29 dicembre 2017

GULASH: la ricetta originale ungherese




Il nome originale è gulyásleves.

Ingredienti:

Mezzo Kg. di carne tenera e magra di manzo
5 cipolle
uno spicchio d'aglio
2 cucchiaini di semi di cumino (non polvere)
mezzo litro di vino rosso a bassa gradazione, no amaro ne frizz.
un cucchiaio raso di paprika dolce
4 peperoni non grandi puliti dalle nervature interne e tagliati a listelle, 2 gialli e 2 verdi
4 cucchiai di cubetti di pomodoro
3 carote tagliate e pezettoni
4 patate taglite a pezzettoni
sale e pepe nero macinato (un cucchiaino colmo).

Procedemus

Tagliate la carne a cubetti di circa 2 cm. , conditela con sale e col pepe nero e conservatela in frigo mentre preparate il resto.

In una pentola larga e capiente, fate ammollare la cipolla tritata a coltello in pochissima acqua, aggiungete olio di oliva e fatela imbiondire.

Aggiungete il cumino, mescolate, fate insaporire ed aggiungete la carne.

Aggiustate di sale, coprite col coperchio e cuocete a fuoco medio mescolando di tanto in tanto.

Quando la carne apparirà di colore rosa, aggiungere il vino e dopo qualche tempo anche la paprika e l'aglio tritato. Fuoco medio e pentola coperta.

Dopo alcuni minuti di cottura aggiungete i pomodori e dopo altri minuti ancora, i peperoni.

Aggiungete acqua "quasi" a coprire e dopo una mezzoretta di cottura a fuoco lento e pentola coperta aggiungete le carote.

20 minuti prima di completare la cottura aggiungete le patate; fuoco basso e pentola coperta.

All'aggiunta dei vari ingredienti componenti il goulash, non ho indicato i tempi esatti di cottura. Occorre considerare che occorrerà cuocerlo per almeno 2 ore, a fiamma bassa, pentola coperta e frequenti rimestate, se non diversamente indicato.

L'aspetto finale del sughetto dovrà risultare un poco denso e piuttosto liquido, regolati con il tempo di cottura per dare la giusta corposità.

Suggerisco di servirlo caldo accompagnato da fette di pane bianco per tramezzini. Potete inzuppare il pane nel sugo e fare scarpetta, infatti, è un piatto molto gustoso e pepato, che sfamava i mandriani ungheresi quando spostavano i manzi.


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