13 giugno 2008

Pantelleria, la perla nera del mediterraneo

isola di intatta bellezza vulcanica













Pantelleria (dall'Arabo "Figlia del Vento"), isola vulcanica di 83 kmq. che si trova a 120 chilometri dalla Sicilia e a 84 da Tunisi, ha la strada panoramica che è lunga circa 40 Km. E' rimasta miracolosamente intatta poichè il turismo di massa non l'ha ancora scalfita. Ha particolari caratteristiche che è molto difficile trovare raccolte in una sola isola. Pantelleria si caratterizza per la straordinaria singolarità del suo paesaggio nel quale, agli elementi naturali (tavolieri di colate laviche, cale e faraglioni) si aggiungono tipici manufatti creati dall'uomo per vivere. Ad Agosto il caldo è intenso, basta però trovare una zona d'ombra sotto un alberocia o accanto a qualsiasi costruzione, per avvertire subito un senso di inaspettata frescura dovuto alla particolarissima ventilazione dell'isola. Il clima invernale, molto ventoso, ha modificato la vegetazione a livello estremo, costringendola a svilupparsi in larghezza più che in altezza, al punto che, in alcune zone dell'isola, un albero di ulivo è più basso della ruota di un'auto, può sembrare incredibile ma è la verità. Alcuni tratti di costa sono costituiti da nera lava vulcanica coperta da vegetazione di arbusti di colore verde molto intenso che crea un piacevole contrasto col nero della lava che scende fino al mare. E' uno tra gli ultimi luoghi dove l'uva zibibbo viene ancora molto coltivata ed usata per produrre il "moscato passito di Pantelleria", che rivaleggia col "malvasia di Lipari", è il tipico vino dolce da dessert ottenuto aggiungendo uva passa di zibibbo al mosto di vino bianco, una vera delizia. Altri prodotti tipici sono: la "tumma" delicato formaggio fresco di giornata molto deperibile, una varietà di "Cappero" detto di Pantelleria (cresce spontanea) che è apprezzato e conosciuto dappertutto, le pregiate lenticchie piccole ed i "baci"un dolce di morbida pasta di bignè con crema o ricotta. Vi abbonda il raro pesce "pettine", poco apprezzato in loco, dalla carne finissima e saporita, una vera anomalia visto che il suo naturale habitat sono i fondali sabbiosi assenti sull'isola. Alcune corte spiaggette di sabbia, sotto alti strapiombi rocciosi, sono raggiungibili solo dal mare di limpida acqua di un blu intenso con sfumature viola. Anche i conchiglioni di mare, detti muccuni o bocconi, sono molto diffusi sulle coste, a Scauri al ristorante "la pergola", cotti nel sugo di pomodoro condiscono gli spaghetti. I tratti alti della costa sono ricchi di grotte, accessibili dal mare anche con grossi barconi a motore che offrono la circumnavigazione dell'isola che dura quasi un giorno, con pasto a bordo o su una spiaggetta raggiungibile solo dal mare. Molte strade dell'isola sono fiancheggiate da muretti a secco, su quella che sale verso il paesino di "sibà", dopo aver costeggiato il piccolo aeroporto che collega l'isola con Palermo e Trapani, sono coperti di muschio color ocra, mentre quelli della zona oltre "cala cinque denti" sono, in parte, blocchi di ossidiana (pietra lavica simile a cristallo nerissimo utilizzata in gioielleria ed alta bigiotteria). Il piccolo golfo sul quale si affaccia, a livello del mare, la grande grotta di "Sataria", con due vasche alimentate da acqua termale sulfurea, è poco profondo e coperto da alghe che crescono lussureggianti per le molte sorgenti termali sottomarine, perfettamente percepibili anche in piena estate. Sulla spiaggia di "Nicà" le sorgenti di acqua, a volte fin troppo calda, sgorgano tra gli scogli ed i sassi del bagnasciuga. La sauna naturale o "bagno asciutto" si trova nella grotta naturale di BENIKULA' in contrada Sibà, lungo il costone della Montagna Grande (alta 836 metri) a cui si accede tramite una faglia nella roccia, nella parte più interna della grotta la temperatura, per alcuni, diventa insopportabile.
Il mare, nella località del faro di Punta Tre Pietre, si raggiunge a piedi percorrendo un ripido e scosceso sentiero sul fianco della collina, sulla strada per "balata dei turchi" (larghe piattaforme di lava liscia che lambiscono l'acqua). A poche decine di metri vi è una grotta marina raggiungibile a nuoto, ma si percorre l'ultimo tratto, verso l'ingresso, "camminando" nell'acqua su un largo lastrone di roccia profondo poco più di un metro e coperto da fitti ciuffi di alghe viola ed arancio vivo, uno spettacolo che, se osservato con la maschera subacquea, rimane indimenticabile.
