5 dicembre 2013

- L'UNIONE FA LA FORZA, MA QUESTO NON ACCADE SEMPRE -

Le stelle della bandiera della UE sono come pianeti che non splendono di luce propria, il loro sole è la Germania.
Che quella Europea sia una unione monetaria, a sovranità limitata degli stati membri, è cosa ormai nota. 
Quando a sforare il patto di stabilità oltre la soglia stabilita del 3% del prodotto interno lordo (Pil), furono Germania e Francia, il Patto fu sospeso.
Bruxelles doveva deliberare sulle sanzioni da applicare contro Francia e Germania perché i loro conti di bilancio non rispettano i parametri del patto di stabilità definito per sostenere il nascente Euro nel 1997; i due paesi alle prese con la crisi economica che ha fatto saltare i conti del bilancio e spinto il deficit oltre la soglia stabilita del 3% del prodotto interno lordo (Pil), hanno chiesto più tempo per avviare il risanamento dei conti e lo hanno ottenuto grazie al blocco di voti realizzato con Gran Bretagna, Italia e Lussemburgo. Il fronte del no alla richiesta di dilazione avanzata da Parigi e Berlino, guidato da Spagna, Olanda, Austria e Finlandia, non è riuscito a ottenere la maggioranza qualificata dei 2/3 dei voti ponderati, il sistema che assegna 10 voti ai paesi più grandi e per gli altri a scalare fino ai 2 del Lussemburgo, ed è stato battuto. Quel voto scellerato dell'Italia, nella crisi attuale, non è stato contraccambiato dalla Germania. Oggi la Germania riesce ad imporre quel patto a tutti gli stati membri, con una politica di lacrime e sangue.
Quella sottile linea rossa che lega fatti apparentemente distanti tra loro, dovrebbe far tremare i polsi a tutti noi, crediamo ancora che democrazia e libertà siano immutabili, immutate e perseguano il bene comune, non sempre è così.
Due cose in particolare dovrebbero turbare il sonno dei cittadini degli stati membri della UE.
La prima: la reale perdita di sovranità dei governi e dei parlamenti nazionali dei paesi della UE. In ordine al principio di gerarchia e di competenza, i regolamenti comunitari sono norme emanate dagli organi dell’Unione Europea. Essi non sono in senso proprio fonti dell’ordinamento italiano, ma lo diventano di fatto. Infatti, in base al trattato costitutivo della CEE del 1957, i paesi aderenti, tra cui l’Italia, si sono impegnati a riconoscere a tali organi sopranazionali il potere di emanare norme dotate di efficacia immediata negli stati membri, nelle materie indicate nel trattato stesso. Pertanto i regolamenti comunitari si applicano direttamente nell’ordinamento giuridico italiano, in tutte le materie nelle quali l’Italia, come gli altri paesi della Comunità, ha rinunciato alla propria sovranità a favore della normazione comunitaria. Le materie normate dai regolamenti comunitari sono vastissime e le norme possono avere un ampio impatto sulla società, in particolare sulla sicurezza e sul benessere dei cittadini, sull’efficienza delle reti, sull’ambiente, sulla sicurezza dei lavoratori e le condizioni di lavoro, sull’accessibilità e su altri settori di importanza pubblica.
La seconda: l'ennesimo tentativo comunitario di copyright per frutta verdura e sementi, se ne è occupato anche il programma televisivo Report diretto da Milena Gabanelli, che lo ha presentato dicendo: nessun contadino pensi di usare sementi sue che non rientrano nel copyright UE, perchè verranno sequestrate.

Queste decisioni imposte dal vincolo dei trattati comunitari, non sembrano affatto espressione di democrazia, andrebbero indicate come forme di dittatura democratica, o meglio, libertà condizionata dalla volontà di coloro che fanno il loro interesse a scapito della Comunità.




 

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