15 ottobre 2013

Proverbio siciliano: in tempo di carestia, ogni fegatino di mosca è sostanza.

Tragedia di Lampedusa: 319 i corpi recuperati finora. Ne mancano all’appello almeno 80. Insomma, un vero e proprio dramma che ci ha sconvolto e che si è consumato sotto gli occhi di tutto il mondo.

Il panorama che si osserva nelle ore antecedenti la visita sull’isola del presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, è fatto da giacigli avvolti nelle buste della spazzatura per renderli impermeabili alla pioggia. Una sorta di vero e proprio girone dantesco, così come lo ha ribattezzato il Fatto Quotidiano.
Abbiamo dato il via all'operazione Mare Nostrum : così il ministro dell'Interno Alfano, lunedì 14 Ottobre ha annunciato l'intervento dell'Italia dedicato all'emergenza immigrazione al termine del vertice a Palazzo Chigi. Per evitare nuovi naufragi l'Italia schiererà elicotteri, aerei, cinque navi di cui una anfibia e anche i droni, i velivoli senza pilota.
Sarà un'operazione militare ed umanitaria per rafforzare la sorveglianza e soccorso in alto mare, per incrementare il livello sicurezza delle vite umane  .
Intanto un  barcone con a bordo 137 persone, è approdato quella stessa mattina, all’alba di lunedì 4 Ottobre, direttamente nel porto di Lampedusa, senza essere stato avvistato.


Il ministro Alfano esulta, è riuscito a strappare al presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso l'impegno che nella prossima assemblea della Commissione Europea del 24 e 25 Ottobre, si parlerà di immigrazione, anche se questo argomento non è in agenda. Basterebbe soltanto questo a dare l'esatta misura di questa pagliacciata che dura da circa venti'anni e non è la sola.

Il primo ministro libico Alì Zeidan, dice: “Non ci potete lasciare da soli ad affrontare questo problema. Noi non abbiamo né le risorse, né gli uomini, né le attrezzature per contrastare questo traffico”. L'Europa tace, non risponde all'appello del ministro libico. La Libia non fa parte dell'Unione. Certe idee di "appartenenza" sono dure a morire e forse non circoscritte al passato ed alla sola razza ariana.

Dal racconto di Federico Miragliotta, si apprende che la società LampedusAccoglienza è una Srl, nata dall’unione di un consorzio di cooperative di Catania che si chiama Sisifo, e di un’altra cooperativa agrigentina. Sono due grosse società che hanno dato vita a LampedusAccoglienza, che ha partecipato ad una gara d’appalto con la prefettura ed ha vinto. Per cui, prosegue Miragliotta, “adesso prende una quota per ciascun migrante gestito all’interno, questa quota si aggira tra i 30 e i 50 €, e per ciascun giorno e per ciascun migrante che viene accolto al centro, la Prefettura, il Ministero dell’Interno, paga alla società questa somma: proprio per questo non ci sono volontari, ma solo persone regolarmente impiegate e con un contratto di lavoro”.

Link Sicilia, giornale online, scrive che l’Unione Europea non ha una politica per affrontare il problema dell’emigrazione,  ma ogni anno co-finanzia all’Italia tanti interventi, lo fa a suon di decine e decine di milioni di euro. Ricordiamoci tutti che per ogni euro speso dall’Unione Europea e dall’Italia per il problema dei migranti c’è, dall’altra parte, qualcuno che incassa. Detto in parole nude e crude, con i soccorsi non mancano le figure che ci guadagnano e molto. Chi? Onlus, patronati, cooperative, esperti nel settore dell’emergenza. E, ancora, chi noleggia aerei e traghetti, chi fornisce le casse da morto. Per finire agli operatori turistici di Lampedusa che non disdegnano di lavorare con volontari, giornalisti, agenti, personale delle organizzazioni non governative, personale della Protezione civile, della Croce rossa e via continuando.
l’Italia ha stanziato circa 50 milioni di euro per integrare 3000 persone attraverso il Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati. In pratica, 5 mila euro l’anno per ogni rifugiato. L’Europa interviene finanziariamente, anche se in parte.
C’è anche il l Fondo europeo per le frontiere esterne. Soldi destinati alle forze di sicurezza di confine (Capitanerie di porto, Marina militare, Guardia di finanza). In totale sono circa 30 milioni di euro all’anno. Altri 14,7 milioni del Fondo per l’integrazione. E altri 7 milioni di euro dal Fondo per i rimpatri. Quindi il Fondo per i rifugiati: 7 milioni l’anno scorso più altri 5 milioni per l’emergenza.
Le organizzazioni che operano in questo settore sono autorizzate dal ministero dell’Interno che approva i progetti che vengono selezionati attraverso concorsi pubblici. Questi soldi finiscono in fondi spese destinati non ai migranti, ma ai volontari e ai professionisti impegnati in questo settore. Indirettamente finiscono agli albergatori e ai fornitori di altri servizi.
Poi ci sono gli operatori sociali. Sono quelli che illustrano ai migranti i loro diritti. E li mettono in contatto con altro personale: interpreti, avvocati e altre figure, naturalmente da retribuire. Sono questi che organizzano la permanenza dei migranti nel nostro Paese. O li aiutano a proseguire il loro viaggio della speranza verso altre mete.
Sono tutti lì a pigliare soldi nel nome dei migranti? Non tutti. Terre des hommes e Medici senza frontiere operano con fondi privati. Gli altri, invece, lavorano con fondi pubblici pagati con le tasse gli italiani e con i fondi europei che sono pagati sempre dalle tasse degli italiani. Nessuno lo vuole ammettere, ma dietro l’ ‘assistenza’ ai migranti si è già stratificata un’organizzazione fatta di apparati con avvocati, operatori sociali, uffici stampa, attivisti per i diritti umani.  Ce n’è abbastanza, insomma, per esercitare pressioni sui governi per chiedere risorse.

Nei giorni scorsi, una voce controcorrente ha detto che in Italia gli immigrati, oltre che riceverli, si vanno a cercare in mezzo al mare. Subito gli sono saliti addosso. A pensarci bene, tutta questa sarabanda andrebbe rivista. Da cima a fondo. Soprattutto se poi, in tanti, ci lasciano la pelle.

Un’altra conferma del giro d’affari è l’ultima decisione del Governo nazionale dell’Ue : lo stanziamento di 210 milioni di euro. Come ha giustamente osservato Michele Santoro durante la trasmissione ‘Servizio pubblico’, bisogna capire a chi andranno questi soldi: su 40 euro, 8 vanno ad un immigrato, 32 a chi fornisce assistenza.

Non sarebbe  meglio farla finita? Spendere soldi per garantire servizi, ospedali e scuole a Lampedusa invece di alimentare queste tratte che fanno la fortuna di pochi sulla disgrazia di molti?
Ma la politica non cambia rotta, continua a preferire ai fatti concreti gli annunci altisonanti, in Italia lo hanno capito da tempo che i "pannicelli caldi" lasciano socchiusa la porta del bisogno allontanando l'accusa di immobilismo, dal canto suo l'Europa non è da meno.
Più di 7.000 morti e dispersi nel Canale di Sicilia da 1994, "i pesci del mare di Lampedusa ringraziano per il lauto pasto", disumana verità, per quanto possa apparire inaccettabile, il cinismo è la crudeltà dei delusi.


















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