4 marzo 2016

I massi di Plutone ci cambiano la vita?


Le missioni spaziali hanno un costo elevato, vale la pena pagarlo?
Si tenga conto che il costo previsto per la missione del New Horizons su Plutone è di 650 milioni di dollari. L’atterraggio del robot Curiosity su Marte è costato 2,5 miliardi di dollari. Le missioni spaziali sono affascinanti, riguardano cose enormemente più grandi di noi e lanciano sfide intellettive molto stimolanti. Pur tenendo conto della ricaduta della ricerca spaziale nella scoperta di nuovi materiali, tecnologie e strumentazioni innovative, la fame nel mondo, le migrazioni e l’inquinamento rimangono problemi globali irrisolti.
Il direttore della NASA spiega che l’impellente problema della fame ha due fattori principali: lo sfruttamento dei campi e la ridistribuzione dei beni. Il primo può avere grandi vantaggi dall’utilizzo di un sistema satellitare, il quale controlla vasti territori e ne permette un migliore sfruttamento agricolo, specie in termini di produttività (però i satelliti in orbita attorno alla Terra sono una cosa tutte le altre missioni spaziali riguardano altro). Il secondo riguarda la questione più delicata dei rapporti internazionali, per esempio un paese minore potrebbe non accettare aiuti contro la fame nel caso questi diventino un cavallo di Troia affinché il paese maggiore controlli il minore.
Nessuno si sorprende che si scopra un pianeta simile alla Terra a migliaia di anni luce di distanza (in miliardi di miliardi di galassie ci mancherebbe pure), ma che l’uomo non sarà mai in grado raggiungere.
Inoltre la cura del nostro pianeta parte dal prendersi cura dell’uomo, non dalla riduzione della CO2…degli altri.

Quanto ho scritto fin qui lo pensavo prima, ma poi ho riflettuto bene ed ho intuito altro:
Gli astronomi, con diverse installazioni radio ubicate in diversi luoghi della Terra, stanno tentando di captale segnali radio provenienti dallo spazio, segnali che possano rivelare la presenza di esseri intelligenti. Sanno bene che tale ricerca potrebbe risultare vana; eppure non demordono, continuano a cercare sperando, perché lo fanno?
Altri astronomi cercano pianeti abitabili al di fuori del Sistema Solare, in galassie anche molto lontane. Sanno bene che se riuscissero a scoprire uno o più pianeti del tutto simili alla Terra, con acqua  ed atmosfera respirabile dall’uomo, non sarebbe possibile raggiungerli, neppure con viaggi spaziali che dovessero durare molte generazioni, l’attuale sistema di propulsione dei veicoli spaziali non riuscirebbe mai a coprire distanze di svariati anni luce; eppure non demordono e continuano a cercare, perché lo fanno?

La Comunità Scientifica già da molti anni ha realizzato che l'inquinamento globale renderà dapprima problematica la sopravvivenza per finire con non riuscire più a sostenerla oltre. Sa bene che Einstein aveva ragione a sostenere che: "due sole cosa sono infinite, l'universo e la stupidità umana ..." e che è quasi impossibile modificare il comportamento delle masse e dei potenti della Terra. 
Molti scienziati soffrono sapendo che la enorme massa di investimenti nella ricerca spaziale potrebbe alleggerire talune sofferenze umane, ma sanno anche che la sola speranza di salvezza del genere umano risiede nella ricerca di altri esseri nell'universo e nel loro lavoro corale in progetti finalizzati ed a lunga scadenza.
Gli astronomi sono persone sicuramente molto intelligenti, non farebbero mai cose assurde o che non avessero un preciso motivo, uno scopo; essi conoscono molto bene gli uomini, che di certo pacifici non sono, sanno che l’uomo ha paura dell’ignoto, che teme la presenza di altri esseri nell’universo, li immagina ostili, lo provano molti film di fantascienza che hanno per oggetto gli alieni ostili all’uomo, anche i registi sanno su quali paure umane collettive fare leva. 
Cosa accadrebbe se si scoprissero altre forme di vita intelligente nell’universo, sia attraverso segnali radio intelligenti oppure con la scoperta di pianeti abitabili e perchè no anche con un possibile primo contatto? L’ufologia balzerebbe immediatamente alla ribalta e si andrebbero a spulciare tutti gli avvistamenti ufo dei quali si ha notizia fino ad oggi, anzi, gli avvistamenti di ufo è molto probabile che da quel giorno in poi si moltiplicherebbero. L’intera umanità si concentrerebbe sullo spazio, sugli alieni e su possibili minacce provenienti dallo spazio. In altre parole, l’uomo avrebbe dei competitor, un possibile pericolo per la razza umana, potrebbe finalmente essere acquisita la “coscienza di razza”, che ad oggi manca.

Non vi è dubbio alcuno che gli astronomi sappiano esattamente ciò che fanno e perché lo fanno;  sanno bene che scoprendo altre razze nell’universo, anche le guerre ed altre nefandezze umane potrebbero passare in secondo piano, e forse venire persino dimenticate.

L'umanità non sarebbe più unica e sola; riusciranno gli astronomi a far acquisire all’umanità la coscienza di razza (umana)? 

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