1 settembre 2014

Fracking, frantumare la roccia per trovare gas.


Fracking è l'ultima diavoleria inventata dai petrolieri per spremere dalla pancia della terra più idrocarburi possible. Giunta ad una certa profondità la trivella ed i fluidi di perforazione vengono direzionati orizzontalmente e l’alta pressione innesca una serie di microsismi frantumando la roccia e lasciando sprigionare il gas.
Inventato nel 1947, poi ottimizzato e diffuso su larga scala a partire dal 1997, il fracking ha poi preso definitivamente il sopravvento nel 2005 grazie all’amministrazione del duo petrolifero Bush-Cheney che esentò questa pratica dalle leggi di protezione ambientale negli USA, fra cui il Safe Water Drinking Act e che aprì le terre demaniali degli stati centrali degli USA ai petrolieri. Fra le sostanze presenti nei fluidi da fracking, secondo un rapporto della Camera USA: naftalene, benzene, toluene, xylene, etilbenzene, piombo, diesel, formadelhyde, acido solforico, thiourea, cloruro di benzile, acido nitrilotriacetico, acrylamide, ossido di propilene, ossido di etilene, acetaldehyde, Di (2-ethylhexyl) phtalati.
Sono tutti cancerogeni o tossici.
Fra le sostanze radioattive invece si elencano vari isotopi di antimonio, cromo, cobalto, iodio, zirconio, potassio, lanthanio, rubidio, scandio, iridio, kripton, zinco, xenon, manganese.
Ogni pozzo da fracking necessita dai 2-4 milioni di galloni di acqua per poter operare, che si traducono in 7-14 milioni di litri di acqua satura di sostanze chimiche. E dove finisce il tutto? Nel sottosuolo, dove inquina le falde acquifere ed il terreno nella zona di affioramento.
Danni ai reni e al fegato di chi vive vicino a questi pozzi, i livelli di materiale radioattivo nei pozzi artesiani vicino ai pozzi del fracking in Pennsylvania, in alcuni casi si è arrivati 1500 volte i valori stabiliti per legge, la gente non ha più acqua potabile in casa. Ci sono anche casi di ruscelli inquinati, morie di animali, mini-geyser di acqua e metano che schizzano anche 30 metri dal suolo a causa delle forti pressioni sotterranee.

Dove il gas viene fuori spontaneamente dal terreno, in Italia non si fa nulla.

Chi ha percorso in auto l'autostrada A 20 Messina-Palermo, sa che nei pressi di Patti ci sono 2 famose e lunghe gallerie sature di gas. All'epoca, durante gli scavi delle gallerie, vi morirono alcuni operai intossicati dalle emanazioni venefiche. Per limitare la fuoruscita di gas dal terreno, fu fatta intervenire una ditta tedesca che rivestì l'interno delle gallerie con un intonaco speciale. Nella stessa zona, a qualche Km. di distanza dall'autostrada, passa la la SS. 113 molto vicino al mare, nell'aria l'odore di gas è fortissimo da sempre. Più volte, percorrendo quelle gallerie, mi sono chiesto se siano state fatte opportune valutazioni per per determinare l'estensione del giacimento, quasi sicuramente no. Sarà che il gas algerino o quello russo ce lo forniscono gratis, oppure ci sono interessi che vanno salvaguardati.


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