3 maggio 2008

LA FAMIGLIA ED IL MODELLO SOCIALE.

"omnia mutantur nihil interit" tutto cambia nulla perisce


Dall’alba della storia umana la procreazione, conseguenza diretta dell'imperativo bisogno biologico di perpetuare la specie, ha prodotto come primo effetto la nascita della famiglia. Ogni famiglia era composta da due soggetti adulti di sesso diverso che accudivano la loro prole. Essa costituiva la cellula base della società umana nella conseguente organizzazione. Ma i tempi ed i bisogni cambiano, e nell’attuale periodo di globalizzazione, il modello sociale storico sta evolvendo in risposta a nuovi bisogni, all'orizzonte si profilano scenari di possibile organizzazione sociale diversa dal passato.
L’emancipazione della donna, e la sua partecipazione attiva in ogni ambito della società moderna, ha restituito al 'gentil sesso' quegli spazi di libertà e parità di diritti sempre negati dal maschilismo. Donne, sempre più indipendenti dall’uomo, rivendicano il diritto a riconfigurare la nuova famiglia, nella quale quest’ultimo appare sempre meno necessario al sostentamento ed alla protezione degli altri membri. In questo cambiamento sociale, il maschio, diversamente che in passato, appare parte poco attiva, più propensa a subire che a proporre. La scuola invece, con l’istruzione che si protrae sempre più nel tempo, assume l’importante ruolo di supplenza nell’educazione dei giovani, diminuendone la dipendenza dalla famiglia. Più che verso una società matriarcale, il modello sociale attuale evolve verso una famiglia zoppa, rispetto al modello classico, nella quale l’istruzione svolge un ruolo nuovo di supplenza anche del membro mancante a causa del divorzio. La società è sempre più presente nella formazione dei giovani attraverso la scuola, ma incapace di integrarli per tutte le sue contraddizioni, essa non riesce a sostituirsi al ruolo di sostegno, fin qui assolto dalla famiglia. Occorrerebbe un grande passo in avanti della scuola, nel ruolo nuovo di istituto ideale, per consentire ai giovani l’accesso al mondo del lavoro. Meno famiglia e più società è il nuovo traguardo cui tende la trasformazione in corso, ma fin qui c’è stato solo qualche timido cenno a rivalutare il ruolo della scuola in questa società che non riesce a dare risposte adeguate al cambiamento, da sempre le soluzioni stanno un passo dietro ai cambiamenti. Dovranno essere le nuove classi dirigenti a porre nel giusto ordine le priorità, il futuro ruolo sociale direttivo spetterà ai giovani che parteciperanno direttamente al compimento della trasformazione, non a chi ha già partecipato.

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quello che stavo cercando, grazie
 
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