17 maggio 2016

Il bisogno.





La consapevolezza di esistere, senza però capirne il motivo, spinge a credere all'esistenza di una entità superiore. La si ringrazia quando il proprio status è sufficientemente soddisfacente, ma nessuno la maledice trovandosi nella condizione opposta. Questo rientra nelle debolezze umane, nelle zone erronee del modo di pensare.

La sudditanza non migliora la vita, potrebbe creare la condizione per viverla in maniera distorta, o addirittura renderla subordinata alla speranza che esita un dopo.
Accettare la vita come fine a se stessa, serve a rimanere con i piedi ben piantati a terra, impedendo di vivere in un mondo fatto di sogni e di vane speranze.
Comunque la si pensi, il diritto di credere in ciò che si vuole, resta il principio cardine della libertà individuale e psicologica, non si dovrebbe consentire a nessuno di interferire con profezie e dogmi, che innegabilmente e per antonomasia, non possono che essere: non provati.

Il mio pensiero, per gli altri potrebbe valere zero, ma io esisto e penso, “cogito ergo sum” (Cartesio).



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