26 maggio 2013

SI POTREBBE FARE MA NON SI VUOLE.

Un numero sempre maggiore di persone definisce i politici "tutti uguali", cioè cattivi politici, chi dissente sostiene che alcuni si salvano. C'è da chiedersi come stiano realmente le cose. Si cercano provvedimenti a costo zero per dare lavoro ai giovani disoccupati, nessuno però avanza proposte sensate e fattibili,
eccone una: non tassare per un anno
i datori di lavoro limitatamente alle assunzioni di giovani disoccupati assunti con contratto annuale, "assunzioni detassate".
Lo Stato monetizza comunque incassando i contributi delle nuove buste paga.
La prima probabile obiezione sarebbe: ai nuovi assunti non verrebbero versati contributi sociali, risposta: mentre adesso che contributi hanno?
Seconda obiezione: possibili licenziamenti al fine di assumere disoccupati e non pagare contributi allo Stato, risposta: prevedere che a partire dall'entrata in vigore della legge, non si possano fare "assunzioni detassate" nei due anni successivi a licenziamenti. Proroga di un anno delle assunzioni detassate sperando che la crisi non duri in eterno.
Terza obiezione: quante assunzioni detassate per ogni datore di lavoro? risposta: un artigiano che lavora da solo può assumere un solo disoccupato, gli altri soggetti possono assumerne uno ogni sei dipendenti.
Dicono che le esportazioni non siano in sofferenza, sempre che sia vero, che il problema maggiore riguarda il mercato interno, i consumi. Questo provvedimento servirebbe a creare nuovi posti di lavoro alleggerendo di fatto la pressione fiscale sui datori di lavoro, produrrebbe quindi un abbassamento dei prezzi dando ai nuovi occupati dei soldi da spendere, quindi incremento dei consumi.
Ho indicato un singolo provvedimento, piccolo e che da solo non potrebbe risolvere tutto, ma sappiamo che si può fare altro. 
Ridurre gli sprechi nella politica abbassando gli stipendi dei parlamentari, dimezzandone il numero ed eliminando accumulo di pensioni.
Nella pubblica amministrazione: eliminare totalmente le Province e gli enti inutili come le Comunità Montane, l'Ente Ponte sullo Stretto di Messina e simili.  
Nel Fisco: controlli fiscali ai proprietari di costose imbarcazioni da diporto, grossi motoscafi etc. a partire dai contrassegni di identificazione dei natanti.
Nella Sanità: acquisto centralizzato di materiali di consumo e di beni strumentali.
Catasto: adeguamento degli immobili alla tabella delle categorie catastali in base alla riqualificazione dell'ubicazione.
Vendita di parte dei beni immobili dello Stato non più utilizzati, come caserme etc.
Ma non è tutto, si potrebbe fare anche di più, ma non si vuole!

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