21 agosto 2014

UNIVERSO E UOMO - come li conosciamo nel nostro tempo: 2014 d.C. -


Citando dati certi o approssimativi, ipotesi e descrizioni al limite della fantascienza, questo lavoro fa il punto su alcune conoscenze umane ad oggi, ovvero sull'universo e gli oggetti conosciuti che ne fanno parte.

Per avere una idea approssimativa della dimensione generale dell'Universo conosciuto, ovvero osservato dall'uomo mediante sofisticati strumenti di indagine, si consideri che il Sole, astro per noi uomini gigantesco (rispetto alla Terra, il Sole è ben 1,3 milioni di volte più grande in volume), è una stella classificata come nana gialla di tipo spettrale G2 V (G2 indica che la stella ha una temperatura superficiale di 5 504 °C), di dimensioni piccole rispetto a miliardi di miliardi di stelle, con dimensioni anche molto più grandi, che formano l'universo.
Un insieme di stelle forma una GALASSIA, le galassie, a loro volta, si raggruppano in AMMASSI, costituiti anche da migliaia di galassie, gli ammassi si raggruppano in SUPER AMMASSI.
Il Sole appartiene alla galassia denominata Via Lattea, che ha un diametro di circa 100 000 anni luce e uno spessore, nella regione dei bracci, di 12 000 anni luce. Si stima che la Via Lattea possa contenere da 200 a 400 miliardi di stelle. Questi numeri non sono molto precisi, le approssimazioni, anche del 100%, sono dovute a distorsioni ed interferenze che intervengono durante le misurazioni. Rimane comunque confermato il numero più basso.

Occorre tenere presente che la luce viaggia a 300 000 Km. al secondo e che un anno è formato da 31 536 000 secondi, la luce quindi percorre in un anno 9 460 800 000 000 di Km. (novemila-quattrocentosessanta-miliardi-ottocento-milioni di chilometri), questa è la misura in Km. di un solo anno luce, basta moltiplicare questo numero per gli anni luce indicati, per ottenere dei numeri enormi, quasi illegibili. Alla luce dei precedenti riscontri dimensionali, fatti i dovuti raffronti, si può tranquillamente affermare che la dimensione fisica dell'individuo uomo sia di gran lunga al di sotto di quella che indichiamo come microscopica. E' comprensibile che si ritengano infinite le dimensioni dell'universo, sia mettendole a confronto con quella umana che per la sua estensione, che va ben oltre la portata dei più sofisticati strumenti e metodi di osservazione, che scandagliano distanze fino a milioni di anni luce. Proprio di questi giorni è la notizia della scoperta di una galassia che dista dalla Terra ben 700 milioni di anni luce. Le leggi della fisica indicano che, stante le continue trasformazioni al suo interno, l'universo, per continuare ad esistere, deve mantenersi in equilibrio, materia ed energia devono controbilanciarsi persistendo in eguale misura. Ma qui i conti non tornano, i calcoli indicano che l'energia sopravanza di molto la materia, in altre parole, manca materia. I casi sono due, o i calcoli sono sbagliati, oppure le esatte leggi della fisica, non valgono se applicate a sistemi oltre certe dimensioni. Il mistero rimane.

Nonostante la sua sconfinata dimensione, è opinione diffusa che l'universo sia stato "creato", che abbia avuto cioè un creatore. Se ci soffermassimo sul significato del termine "creare", dovremmo fare due considerazioni, la prima: creare significa rendere reale, ovvero far comparire dal nulla qualcosa di tangibile e visibile; la seconda, che l'uomo non ha mai osservato nulla che possa essere assimilato anche lontanamente a "creazione", solo e soltanto "trasformazioni", osservate o realizzate dall'uomo stesso. Ne deriva che il termine "creare" sia un termine di pura fantasia, senza alcun significato concreto e tanto meno verificabile. Speculare sul termine "creazione", arrivando persino ad ipotizzare l'esistenza di un creatore dell'universo, non può che essere considerata: sconfinata presunzione umana. Sarebbe forse opportuno sostituire il termine "creare" con "generare". Generare corrisponde a "far nascere da", che implica necessariamente una trasformazione ed è termine più concreto e meno fantasioso.

