24 giugno 2016

BREXIT IL GIORNO DOPO.

Il peggior nemico dell’UE, al moneto è la Gran Bretagna.
Dopo il difficile divorzio, che ha visto comunque i si battere di misura i no, un eventuale crollo dell’Euro favorirebbe non poco gli inglesi.
Ci sarà comunque ostruzionismo da parte della "Perfida Albione" nei confronti dell’Unione, gli inglesi mireranno ad allungare al massimo i tempi proprio per destabilizzare la moneta del Mercato Unico europeo, nonostante la fretta di Bruxelles per rendere rapido il divorzio.
Cameron, da europeista quale era, farà l’anti europeista per fare gli interessi del suo paese, cercherà quindi di allungare i tempi a danno dei paesi comunitari; nonostante sia dimissionario potrebbe lasciare al suo successore, tra tre mesi, l'incombenza della richiesta ufficiale a Bruxelles di uscita dalla UE, che dovrà prima essere approvata dal Parlamento inglese, con comodo. Avrà dalla sua i mercati, che pur sfruttando a loro vantaggio i periodi di instabilità, che favoriscono le speculazioni finanziarie, non li amano particolarmente; sono proprio queste le contraddizioni sia dei mercati finanziari che delle borse.
La guerra del tira e molla è appena iniziata e la Gran Bretagna, nonostante tutti dicano che sia in sofferenza, parte avvantaggiata.
Chi preconizza disastri per gli inglesi, potrebbe doversi ricredere, basta dare una rapida occhiata alla chiusura delle borse europee di oggi 24 Giugno 2016 
il giorno dopo il Brexit: 
Atene -13,42; Milano -12,48; Madrid -12,35; Parigi -8,04; Francoforte -6,82; Zurigo -3,44; Londra invece perde meno di tutti -3,15 !!!  
Nelle fasi del post crac Lehman il Ftse Mib ricalcolato ha segnato un crollo dell’8,24% il 6 ottobre 2008. L’11 settembre 2001 aveva perso il 7,57%.. Intesa lascia il 18,9%, Unicredit va giù dell’18,7%. A livello settoriale crollano soprattutto i titoli finanziari (-10,5%). Tra i colossi Ue Santander perde il 20%, Lloyds cede il 20,1, Bnp il 16,3%, Barclays lascia il 19,7%. Scivolano più di tutte le banche greche, con Alpha già del 29,2% ed Eurobank del 30%.
Allora, per chi suona la campana? Al momento non di certo per l’Inghilterra, stando alle borse europee Londra perde meno. Non lasciamoci fuorviare dalle chiacchiere, sono sempre i fatti quelli che alla fine contano, ed i fatti al momento dicono che le maggiori sofferenze le stia sopportando la UE.

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