15 novembre 2009

I DUE UNIVERSI

Esistono due universi parzialmente visibili: uno materiale e l’altro mentale.
Uno, esterno all’uomo, è costituito da energie e particelle.
L’altro, interiore, è formato dal pensiero della mente umana.
L’universo materiale, macro e microscopico, è retto dalle fredde leggi della scienza.
L’universo interiore poggia sull’intelletto e sui sentimenti umani, sull’ intuito e sull’immaginazione, sulla logica e sull’emotività.
Si capisce bene che l’universo materiale è meglio definibile, perché regolato da ferree leggi fisiche, mentre quello interiore è soggetto ad un grande numero di variabili sia dipendenti che indipendenti.
SPIEGO MEGLIO:
Ciascun uomo impiega la prima parte della sua vita per acquisire informazioni sull’ambiente, conoscenza del mondo circostante e di quello dei sentimenti, istruzione scolastica, immagini, coscienza del bene e del male, dell’organizzazione sociale e degli interessi soggettivi etc. Questa ingente massa di informazioni viene continuamente riversata nella memoria residente a formare “modelli”, attraverso schemi neurali geneticamente predefiniti, confrontati per analogia con eventi della vita quotidiana. Ogni valutazione, ad esempio della bellezza, deriva dal confronto col personalissimo “modello ideale”.
Le nostre azioni, i giudizi e le valutazioni sono conseguenza dell’attivazione dei meccanismi mentali appena descritti.
Tutto ciò rende unico ogni soggetto le cui azioni interagiscono o determinano lo sviluppo di eventi.
L’universo interiore è sicuramente più complesso dell’altro per il fatto di non essere regolato da leggi fisse, bensì da scelte individuali in grado di modificare gli eventi. Per questo credo che il concetto di Dio e di creazione gli sia più vicino e sia più affascinante l’universo che è in ciascuno di noi.
Chi conduce il gioco, nei due universi, sono le regole della natura fisse ed ineluttabili, oppure l’autodeterminazione intesa come capacità di determinare lo svolgimento degli eventi con scelte soggettive.
Chi cerca Dio non lo troverà in uno soltanto dei due universi, perché per definizione Dio non può che essere infinito, quindi è in entrambe.
Ovvero Dio è dentro e fuori di noi.
Perché cercarlo dove non è? ovvero perché cercarlo nell’immaginario e non nel reale?

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