13 novembre 2009

LA COMUNICAZIONE SENZA L'ANIMA.




Il bisogno di comunicare fa parte della natura umana. Possiamo ben attribuire al bisogno di comunicare lo sviluppo della civilta, senza di esso abiteremmo ancora oggi le caverne.

L'incipit appare come provocazione, potrebbe segnare la linea di demarcazione tra aspetti sociali umani antichi e moderni, già, perchè "cose" di qualche decennio fa, vengono oggi considerate: "antiche".

Molte tra le cose umane appaiono come una medaglia con due facce, una positiva l'altra negativa, lo è anche la comunicazione.

Negli ultimi decenni, la comunicazione di massa ha conosciuto uno sviluppo ad andamento decisamente esponenziale. Il Web (letteralmente "Ragnatela"), come tanti sanno, in informatica indica una rete di connessioni utilizzata comunemente come sinonimo di Internet, o come abbreviazione di World Wide Web (WWW); è un insieme vastissimo di contenuti multimediali, di servizi, contenuti e servizi che possono essere resi disponibili dagli stessi utenti di Internet. Semplificando, si potrebbe affermare che nel web sia presente gran parte dello scibile umano. Si osserva la straordinaria diffusione di siti, blog e social network che consentono, a tutti gli utenti, di intervenire direttamente ed in tempo reale, esprimendo opinioni e commenti su argomenti come: politica, economia, ambiente, problemi di natura etica come l'eutanasia e l'aborto, scienza, letteratura, cucina, attualità e l'elenco potrebbe continuare oltre. A questo vanno aggiunti i negozi virtuali, dove si compra tutto ciò che può essere venduto: scarpe, appartamenti, pezzi di ricambio di aerei, cibi ecc.

Da una parte il web, ovvero la nuova forma di comunicazione, dall'altra tv e carta stampata. La tv resiste abbastanza bene associando audio e video (ma è in crescita nel web anche il fenomeno degli audiovisivi), la carta stampata invece è in affanno, sempre meno persone leggono, mentre è in aumento il numero di coloro che pubblicano. Da notare che il web sta fagocitando buona parte della comunicazione "scritta", infatti in esso compaiono testate giornalistiche, libri e quant'altro, mentre sono in corso di sviluppo e realizzazione, apparecchiature capaci di leggere le pagine web e tradurle in parole mediante sintetizzatori vocali.
Non è esclusa la possibilità che tv e carta stampata, nel tempo, possano essere fatalmente assorbite, e per intero, nel web. Essendo esse mezzi di comunicazione di massa a senso unico; diversamente, il web interattivo, è bidirezionale ed appare unico candidato capace di sostituirli. La rete di copertura satellitare dei collegamenti e la diffusione di telefonini come lo Smartphon ed altri, ha reso meglio utilizzabile il web, con possibilità di collegamento immediato, praticamente da ogni dove.

Fin qui apparentemente va tutto bene, anche la comunicazione si trasforma, come tutto nell'universo; tutto positivo quindi? Sembra di no, anzi, per dirla con le stesse parole del Gattopardo: tutto deve cambiare affinchè nulla cambi.

L'eccezionale sviluppo e diffusione dei social network, ha consentito ad una penna illustre di definire parte dei fruitori: massa di imbecilli; pur volendo ammettere che tale affermazione possa contenere anche un fondo di verità, essa ha connotato fascista: anche gli imbecilli hanno pieno diritto di esprimersi, come meglio credono e con i mezzi messi a loro disposizione, democraticamente, dalla tecnologia e dallo sviluppo sociale.

L'avvento dei telefonini, individua tuttavia, l'altra faccia della medaglia, quella apparentemente negativa: "la comunicazione senza l'anima"; avvicina infatti virtualmente le persone tenendole fisicamente lontane, mancando in essa le implicazioni che la "fisicità" comporta: lo sguardo come specchio dell'anima, le inflessioni della voce e la mimica del linguaggio del corpo; le faccine che ridono, piangono o esprimono stupore, non sono bastate a sostituire i "sentimenti" trasmessi attraverso sguardo, voce ed atteggiamento fisico, anche se i nuovi sistemi di comunicazione si sono ulteriormente evoluti aggiungendo alcuni dei pezzi mancanti. Il futuro, non tanto prossimo, potrebbe riservare grandi sorprese con lo sviluppo della tecnica olografica interattiva, da considerarsi, per il momento, pura fantascienza. Eppure, non sarebbe la prima volta che fantascienza e futuro coincidano, basti pensare al romanzo di fantascienza di Jules Verne del 1865 "Dalla terra alla luna", oggi abbondantemente superato dalle imprese astronautiche, dalle sonde automatiche che stanno esplorando il sistema solare e dai radiotelescopi che scandagliano costantemente l'universo a milioni di anni luce di distanza; gli astronomi scandagliano comunque l'universo fossile.
Le trasformazioni sociali successive al "68": rifiuto dei canoni classici, prima con i figli dei fiori e dopo con la moda punk, vedono nella "chat" la forma di comunicazione maggiormente diffusa tra le nuove generazioni. All'inizio, fu solo in forma scritta, attualmente utilizza anche l'audio di Wazzap ed, ancora più di recente, il video della macchina fotografica anteriore presente nei telefonini e nei tablet. La progressiva evoluzione del chattare, ha portato al parziale "ritorno al passato", lasciando fuori dai cinque sensi, coinvolti nella non ancora superata, "presentazione diretta", solo il tatto e l'olfatto; potremmo dire: Web non olet.
Chattando prima e passando alla conoscenza diretta, dopo, si da la stura a grandi ed improvvise passioni sentimentali, oppure a nuove amicizie. Coloro che considerano stravaganti tali nuove forme di comunicazione, sono sicuramente "antichi", anche se contemporanei.
Per concludere: la comunicazione senza l'anima, ha mosso timidamente i primi passi con i telefonini portatili e la chat sul Web, per correre oggi spedita verso una nuova forma di comunicazione: quella olografica, che finalmente vedrà coinvolti, nel fare la conoscenza con persone prima sconosciute, non soltanto la scrittura ma anche l'immagine; insomma come si faceva prima porgendo la mano: piacere di conoscerla. Comunque vada a finire, sarà comunicazione a scatola vuota, o comunicazione senza l'anima, un succedaneo della comunicazione diretta "de visu", un peggioramento della forma di comunicazione "antica".

Le nostre zone erronee

Il popolo dei social è estremamente variegato, i social vengono praticamente utilizzati da tutti, dai Presidenti di Stati sovrani fino alle "schiere di imbecilli". Una errata intepretazione qualunquista, tendeva in passato a definire il popolo dei social: popolo di perditempo; pensando che si trattasse di pensionati, disoccupati, casalinghe, studenti ecc. Ma essendo oggi il loro utilizzo sfruttato praticamente da tutti e per innumervoli finalità, nessuno potrà più definire il popolo dei social: popolo di perditempo.

Il perdente non è chi non vince ma chi non partecipa.



Commenti: Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]



Link a questo post:

Crea un link



<< Home page

This page is powered by Blogger. Isn't yours?

Iscriviti a Post [Atom]