8 marzo 2016


Esistono circa una dozzina di fulmini diversi, tutte queste potentissime scariche elettriche avvengono tra le nuvole e la Terra, meno due: i fulmini globulari e gli sprite; questi ultimi, lunghi anche diversi chilometri, si manifestano al limite superiore dell’atmosfera, a circa 50 Km. dalla superficie della terra. Osservazioni compiute, a partire dagli anni novanta, mediante l'uso di telescopi spaziali (come, ad esempio Compton Gamma Ray Observatory, lanciato nel 1990), hanno rivelato l'inaspettata emissione di radiazione elettromagnetica a più alta energia, fin nello spettro dei raggi gamma: i cosiddetti Terrestrial Gamma Ray Flash (TGFs). Queste osservazioni hanno rivelato l'esistenza di un fenomeno inatteso e piuttosto inspiegabile, che pone serie sfide alla teoria dei fulmini, specialmente quando si sono scoperti i segni evidenti della produzione di antimateria nei fulmini.
Un fenomeno luminoso che rientra nella categoria, sono i fulmini globulari, rotondi e dalle dimensioni che vanno da circa 5 cm. fino ad 1 metro. Una nuova ipotesi scientifica mette in dubbio il fenomeno dei fulmini globulari: esistono, sì, ma solamente nel cervello di chi li vede! Un'ipotesi sorprendente, che si basa sull'interazione tra campi magnetici e alcune aree del nostro cervello, e che tuttavia non riesce a spiegare tutto. Queste palle di luce somigliano infatti a quelle percepite dai soggetti sottoposti a TMS (stimolazione magnetica intracranica), un esame neurologico che sottopone alcune aree della corteccia cerebrale ad un debole campo magnetico.



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