In verità, sappiamo poco sull'universo ed abbastanza sull'uomo, ma nulla sul motivo della loro esistenza. Sulla genesi dell'universo, denominata Big Beng (esplosione primordiale dalla quale furono generate materia ed energia), sappiamo diverse cose che spiegano alcuni "come", ma nessun "perchè". Riguardo alla genesi umana, possiamo ben accettare che l'uomo sia una delle tante forme di vita, presenti sulla Terra, con una singolarità: l'intelligenza superiore, che distingue l'uomo da tutti gli altri animali. L'intelligenza umana non è l'unica singolarità, nell'universo sono state osservate un numero considerevole di singolarità, tutte attinenti a cose. Fino ad oggi, è l'uomo stesso ad essere una singolarità; per quanto ci è dato sapere, sembra che nell'universo non ci sia vita, non come la conosciamo noi. Secondo un nuovo studio USA, i pianeti potenzialmente abitabili all'esterno del Sistema Solare sarebbero miliardi. Per esattezza: 8,8 soltanto nella nostra galassia.
                                                                                                               
Anche le stelle si trasformano e si dissolvono nello spazio dopo il loro lunghissimo periodo di esistenza. La proprietà più importante per determinare il destino di una stella è la sua massa. Stelle con una massa simile a quella del nostro Sole vivono MILIARDI di anni, dopo una complessa evoluzione, si trasformano in nana bianca. Le stelle più grandi da otto a dieci volte la massa del Sole, hanno una vita più breve ed un destino più violento, vivono MILIONI di anni ed a fine vita, gli strati più esterni della stella prima collassano e poi vengono eiettati nello spazio dal nucleo molto denso, in un’esplosione gigantesca: una supernova di Tipo II. Nei processi evolutivi di una stella, vengono coinvolti eventuali pianeti o sistemi planetari che le gravitano intorno e che subiscono la stessa sorte finale della stella. Tutto il materiale eiettato nello spazio dalle esplosioni stellari, formerà a sua volta nuove stelle. In un certo senso, anche l'uomo è figlio delle stelle, tutti gli elementi che lo costituiscono provengono da nove e supernove.

Le comete sono pezzi infinitesimi di astri che vagano senza meta nello spazio interstellare, fino a quando non impattano su un corpo cosmico, attirate dalla forza di gravità di quest'ultimo. Possono essere costituite da un nucleo roccioso ed in gran parte da ghiaccio d'acqua esterno ad esso, mantenuto nel suo stato dalla bassissima temperatura dello spazio interstellare. L'universo è estremamente freddo, la temperatura media è -270° C, i corpi stellari che contiene, sono estremamente caldi, alcune stelle possono raggiungere la temperatura superficiale di 32.726,85 °C. Tutto ciò è estremamente affascinante, stelle caldissime sospese dentro lo spazio freddissimo, vivono, si trasformano, muoiono e dalle loro ceneri nascono altre stelle, pianeti e comete, questo ciclo si ripete all'infinito.                                                                                                                  
Una delle tante ipotesi sulle origini della vita, che affascina anche diversi astronomi, considera le comete artefici della "Panspermia", diffusione della vita nell'universo mediante i "mattoni della vita" contenuti nelle comete. Pare che una buona metà dell'acqua presente sul nostro pianeta, si sia formata dall'impatto di innumerevoli comete nel corso di milioni di anni. Ne consegue che la vita sulla terra, potrebbe essere conseguenza diretta di tali impatti, che hanno apportato i mattoni della vita, successivamente combinati tra loro ed evolutisi grazie alle favorevoli ed opportune condizioni ambientali di umidità, ossigenazione e scariche elettriche. Da tutto ciò si può dedurre o immaginare che dalla enorme quantità di elementi chimici presenti nel cosmo e dalle molteplici condizioni ambientali in esso presenti (temperature che vanno da -270° fino a 32.726,85°, potentissime onde gravitazionali e cariche elettriche di segno inverso), si possa formare "altro", diverso dalla vita conosciuta.

Dallo studio delle ere geologiche del pianeta Terra, risulta che diverse forme di vita si siano succedute e lo abbiano popolato per lunghissimi periodi di tempo, ad esempio l'era dei dinosauri. Attualmente, la specie dominante è l'uomo, prima specie dotata di intelligenza largamente superiore a quella di altre forme di vita animale che popolano il pianeta. Sicuramente la specie umana non è eterna, non si può quindi escludere che in una futura era geologica del pianeta, possa comparire una nuova specie dominante. Questo fatto, potrebbe a buon diritto rientrare nella logica del generale processo di trasformazione che coinvolge l'intero universo.


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