11 dicembre 2015

Punto debole e punto di forza.




Il punto debole di ogni uomo consiste nell'avere paura della morte. Pur essendo relegato nel profondo dell'inconscio, il terrore che la morte cancelli definitivamente la propria esistenza ha condizionato da sempre il comportamento umano.
Il punto di forza di tutte le religioni è la promessa che ci sia una vita oltre la morte. Per potere accedere a questa seconda vita, occorre comportarsi "correttamente" durante la prima. Quasi nessun uomo si comporta correttamente durante la propria vita, cercando di ottenere per se quanto più può, lecitamente o illecitamente, dimostra di non essere molto convinto che esista realmente la seconda vita dopo la morte.
Che esista o meno una seconda vita comporterà un dibattito infinito, ma fino a qui poco male, diventa tutto tragico quando intervengono comportamenti di fondamentalismo religioso. Il fondamentalismo è sinonimo di fanatismo religioso o di violenza sacra; è già successo e continua fino ai giorni nostri.
Seguendo uno schema puramente logico, i nemici naturali delle religioni monoteiste dovrebbero essere gli atei; invece no, ogni fondamentalismo religioso individua "il nemico" nelle altre religioni monoteiste, pur credendo tutte in un unico Dio.
Altro aspetto comune alle due maggiori religioni: la cattolica e la musulmana, è la convinzione che semplicità di vita ed onestà intellettuale rappresentino le strade maestre che conducono alla cosiddetta: salvezza dell'anima; nonostante tale convinzione, la religione cattolica ha sede e potere nello Stato Vaticano, le cui  immense ricchezze sono note. La religione islamica non ha una sede unica e neppure un suo unico rappresentante omologo del Papa, ma nel Medio Oriente i pozzi di petrolio sono in mani islamiche, anche fondamentaliste.
I genitori educano i loro figli soprattutto dando l'esempio attraverso il loro stesso comportamento;  c'è da chiedersi con quale diritto i rappresentanti delle due maggiori religioni pretendano rispetto se il loro comportamento è, a dir poco, discutibile.

Volendo accettare l'idea dell'esistenza dell'anima, la vita dell'anima non avrebbe nulla in comune con la vita fisica, neppure la soggettività, sarebbe simile ad una sorta di reincarnazione, accettando di reincarnarsi in qualcosa di totalmente diverso: alieno; sarebbe come il bruco che si trasforma in farfalla e che alla fine muore. Non si capisce il motivo per il quale tutti ci tengano tanto ad avere l'anima, che viene definita immortale, ma questo sarebbe tutto da dimostrare, dopo aver dimostrato che l'anima esiste realmente. Ipotesi su ipotesi, una bella favola ! 

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