Nell'incantevole laghetto "specchio di venere" vicino a riva, sono numerose le sorgenti sottomarine di acqua calda (40/50 gradi) con fanghi sulfurei da raccogliere dal basso fondale ed applicare su tutto il corpo. Man mano che il fango asciuga diventa più chiaro ed ha un effetto benefico sulla pelle rendendola morbida e liscia, ma è principalmente attivo per curare l'artrosi ed i suoi disturbi, la benefica acqua del lago ricorda alla lontana la lisciva. Soltanto dopo la mia quinta visita a quel laghetto ho scoperto che l'acqua a decine di metri dalla riva non supera il metro e che il fondo è formato da parecchi centimetri di quel benefico fango.
Il "dammuso"
con aperture ad arco a tutto sesto è abitazione specifica dell'isola di Pantelleria, risale al tempo dei fenici ed è stata via via modificata fino ai giorni nostri. I primi esemplari erano costruzioni fatte con pietre, pietra lavica locale, a secco e di forma quadrata oltre che di piccole dimensioni, con pareti spesse un metro per isolare dal caldo. Con l'avvento dei romani il tetto, fino ad allora piano, venne trasformato a cupola. Questa trasformazione è stata propedeutica per la costruzione delle cisterne per la raccolta dell'acqua piovana. La forma a cupola, oltre a rendere il tetto più sicuro in quanto ad infiltrazioni d'acqua, consentiva di canalizzare la pioggia dentro le cisterne e quindi di creare grandi riserve d'acqua da usare durante la lunga e secca estate pantesca. A tal fine la superficie del tetto viene tutt'oggi trattata a calce: garantisce l'impermeabilizzazione e la pulizia. Caratteristica comune di questi edifici rurali, sono i "Giardini panteschi" costruzioni di soluzione tipica ed esclusiva di quest'isola. Sono costituiti da un'alta cinta muraria a base circolare e realizzata con pietre a secco. Tale costruzione permetteva alle specie coltivate nel suo interno, prevalentemente agrumi e/o alberi da frutta, di rimanere isolate e quindi protette dall'impeto dei venti. I "sesi" della zona di Mursia sono costruzioni tombali megalitiche, ricordano vagamente i "nuraghe" sardi, risalenti a circa 5000 anni, sono cumuli di pietre a forma tronco-conica alti 5/6 metri e larghi da 10 a 20, con vari corridoi interni a budello sfocianti in piccole camere tombali dentro le quali sono stati rinvenuti sarcofaghi.
La fauna di Pantelleria annovera tra l'altro la presenza di una razza tipica originaria di equidi detta appunto asino di Pantelleria che, riuscendo a trasportare carichi pesantissimi lungo i sentieri dell'isola, li faceva molto apprezzare anche all'estero.
Ricapitolando, le caratteristiche dell'isola sono: mare incontaminato, grotte marine, sorgenti termali in mare e nel magico lago ricco di fanghi benefici, sauna naturale, flora e fauna di mare e di terra molto ricche e particolari (pesce pettine,ulivi e vegetazione in genere,bassissimi), una montagna alta oltre 800 metri, reperti archeologici e costruzioni megalitiche di 5000 anni, costruzioni uniche come; dammusi e giardini panteschi, prodotti tipici introvabili altrove, muretti di ossidiana, vegetazione rigogliosa e terreno vulcanico che favorisce la crescita di vitigni particolarmente adatti a produrre vini di buona gradazione, piacevole (ed unica) frescura dell'ombra nell'infuocato clima estivo.
Quante isole vulcaniche offrono di più ?

Alla coppia dei miei amici medici Rino e Lia il merito e la riconoscenza per avermi fatto scoprire Pantelleria che, come dissero, è un'isola di cui ti innamori o che odi (ma la odii solo se cerchi il frastuono della vita mondana o molte discoteche).


Le foto pubblicate rendono l'idea, ma non potranno mai rendere la bellezza dei luoghi visti direttamente e non potranno documentare altro che una parte delle bellezze di Pantelleria.


















Commenti:
ho provato il passito di Pantelleria marca Rallo, è buonissimo
 
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