17 maggio 2015

Il sogno di sinistra tra speranze e realtà, ma è allarme rosso.


Se ne parla da anni, di un partito a sinistra che possa raccogliere i consensi di chi è convinto che il prefisso "centro" mal si concilia con idee e programmi più strettamente legati a quelli della sinistra storica. In passato lo definirono "la cosa", questo la dice lunga circa la chiarezza di idee che avevano ispirato quel progetto. Oggi, aleggia nell'aria la volontà di realizzare un progetto di sinistra che raccolga chi non crede più che il PD possa rappresentare degnamente idee e progetti squisitamente sinistrorsi.
Il proposito apparirebbe fattibile e tutti ne vorrebbero la leadership, anche se non apertamente dichiarato e questo appare come un problema senza soluzione. Prova ne sia che soltanto i partiti definiti padronali riescono a rimanere compatti. Questo però è vero solo in parte, anche nei cosiddetti partiti padronali non manca il dissenso ed il desiderio di protagonismo; le scissioni, o il voler fondare un nuovo partito, in Italia, sono sempre all'ordine del giorno. Così, mentre i partiti, o movimenti che siano, perdono pezzi per strada, che dopo provano a mettersi insieme, altri pezzi continuano a staccarsi e nascono nuove formazioni politiche. A fare le spese di tali rimescolamenti, è sicuramente la governabilità. Colui che, in un determinato momento, riesce a fare la voce più grossa, tenta la carta di una nuova legge elettorale, non tanto che renda governabile il paese, quanto che consenta soltanto a lui di governare, mediante il nefando premio di maggioranza, che esclude quanto più possibile altri soggetti politici, con buona pace del principio di alternanza.
In tutto ciò, gli elettori rimangono frastornati e spostano i loro voti da un soggetto politico all'altro, mentre il cosiddetto "zoccolo duro" di ciascun partito, continua a non avere i numeri per determinare alcunchè.
La situazione politica è chiaramente di stallo, da una parte nascono leggi sbagliate sempre a danno dei più deboli, dall'altra aumenta la sfiducia dei cittadini verso le Istituzioni, nel mezzo,  stanno coloro che da tutto ciò traggono beneficio rubando oppure occupando posti di potere sempre più importanti e determinanti, finalizzati a consentirgli di realizzare interessi personali o di gruppo.
Le contrapposizioni, il dissenso, anche interno ai vari soggetti politici, e le manie di protagonismo, appaiono come il male comune della democrazia, che è e rimane il male minore.
Oggi, la sinistra unita rimane un miraggio, la destra unita altrettanto; situazioni analoghe si sono già verificate in passato, il loro sbocco è stato autoritario e doloroso. Speriamo che non si verifichi ancora una volta, non rimane che fare i dovuti scongiuri. L'allarme rosso, citato nell'incipit di questo post, era riferito al giustificato timore di possibili derive autoritarie, sia da destra che da sinistra.



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