5 febbraio 2015

Dio ed anima esistono, ma solo nell'immaginario collettivo.

Nessuno può dubitare del fatto che l'uomo sia un animale terrestre, che appartenga cioè al regno animale.
L'uomo è un animale dotato di una singolarità: intelligenza superiore.
L'astrofisica ha osservato che l'universo è ricco di singolarità. La stessa "sequenza principale", che cataloga i vari tipi di stelle secondo caratteristiche logiche, ha diverse singolarità, cioè stelle che si discostano dallo schema- modello generale, ovvero dalla "sequenza principale".
La singolarità "uomo" non è quindi un evento unico ma, al pari di "altre" singolarità, dovrebbe essere ben presente nell'universo.
Potremmo definire la fantasia umana, una singolarità nella singolarità. La fantasia non è soggetta a regole precise ma può spaziare liberamente oltre la logica.
L'uomo non ha mai accettato la morte fisica come fine definitiva della sua esperienza di vita ed ha utilizzato la fantasia come soccorso di tale non accettazione.
Fu così che l'uomo immaginò Dio, come essere superiore che gli ha offerto l'immortalità, temperata da un senso di equità e di equilibrio legato al bene ed al male, cioè alle sue azioni durante la vita. Dio è stato unico artefice dell'universo e, secondo la religione cattolica, creò l'uomo a sua immagine e somiglianza: l'uomo-Dio.
Un Dio onnipotente ma strano, consente al bene ed al male di coesistere ed interviene soltanto dopo che essi hanno determinato le azioni umane durante il ciclo vita.
Dio non si commenta, non si giudica, lo si accetta così come viene descritto, al di fuori di ogni possibile logica.
La fantasia umana è potente, riesce a creare eventi inverosimili facendoli apparire concreti, mettendo in crisi la logica ed impedendogli di dare risposte definitive e precise alle sue creazioni.
A ben vedere, la fantasia ha coniato il termine "creare" che appartiene alla sfera dell'immaginario (come verrà dimostrato a fine articolo). L'esistenza di Dio è quindi un parto dell'immaginario, un parto sopraffino della fantasia umana.
Tessere l'enorme tela che avvolge il concetto di divinità e di anima, essenza che sopravvive alla morte fisica, non è stato poi tanto difficile, la vita è ricca di eventi inspiegabili, chiamati miracoli, premonizioni o guarigioni, che la stessa scienza medica definisce miracolosi. Accettare la possibilità che esista una vita oltre la vita, conforta l'intelligenza superiore umana, dandole un appiglio troppo ghiotto per essere rifiutato tout court.
Nel concetto di Dio e di immortalità dell'anima, c'è del diabolico; nessuno è in grado di confermare o di smentire la loro esistenza ed il dubbio rimane in molti uomini. Dubbio per nulla ragionevole, i concetti di Dio, di anima e quindi di vita oltre la vita, attengono unicamente alla sfera del'immaginario, ovvero della fantasia umana.

Il termine "creare" è semplicemente assurdo.
Fino ad oggi, l'uomo e la sua scienza, hanno potuto osservare nient'altro che "trasformazioni".
Col termine "creare", si intende: "far comparire dal nulla qualcosa di reale", una contraddizione in termini.
"Creare" è un termine di pura fantasia, quasi sempre associato al concetto di "divinità", entrambe sono un "atto di fede", ben lontano da ciò che definiamo "realtà".
La locuzione latina: "errare humanum est, perseverare autem diabolicum", troppo spesso viene dimenticata.
Non basta la presunzione per poter trasformare le fantasie in fatti concreti. 

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