5 dicembre 2009

MODELLO UNIVERSALE ED ANALOGIE.

Tutto ciò che appartiene all'universo, ad esclusione di gas e polveri cosmiche, è di forma pressochè sferica ed è soggetto alle ineludibili leggi universali che ne caratterizzano l'esistenza, come le leggi fisiche di trasformazione, di cambio di stato tra materia ed energia, di accrescimento o decremento della massa, di moto e di interazione con le forze che determinano l'equilibrio dei sistemi.
La reale possibilità di manipolazione, realizzata dall'uomo con impiego di tecnologia e conoscenza di alcune tra queste leggi, è condizionata dalla gigantesca sproporzione tra la dimensione fisica dell'universo e quella umana, questo motivo ne limita l'ambito dimensionale alle forze elettrodeboli e, al di fuori di queste, all'osservazione ed alla proposizione di ipotesi.
Nella recente osservazione del cosmo, mediante sofisticate apparecchiature in orbita, una è il telescopio spaziale Ubble, gli astronomi hanno scoperto buchi neri al centro di alcune galassie, compresa la nostra Via Lattea.
L'esistenza dei buchi neri è una teoria accreditata, ma non verificata, della Meccanica Quantistica, su quest'ultima è basata la tecnologia che fa funzionare il laser, il microscopio elettronico e la risonanza magnetica nucleare. Il buco nero sarebbe l'esito ultimo del collasso gravitazionale di alcune stelle molto vecchie ed in fase conclusiva del loro ciclo di esistenza, un corpo celeste estremamente denso con una forza gravitazionale talmente elevata da non consentire a nulla di uscire dalla sua superficie, neppure alla luce. Tale enorme forza del campo gravitazionale coinvolge una immensa area di spazio attorno alla singolarità, il limite di tale area, più esattamente da dove la luce ridiventa visibile, è detto orizzonte degli eventi.
La concentrazione della massa, nella tipologia di stelle collassate alla quale appartengono i buchi neri, porta a valutare il peso di una cucchiaiata della loro materia in un miliardo di tonnellate. Come ciò sia possibile si intuisce facilmente osservando struttura fisica e dinamica sia del modello planetario che di quello atomico, entrambe dislocati in spazi enormi rispetto alle masse dei singoli componeti il sistema, un corpo centrale ed altri periferici ruotano sui loro assi e generano forza centrifuga che controbilancia la reciproca attrazione gravitazionale (così viene indicata la perturbazione generata da oggetti presenti nello spazio, è proporzionale alle masse e inversamente al quadrato della loro distanza). Riducendo gli spazi che li separano ma aumentando la rotazione dei corpi, per mantenere il sistema in equilibrio, consegue che la massa del sistema si "concentri", ovvero presenti identiche masse ma posizionate in spazi minori.
Nel processo di collasso delle stelle e conseguente trasformazione di alcune in buco nero, la enorme forza gravitazionale incurva moltissimo lo spazio-tempo e, per stelle di grande massa, tale incurvatura tende all'infinito. Cosa realmente avvenga in tali condizioni estreme non è dato sapere, ma sono state avanzare ipotesi di salti dimensionali o accesso ad universi paralleli. Prima però di spingere tanto avanti le ipotesi, sarebbe logico far rientrare tutte le trasformazioni dell'universo conosciuto, al suo interno, non altro che per coerenza con le più accreditate teorie del mondo scientifico.
In un sistema in equilibrio, o perchè esista nella forma osservata, materia ed energia devono equivalersi. I calcoli matematici degli scienziati dimostrano che, rispetto alla quantità di energia presente nell'universo sotto varie forme, manca la materia equivalente.
I buchi neri potrebbero appunto spiegare il luogo di occultamento di tanta massa mancante.
Tutta la materia concentrata nei buchi neri non dovrà trasformarsi in energia, potrà soltanto permanere nel suo stato per non alterare l’equilibrio del sistema. Questo tipo di ragionamento, a fil di logica, giustificherebbe la recente teoria Bekenstein-Hawking di evaporazione dei buchi neri per effetto quantistico, essi potrebbero quindi alimentare la formazione di atomi e polveri sparsi per il cosmo, da cui originano altri sistemi stellari e corpi celesti, in tal modo sarebbe finalmente verificata la condizione di equilibrio del sistema e spiegato il mistero della massa mancante.
Per quanto ci è dato sapere, è tutt’ora pienamente valido il concetto di Anassagora del V sec. A.C., riformulato da Lavoisier nel 1789, "Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma".
L'esistenza dell'universo è determinata, nello spazio-tempo, dall'equilibrio del modello dinamico, realizzato attraverso la continua trasformazione di materia ed energia ed interazione con le diverse forze da essi generate.
L'universo è del tutto indipendente da noi e denota il suo carattere di oggetto assoluto, l'uomo è parte dell'universo ed è soggetto alle stesse leggi di natura del modello universale, l'unico conosciuto.
Lo spazio-tempo non è argomento disambiguo, quindi è difficilissimo formulare teorie sulla sua origine, è ancor meno immaginabile che a generalo sia la materia-energia, perché in tal caso dovremmo teorizzare sull’origine di quest’ultima.
Il genere umano non ha mai pensato di accettare i suoi limiti, quindi la ricerca della verità continuerà, la teoria scientifica verificata nel concreto sarà l’unica verità riconoscibile come tale.

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