20 novembre 2009

L’IMBUTO

L’universo è definito da spazio, tempo e materia, l’ordine di quest’ultima è regolato dalle leggi fisiche che stabiliscono l’equilibrio del sistema onda-particella. Separando i due componenti che costituiscono tale sistema e ponendoli a qualunque distanza, esso, in assenza di condizioni antagoniste, tende a ritornare allo stato iniziale di equilibrio, all’istante, azzerando quindi lo spazio ed il tempo.Anche il cervello umano è un sistema in equilibrio e la psicologia indaga gli eventi che determinano tale condizione, individuandoli nelle acquisizioni dell’infanzia e dell’età evolutiva.Sugli effetti del periodo che precede l’infanzia, ovvero quello della gestazione, in verità sappiamo quasi niente.Definendo “normalità” le esperienze che non alterano la condizione di equilibrio psicologico del bambino ancora allo stadio preoperativo di sviluppo cognitivo, ovvero che non ha raggiunto la decentralizzazione dall'egocentrismo, tutte le esperienze che si discostano dalla “normalità” costituiscono un elemento di disagio, superficiale o profondo. Il disagio profondo produce disturbi comportamentali che condizionano la vita dell’adulto in modo pesante, quello leggero interferisce nella gestione dei sentimenti forti ed ostacola la piena fruibilità dell’appagamento.Succede nell’amore, quando una sorta di recondito ostacolo crea un collo di bottiglia che ne impedisce il completo transito e trasferimento (nel caso specifico sia in entrata che in uscita), come il deflusso dei liquidi nell’imbuto.

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