28 maggio 2008

"Cogito, ergo sum" René Descartes ( Cartesio )


"il segreto della felicità è: la gioia di vivere" (Renzo)

La vita umana è caratterizzata dalla singolare struttura lineare del tempo cronologico, in essa futuro, presente e passato coesistono ed insieme mutano continuamente ad ogni successivo istante. Dato uno specifico sistema di riferimento, in una concezione lineare del tempo, il futuro è quella parte di esso che ancora non ha avuto luogo; nella concezione relativistica, è il settore dello "Spaziotempo" che potrebbe concretizzare tutti gli eventi che ancora non sono accaduti. Il passato invece, si realizza con momenti ed eventi già accaduti. Il presente, eventi che stanno accadendo proprio ora.

Ciascun uomo, non avendo certezza di poter realizzare il suo futuro, può unicamente sperare di poterlo fare, esso però esiste come somma di possibili eventi, diversi ed infiniti, che altrettante variabili potrebbero rendere reale.

Il tempo presente, dei tre, è quello che consente di vivere solo uno dei possibili eventi del futuro, esso infatti determina ciò che indichiamo col termine " realtà".

Il passato è formato dai ricordi, generati dall'insieme di emozioni ed esperienze, formati dagli eventi vissuti nel presente ed impressi nella memoria.

Conseguenza cronologica diretta della struttura lineare del tempo, sono quindi futuro, presente e passato.

Anlune peculiarità del presente sono: la speranza, il desiderio e l'attesa. In particolare, il desiderio di possedere ciò che non si ha, è il potente stimolo al progresso e forma la speranza nel futuro, che ognuno di noi immagina migliore del presente.

La speranza è la molla che ci proietta verso il futuro, rendendo sopportabile anche il presente insoddisfacente o problematico.

I desideri si manifestano in due diverse forme, ovvero quelli impossibili da realizzare e quelli possibili. I desideri impossibili rimangono "sogni" che aggiungono, alla loro fondamentale funzione di stimolo, il conseguente senso di frustrazione dovuto alla impossibilità di realizzarli nel concreto. Quelli realmente perseguibili, rappresentano invece il fondamentale contributo alla concretezza dell'essere. L'appagamento dei piccoli desideri quotidiani soddisfa meno rispetto all'altro prodotto da eventi importanti ma a scadenza più lunga, il godimento nel realizzarli è, di solito, direttamente proporzionale all'attesa. Infatti è perfettamente comprensibile come il senso di soddisfazione che deriva dall'aver realizzato piccoli desideri, come consumare un piatto di manicaretti o indossare un novo capo di vestiario, sia di molto inferiore a quello prodotto dalla consegna dell'auto nuova o del nuovo appartamento acquistato, o ancora, della nascita di un figlio. Riuscire ad assaporare ed apprezzare il piacere dell'attesa è uno dei piccoli segreti che rendono migliore la vita. Concludendo, il segreto della felicità (e la gioia di vivere) stà nella consapevolezza di saper apprezzare ed amare le cose che si hanno, apprezzandole sempre appieno, più che riuscire a possedere ciò che non si ha, poichè, nessuno mai, riuscirà ad avere tutto per non dover desiderare altro.


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