideologie ha accelerato la confluenza al centro di gran parte degli elettori di destra e di sinistra, nei due soggetti politici PD e PDL i cui programmi elettorali sono perfettamente sovrapponibili in più punti. Conseguenza della semplificazione del sistema elettorale, non più polverizzato ma confluito in due partiti più che in due coalizioni, è stata che le ali estreme della destra e della sinistra hanno subito un processo di contrazione, anzi per la sinistra è stato un vero tracollo al punto da non essere più rappresentata in parlamento.
In particolare, il nemico delle sinistre non è più il vecchio "padrone" ma la globalizzazione pessimamente pilotata dal gruppo dirigente al potere, e quello delle destre, la minore sicurezza percepita dai cittadini, strumentalizzata da coloro che indicano l'extracomunitario che delinque, unico responsabile. Ma c'è un terzo nemico, individuato da molti italiani nella corruzione e nel malgoverno. La Lega è stata la più furba e col demagogico slogan "Roma ladrona"(anche mentre stava al governo), ha più di altri saputo cavalcare l'onda del dissenso e del malessere sociale catalizzando consensi tra gli elettori meno avveduti. Pochi, a sinistra, hanno capito che gli italiani sono più attenti all'arrivo di nuove tasse e ad arrivare a fine mese più che al numero degli inquisiti in parlamento, alle accuse alla controparte politica (che oltretutto non pagano), oppure a quante tv possiede Berlusconi. Il tramonto delle ideologie ha spostato l'attenzione dei più verso i problemi quotidiani dell'esistenza, facendo loro perdere di vista il proprio futuro e quello delle prossime generazioni, futuro che appare sempre più difficile, quindi incerto e distante. La perdita delle ideologie potrebbe comportare il rischio che i valori morali possano attenuarsi producendo un progressivo scivolamento generale verso il qualunquismo. La maggioranza dei politici, bontà loro, persegue da sempre gli stessi meschini obiettivi, consenso, arricchimento e potere, infischiandosi della cosa comune e dei bisogni dei loro elettori, promulgando leggi più inutili che dannose, giusto per non scontentare nessuno, spesso in contrasto con le altre già in vigore. Il rapido incalzare degli eventi, che producono profondi cambiamenti sociali, propone alla politica problemi sempre nuovi per i quali è incapace di trovare giuste risposte in tempo utile. C'è il rischio che le soluzioni ai problemi proposti dai cambiamenti, o non ci saranno, oppure saranno tardive ed inadeguate. Non riuscendo a tenere il passo col mercato globalizzato e persino con gli stessi partner europei, potremmo restare tutti indietro a leccarci le ferite prodotte dalla recessione, favorita dalla attuale classe politica composta in buona parte dai soliti mestieranti e da mezze figure non vocate.

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