28 novembre 2009

SOLDI, SOLDI, TANTI SOLDI, SOLDI PER TUTTI.

Avviene da alcuni anni e fa uno strano effetto parcheggiare l’auto a Palermo e, dopo qualche ora, trovarvi fino a sei volantini che offrono prestiti personali immediati, anche a pensionati e protestati. Dare una spiegazione a questo strano fenomeno non è affatto facile. Pur volendo dar credito alle notizie che vengono date, ovvero che le banche non scuciono soldi e che i capitali esteri non vengono investiti in Italia, è spontaneo chiedersi dove prendano i soldi le innumerevoli finanziarie che li offrono a tutti in modo così pressante. Questo sconvolgente fenomeno rende quasi ridicole le vicende personali del Premier o quelle di Marrazzo che tanto appassionano depistatori e depistati. Il fenomeno dei prestiti facili ed inesauribili, in barba alla crisi mondiale dell’economia, è già entrato nella normalità delle cose italiane. Ormai non passa giorno che il Ministro dell’Economia non dichiari: non ho soldi, qualunque sia la proposta ditemi da dove prendere i soldi per finanziarla, e tutti credono che tale banale dichiarazione sia molto sensata. Esattamente come un cattolico che dichiari: non voglio peccare datemi la volontà per farlo. Entrambe le dichiarazioni sono una colossale presa per i fondelli, per capirlo basta porre la domanda: ma tu non esisti? e se esisti che ci stai a fare? Insistono nel dire che i maggiori guai per l’economia italiana derivano dall’evasione fiscale di coloro che hanno la Partita Iva, ma si continua ad applicare il principio di tassazione che guarda agli scontrini fiscali ed alle fatture emesse. Ormai l’hanno capito anche i bambini come sarebbe facile fare emergere l’evasione, se solo si volesse farlo. Faccio un esempio concreto: per vendere lo stoccafisso ammollato, un commerciante, deve acquistare quello secco e consumare acqua per ammollarlo; se lo si volesse realmente tassare, basterebbe imporgli di dichiarare tutte le fatture di acquisto e tutte le bollette dell’acqua consumata (anche volendo imboscare gli acquisti in nero, il consumo d’acqua farebbe emergere la truffa). Cosa dover fare dopo aver accertato l’illecito è molto semplice: ritirare la licenza di esercizio e concederne qualunque altra dopo tot anni! Si chiama “libero commercio in libero mercato”, per coloro che non truffano il fisco. Alle valanghe di obiezioni tendenti a dimostrare l’inapplicabilità dell’esempio riportato, alla complessità della realtà economica e commerciale del paese, rispondo che è il principio di tassazione che va applicato, a tutti i contribuenti, cioè la tassazione alla fonte, ovvero all’inizio della trafila burocratica, non in coda. E’ inaccettabile tassare alla fonte solo stipendi e pensioni, dando quel che rimane, mentre tutti gli altri soggetti dichiarano quel che gli pare, non è più possibile concedere fiducia agli imbroglioni. Questa concessione, purtroppo, non è incostituzionale perché i Padri Costituenti hanno reso uguali tutti i cittadini di fronte alla legge (però alcuni sono più uguali di altri) ma non di fronte al fisco.

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