20 aprile 2016

TRIVELLE: Completo un discorso aperto a chiudo il cerchio.


Al netto di tutte le polemiche sul recente referendum votato in Italia, occorre sapere che è prerogativa dei Governi Italiani definire la concessione di licenze per l'estrazione di petrolio sul territorio italiano ed all'interno delle 12 miglia marine delle acque territoriali. 
La durata di tali concessioni viene definita di volta in volta e può durare decine di anni. Le concessioni date fino a tutto il 2013 non sono state oggetto del referendum abrogativo, ciò significa che potranno estrarre petrolio fino all'esaurimento del giacimento. Il governo in carica, di volta in volta, continuerà ad assegnare concessioni petrolifere per l'estrazione di petrolio, è previsto dalla legge. 
Alla luce di quanto ho voluto specificare, ogni polemica su questo argomento appare sterile e perfettamente inutile. 
Supponendo che la maggioranza degli italiani non voglia che siano date concessioni petrolifere a discrezione del Governo, hanno diritto a chiedere un referendum propositivo per cambiare le norme in vigore su questa specifica materia. La raccolta di firme, per proposte di referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolare, attiene a referendum di abrogazione di provvedimenti legislativi in vigore ed a nuove proposte di legge di iniziativa popolare.
La materia è trattata in un articolo della Costituzione, del quale sono state modificate, non molto tempo fa, il numero di firme necessarie, aumentandolo di molto. Tuttavia il diritto ai referendum popolari, abrogativi o propositivi di leggi per iniziativa popolare, rimane e può essere richiesto da comitati promotori formati da cittadini italiani.
La materia è normata, le leggi esistono ma possono essere cambiate, ogni polemica appare quindi inutile.

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