31 agosto 2015

LE DIMENSIONI DELL'UNIVERSO.

"Le dimensioni dell'Universo" è stato uno dei temi di ricerca più importanti della cosmologia negli ultimi decenni. Ma si potrebbe anche ribaltare la questione: quanto noi siamo piccoli al suo interno? Sebbene la scienza attuale sia riuscita a farsi un'idea 'numerica' della vastità del cosmo, la nostra mente fatica a comprenderne le dimensioni. L’Universo osservabile contiene tra i 300 ed i 500 miliardi di galassie, ognuna delle quali contiene da 200 alle 400 miliardi di stelle. Questi numeri salgono velocemente nell’ordine delle migliaia di miliardi, a questo punto già abbiamo perso il senso di cosa stiamo parlando. La mente umana è perfettamente adattata alle dimensioni con cui si confronta nell’esperienza quotidiana, si perde sulle dimensioni del cosmo, pur riuscendo a percepirne la vastità.
Secondo le moderne teorie ed osservazioni, nulla può viaggiare più veloce della luce (almeno questo è quello che sappiamo), visto che noi osserviamo gli oggetti celesti perché riceviamo la luce da loro emessa e che l’Universo è nato circa 14 miliardi di anni fa, il nostro orizzonte di spazio accessibile non potrà quindi essere più grande di una sfera di raggio di 14 miliardi di anni luce, ma essendo l'Universo in fase di espansione le sue dimensioni crescono al crescere del tempo.
Le stelle si raggruppano in galassie, il loro insieme forma gli 'ammassi di galassie', che a loro volta formano i 'super ammassi' e tutti insieme quello che definiamo Universo; seguendo il filo logico che si deduce dalla osservazione, il cosmo è formato da stelle in aggregazione che formano "sistemi" sempre più grandi; è conseguente chiedersi se l'universo conosciuto non appartenga a formazioni di universi che a loro volta formano aggregazioni sempre più vaste. Da qui l'ipotesi che siamo circondati da "formazioni" che si sviluppano nello spazio e nel tempo all'infinito!
Secondo quanto emerge dalle osservazioni strumentali astronomiche, l'universo è nato da una "singolarità" chiamata "Big Bang": un punto nello spazio-tempo dal quale pare si sia espansa l'energia e la materia oggi osservata; alcuni astrofisici ipotizzano che alla fase di espansione possa succedere quella di contrazione, questo porrebbe dei limiti al concetto di infinito. L'Universo sarebbe in tal caso simile ad una enorme sfera, ellisse o campana che si espande da zero fino ad un massimo per poi contrarsi, ritornando al punto zero e ricominciare; in pratica un universo "ciclico" che sposta il concetto di infinito basandolo sul "tempo" e non sulle dimensioni.



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