23 maggio 2017

Pubblicato il 23 maggio 2017 sulla pagina Facebook del gruppo TELOINFORMO



<< 2 giorni fa a Palermo è stato ucciso il capomafia Dainotti a due passi da casa mia.

Subito dopo l'omicidio, avvenuto di mattina mentre i bambini venivano accompagnati dalle mamme alla vicina scuola, la strada è stata invasa da decine di poliziotti, carabinieri ed altre forze dell'ordine, esattamente come se fosse stato ucciso un magistrato; si continua a dare troppa visibilità e troppa considerazione alla mafia.

Il boss Dainotti era uscito dal carcere tre anni fa, gli era stato condonato parte dell'ergastolo per aver sparato alla nuca al capitano dei carabinieri di Monreale.

C'è la indiscutibile volontà politica di approvare leggi funzionali alla mafia, oltre alla chiara e deliberata volontà di rimettere in libertà ergastolani da parte della magistratura: negarlo non cambia i fatti, anche se pochissimi, come me, hanno il coraggio di scriverlo.

A causa del nefasto buonismo e garantismo nei confronti dei peggiori delinquenti, le mafie si sono infiltrate in tutti gli organismi statali, ovviamente perchè eletti politicamente, o trovando le porte aperte per l'accesso alla magistratura.

Anche se a molti risulta incomprensibile, c'è la chiarissima volontà di non voler impedire alla mafia di prosperare.

E' stato detto che quando lo Stato non può o non vuole vincere la mafia, finisce per accordarsi con essa. Questo si evince chiaramente da due casi emblematici: il caso Andreotti, che a Palermo, in visita ufficiale, si incontrava segretamente con Totò Riina, il capo dei capi mafiosi, ed il giudice di Cassazione Carnevale, che per molti anni annullava regolarmente tutti i processi di mafia che finivano nelle sue mani.

Da oggi maniche rimboccate e pronti a riprenderci quello che ci spetta. Riprendiamoci con forza la dignità e la sovranità che spetta al popolo italiano e non AD UNA PARTE di questa massa di politicanti e magistrati da strapazzo che non meritano di rappresentare la parte maggiore di un popolo meraviglioso come il nostro. >>


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