28 ottobre 2016

La "materia oscura": sicuramente oscura ma non è detto che sia materia.




In cosmologia con "materia oscura" si definisce un'ipotetica componente di materia che non è direttamente osservabile, in quanto, diversamente dalla materia conosciuta ed osservabile, non emette radiazione elettromagnetica e si manifesta unicamente attraverso gli effetti gravitazionali. Nessuno l'ha mai vista e sicuramente la vedrà mai, se ne osservano unicamente gli effetti gravitazionali, ma non è affatto detto che siano effetti riconducibili a materia o non a quella materia che è stata definita : oscura.

L'esistenza della gravità non pone ormai dubbi, mentre di recente è stata accertata l'esistenza delle onde gravitazionali, ecco cosa sono: immaginate di lanciare un sasso in uno stagno. La cresta dell’acqua inizierà a incresparsi e delle onde concentriche si propagheranno sulla superficie. Ora immaginate il tessuto dello spazio-tempo descritto da Albert Einstein nella teoria della relatività generale enunciata 100 anni fa. Ogni oggetto avente massa nello spazio-tempo crea delle increspature, o meglio delle vibrazioni, che lo perturbano. Queste vibrazioni sono proprio le onde gravitazionali. Una recente scoperta le ha rilevate, tale scoperta è stata validata dagli scienziati.

In base a diverse osservazioni sperimentali si ipotizza che la materia oscura costituisca circa l'86% della massa presente nell'universo. Uno degli effetti da essa prodotti si traduce nel fenomeno denominato "lente gravitazionale": la luce devia il suo percorso se incontra un ostacolo, che a sua volta comporta l'incremento del percorso compiuto dalla luce per giungere dal punto che la emette fino all'osservatore: noi.
A questo punto entra in gioco la costante di Hubble. Nel 1929, Hubble, compie una scoperta fondamentale in campo cosmologico: più le galassie sono distanti, più si allontanano velocemente dalla Terra, lo ha scoperto osservando le supernove, una particolare tipologia di stelle in fase esplosiva. Scopre quindi la relazione, nota come Legge di Hubble, tra la distanza della galassia e la sua velocità di recessione, il cui valore attualmente stimato è attorno a 2,176 aHz (67,15 km/s/Mpc); le più accurate misure dicono che la costante di Hubble (H0) è di 74,3 più o meno 2,1 chilometri al secondo per megaparsec (un megaparsec è pari a circa 3 milioni di anni luce).

C’è però un problema. Si è trovato che le supernove distanti appaiono meno luminose del previsto, mostrando la presenza di un’accelerazione che le ha trascinate a distanze inaspettatamente grandi.
Dunque non solo nell’universo non c'è materia sufficiente da frenarne l’espansione, ma un meccanismo ancora misterioso ne aumenta la velocità di espansione. E qui torniamo al discorso iniziale: si ipotizza che nello spazio sia presente ma non visibile la cosiddetta materia oscura.

Nel dibattito, tutt'ora in corso sulla apparente esistenza di materia oscura, ipotizzata ma non accertata, non si è ancora tenuto nel debito conto  un fenomeno per certi versi analogo anche se diverso: la forza elettromagnetica.
La forza elettromagnetica agisce tra particelle che hanno carica elettrica, come gli elettroni e il nucleo di un atomo. Questa forza tiene uniti tutti gli elementi che ci circondano, non solo le particelle atomiche ma anche le molecole per formare gli oggetti che ci circondano.
In particolare, un filo di rame percorso da corrente elettrica, genera intorno a se un campo magnetico, le cui invisibili "linee di forza", tagliate da un filo conduttore che ruotasse al loro interno, genera in quest'ultimo la comparsa di elettricità.
Dove sta l'analogia tra i campi elettromagnetici e la materia oscura? Essa risiede nel fatto che lo spazio è pervaso da una sorta di gigantesca "ragnatela cosmica", che unisce insieme gli ammassi galattici e fa interagire tutti gli oggetti che lo spazio contiene e della quale sappiamo praticamente nulla, mentre delle forze elettromagnetiche conosciamo abbastanza.
Le linee di forza di un campo magnetico possono, in particolari condizioni, generare elettricità, fatto per nulla intuitivo ed apparentemente impensabile: la "ragnatela cosmica", che unisce i corpi che occupano lo spazio, potrebbe generare forze o fenomeni analoghi a quelli, anch'essi insospettabili, dovuti o generati dai campi elettromagnetici.  

Si potrebbero valutare altre ipotesi, ad esempio che la enorme forza di gravità che lo spazio genera, non sia dovuta alla presenza di materia oscura ma a forze occulte, generate dalla "ragnatela cosmica", che agiscono nello spazio, magari amplificando a dismisura la naturale gravità dei corpi che occupano lo spazio.
Nonostante gli scienziati l'abbiano definita oscura, aver pensato che si tratti di materia appare fin troppo semplicistico; è come pensare che l'elettricità che compare dentro una spira che taglia le linee di forza di un campo magnetico, sia dovuta a materia che interagisca col fenomeno, mentre invece è l'energia creata dal campo elettromagnetico primario ad indurre gli elettroni del rame, di cui è costituita la spira, a "saltare" da un atomo all'altro creando corrente elettrica, indotta.

Quindi la domanda finale è: ma l'energia oscura, esiste davvero? Ecco la (mia) risposta a tale domanda: l'energia oscura potrebbe non esistere affatto, gli scienziati potrebbero aver interpretato in maniera errata la natura e le origini del fenomeno che fa enormemente aumentare la forza di gravità totale del nostro universo, ovvero dell'universo conosciuto, che potrebbe anche non essere l'unico universo. Avendo accettato per buono il concetto di infinito e poichè: "nell'infinito tutto tende all'infinito", perchè mai dovrebbe esistere un unico universo? E' molto più probabile infatti l'esistenza di quello che gli scienziati chiamano il  "multiverso", ovvero: infiniti universi.
Il multiverso rappresenta, assieme alla "M Teoria" o teoria del tutto, un bel rompicapo che nessuno scienziato riuscirà mai a dimostrare, sarebbe più facile infatti dimostrare l'esistenza di Dio, o se volete, nessuna di queste tre ipotesi verrà mai dimostrata. Affascinante, non è vero?

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