3 giugno 2016

SOCIAL NETWORK E COMUNICAZIONE.



Uno dei maggiori problemi della nostra vita quotidiana è rappresentato dalla incomunicabilità, ovvero, la difficoltà nel comunicare con gli altri.


La ricerca di consenso sui Social Network come Facebook, ottenuto mediante i “mi piace” da soggetti in definitiva sconosciuti, potrebbe dipendere dalla mancanza di consenso da parte di soggetti conosciuti: amici, parenti o conoscenti in genere.
La citata reticenza, da parte del nostro prossimo “vicino”, ad accettare i nostri punti di vista, è in gran parte dovuta al problema della scarsa capacità di tutti noi nel comunicare, questo fatto genera insicurezza ed il bisogno di cercare sicurezza “altrove”, in “luoghi” che riteniamo più adatti al fine di comunicare con maggiore semplicità: i social network, per l’appunto.
Attraverso i social, la comunicazione avviene soprattutto scrivendo e molto meno con immagini, tale fatto consente di poter valutare prima ciò che andremo a scrivere; nella comunicazione verbale, invece, manca il tempo per poter valutare ciò che stiamo per dire, non è usuale infatti intercalare nel discutere delle lunghe pause di riflessione.

La “semplificazione” della comunicazione scritta, risiede nella assenza di mimica, è il famoso “linguaggio del corpo” che rende manifesto ciò che realmente pensiamo; la scrittura consente infatti di “nascondere” il pensiero reale consentendo di mimetizzarlo, la scrittura è un mezzo di comunicazione “parziale”.
Altra motivazione, che giustificherebbe il successo dei social nella comunicazione di massa non verbale, potrebbe dipendere dalla insufficiente comunicazione verbale diretta. Se ciascun frequentatore di social network riuscisse a trovare almeno un soggetto “affine” col quale scambiare opinioni di presenza, tutti i social perderebbero la loro funzione di “supplenza”; la difficoltà nel trovare soggetti affini, nella vita reale è cosa non facile, avendoli trovati si verrebbe gratificati da una maggiore soddisfazione del personale bisogno di comunicare. La pubblicazione sui social di post ritenuti “simpatici” e la condivisione dei post altrui, ritenuti parimenti simpatici, quindi accettabili ed il più delle volte accettati, richiede tempo ed un minimo di impegno. Profondere tale tempo ed impegno nel cercare di farsi accettare da coloro che conosciamo di presenza, rappresenterebbe una alternativa ai social quasi sicuramente più proficua.

Parola e scrittura sono due mezzi che consentono a tutti di comunicare scambiando opinioni personali, formate in base al proprio carattere, al modo di vivere e di porsi di fronte a problemi o fatti positivi e negativi della vita quotidiana; i social, in più, beneficiano di immagini. Se venissero usati al meglio, migliorerebbero la vita a tutti noi, anche nel rispetto degli altri. 

Per concludere, non bisogna dimenticare però, che la comunicazione scritta, da sola, è un modo di comunicare monco, perchè in essa è assente la mimica.





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